Non siamo di parte, siamo per il bene comune, non votiamo il parente o l'amico, non ci candidiamo per tutelare i nostri interessi, ma votiamo chi ama e crede realmente in una probabile rinascita di questo sperduto Borgo tra le ultime propaggini dell'altopiano silano. Per questo stiamo facendoci una idea dei vari candidati, con le loro liste.
Bocchigliero è tra i paesi calabresi più isolati, lontano da altri centri abitati, lontano dal frastuono e dallo smog cittadino, conserva, ancora, un micro clima ideale per tante conserve e insaccati che solo qui, a Bocchigliero, maturano in maniera unica.
Pare che anche le coscienze stiano cambiando, ma quello che ancora persiste è la grande carenza di idee concrete e sogni da realizzare, abbiamo ascoltato, con attenzione, le presentazioni delle liste che concorrono per il Comune di Bocchigliero, nei cinque anni passati, l'Amministrazione uscente avrebbe risanato il bilancio e messo il Comune in una situazione di pareggio, ma pare che ci siano, ancora debiti da saldare.
Ma se così stanno le cose, e cioè che ci si è dovuti sacrificare e rimanere in posizione di stallo, fermi, senza possibilità di "fare".
Ci chiediamo perché non hanno usato i metodi e i sistemi che in questi casi si dovrebbero usare?
Tante sono le possibilità che vanno dal pre dissesto ad un dissesto e gestione commissariale.
Così recita la legge:
1. Classificazioni basilari
Le statistiche dividono gli enti locali in tre gruppi di sofferenza finanziaria. I comuni deficitari, quelli in pre-dissesto e quelli in dissesto vero e proprio.
Sono deficitari quegli enti che sforano almeno cinque dei dieci parametri stabiliti dal decreto ministeriale del 18 febbraio 2013, per esempio un saldo negativo del risultato contabile di gestione superiore al 5% delle entrate correnti, oppure l’eccessiva quota di residui attivi o passivi in relazione a spese.
Il cosiddetto pre-dissesto è stato introdotto nel 2012. Si tratta di una procedura che i comuni in crisi strutturale possono mettere in atto per evitare il dissesto vero e proprio, e consiste in un piano di riequilibrio pluriennale che può essere assistito dallo Stato, il quale può anticipare risorse attingendo ad uno specifico fondo, il Fondo rotativo. In sostanza l’obiettivo della procedura del pre-dissesto è aumentare le entrate dei Comuni e diminuire le spese: ecco perché solitamente gli enti che scelgono questa opzione vedono impennare la pressione fiscale e talvolta tagliare i propri servizi.
La legge dice che un Comune è in dissesto finanziario quando “non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” oppure quando “esistono nei confronti dell’ente locale crediti di cui non si possa far validamente fronte. In pratica, si tratta a tutti gli effetti di enti che dichiarano il fallimento. Per semplificare, la differenza con il pre-dissesto è la maggiore gravità della situazione. Nel caso del pre-dissesto, i Comuni possono presentare un piano di risanamento alla Corte dei Conti con alcuni margini di manovra. Viceversa, le misure correttive, tipo l’aumento delle aliquote, scattano automaticamente
2. Introduzione dell’istituto
Il dissesto finanziario è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano con l’articolo 25 del Decreto Legge 2 marzo 1989: in seguito questo istituto si è modificato, seguendo un’evoluzione che lo ha portato a trovare il maggiore equilibrio possibile fra i diritti dei cittadini e i diritti dei creditori dell’ente.
Il dissesto finanziario di un Comune è una procedura che coinvolge sia la politica che il mondo economico-finanziario. L’art. 244 del Testo Unico D. Lgs. n. 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.
Passaggio da pre-dissesto a dissesto
Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.
Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:
Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;
Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;
Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;
Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.
Passaggio da pre-dissesto a dissesto
Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.
Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:
Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;
Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;
Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;
Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.
Nel piano di riequilibrio deve essere dimostrato che gli oneri dei contratti trovano copertura nel bilancio e devono essere consolidate le relative scritture contabili, dimostrando che le somme che le società iscrivono a credito nei confronti dell’ente trovano corrispondente iscrizione fra i debiti di quest’ultimo.
La mancata definizione di un piano di rientro espone dunque un’amministrazione ai tanto temuti interessi passivi sul debito: giorno dopo giorno infatti, anche se non si contraggono nuovi debiti, l’esposizione debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi. I mutui vengono rinegoziati allungando i tempi di pagamento ma aumentando le rate, le finanziarie erogano prestiti ad interessi del 14%; insomma, più o meno ciò che succede a qualsiasi famiglia che abbia bisogno di liquidità.
4. Cosa accade in caso di dissesto finanziario?
Nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del comune, sindaco, giunta e consiglio resterebbero in carica ma verrebbero coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni.
La commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio “risanato”. La sola ipotesi di commissariamento del Comune si verificherebbe nel caso in cui l’amministrazione non dovesse approvare il bilancio di previsione.
L’eventuale dichiarazione del dissesto di fatto congelerebbe invece la scadenza del bilancio stesso, mettendo in moto una procedura del tutto diversa per la definizione e l’approvazione del bilancio stesso; le conseguenze maggiori del dissesto finanziario si hanno sotto il profilo contabile.
Viene chiesto all’Ente locale di “contribuire” al risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali. I provvedimenti da adottare in materia di personale e di tributi locali sono ritenuti così pesanti che gli enti arrivano il più delle volte alla dichiarazione di dissesto solo quando, a seguito delle azioni esecutive dei creditori che pignorano le somme della cassa comunale, non è più possibile pagare neppure gli stipendi al personale dipendente.
Ma si vede che i nostri Amministratori hanno scelto di risanare la situazione debitoria con sacrifici e privazioni, scelte che le Amministrazioni per alcuni versi possono fare.
Scelte che inevitabilmente ricadono sul cittadino suddito.
Quello che ci siamo chiesti, inoltre, come mai il Sindaco, uscente, non sia presente in questa campagna elettorale, come mai il Sindaco e l'Amministrazione non hanno scelto di ricorrere a mezzi che avrebbero potuto salvare i Cittadini?.
Ma ritorniamo alla campagna elettorale che, a me, sembra che non riesca a partorire una IDEA, ma forti contraddizioni, come la lista uscente, che parla di Continuità e Rinnovamento, rinnovarsi si, ma la continuità sarebbe la fine del Borgo: Bocchigliero.
Cari Capolisti, so che vorreste trovare la panacea o l'attacco finale, per vincere, spero che vinca il paese, ma così facendo il paese sta già perdendo, si fanno comizi, uno contro l'altro, rispondendo l'uno all'altro. Ma non solo, ricordando il passato, la situazione trovata appena insediati, le grane ancora "lava ardente". E allora il Sindaco che si era appena insediato , nel Maggio 2014, ma se non ricordo male, il Sindaco non è stato all'opposizione, non doveva conoscere la situazione economica finanziaria del nostro non troppo amato e bistrattato borgo?. Questo, se non avesse preso atto della situazione ha certamente disatteso le parole, promesse ai cittadini: Vigilare, Redarguire e avere costante contatti con i cittadini, unico e vero volano di un Borgo, di una città, di uno Stato e addirittura di una Unione di Stati, come gli Stati uniti d'America o, nel futuro, gli stati Uniti d'Europa.
Ma, Voi, Popolo di Bocchigliero credete che il futuro sia in questi Uomini e Donne candidati nelle tre liste?. Se così fosse, votate chi ritenete giusto per il vostro futuro.
Le liste, pare, abbiano una linea univoca, obiettivi comuni, a sentirli parlare, ma concretamente si sbandierano solo finanziamenti da intercettare, soluzioni da trovare a problemi preesistenti, ma idee, sogni e speranze per il futuro non si vedono lontanamente. Consentitemi di dire che nel Borgo esiste un gene che per poter essere eliminato c'è bisogno ancora di un paio di generazioni e forse ci sarà bisogno di più Tempo, che rimane un gran maestro.
Sento dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra, anche perché l'Amministrazione uscente, e che si ripropone non ha realizzato nulla del programma che ha presentato.
Ma dove sono, caro candidato a Sindaco, gli sportelli che avevate detto di fare, dove sono le cave di pietra, dov'è una sola cosa che avevate enunciato nel programma?, io non ne ho trovato nessuno.
Dici, candidato a sindaco, che hai progetti con l'Università di Oxford, che tra l'altro avrebbe pubblicato una ricerca sul nostro dialetto, questo è vero!. Ma hai omesso di dire o volutamente non citato che è stato pubblicato da Piero Benincasa, una parte della nostra grammatica; il sostantivo. che tu non hai citato, forse perchè sta antipatico al Sindaco uscente, ma anche a te!
Questo pubblicato da un illustre bocchiglierse, Prof. Don. Giuseppe Scafoglio tra il 1928 e il 1932.
E se mi consenti anche tu hai partecipato ad iniziative importanti, colte con entusiasmo, che poi sono sfumate come neve al sole, come rugiada che sparisce dopo i primi raggi di sole, e infine le promesse fatte non sono state rispettate.. nessuna. Mi dispiace, io non vi voterò perché non avete , con il sottoscritto, rispettato nulla, posso chiaramente definirvi Amministrazione bugiarda e ipocrita.
Non voterò neanche le altre due liste, che non riescono a credere concretamente nelle cose che dicono o promettono; unione e poi attaccano e offendono, no, questo, tutto questo non merita il mio VOTO.
Di cuore mi dispiace affermarlo, ma ancora una volta ha perso Bocchigliero.
Meriterebbe, Bocchigliero, non solo nelle campagne elettorali,sorte diverse, questo bistrattato, abbandonato e stanco Comune che di parole ne ha sentito troppe, adesso basta, non sono più propenso a collaborare con queste false ed ipocrite promesse del Sindaco di turno.
"Cambiare Rotta", questo sarà do oggi il mio spirito e la mia ricerca del luogo, senza coinvolgere Istituzioni che hanno altro per la testa, hanno l'obiettivo di VINCERE per fare ciò che desiderano e non quello che i Cittadini chiedono., ridotti a sudditi, e chiedono: Lavoro, Servizi, Sviluppo e Crescita
.Cara lista numero 2 queste sono le domande dei Cittadini a cui bisogna rispondere, non devi rispondere alla lista n 1, a cui si pongono domande alle quale non c'è risposta.
Nessuno può volermene se anche la lista n 3 vorrebbe innovare, cambiare e rendersi diversa dalle altre, ma forse è caduta nel baratro delle "risposte" e delle offese. personalmente, come Cittadino del Borgo credo, vedendo elementi che sono stati quasi sempre presenti nel dibattito Amministrativo-Politico , nulla potrà cambiare, nulla verrà concretizzato, anche perché i toni della terza lista certo non sono stati, almeno alla fine della campagna elettorale, corretti. prima, una vera Rivoluzione Culturale e forse cambierà le sorti di questo povero e moribondo Comune. Poi ci sono persone che si sentono al centro ma hanno già fallito nella vita e nella vita Amministrativa del paese, oggi si ripropongono e credono di essere il nuovo…… Mea culpa mea
grandissima culpa, deciderò, da qui a breve, di togliermi la residenza, perché:
"Lavare a capu allu ciucciu si cci perde l'acqua e llu sapune.
Resp. Blog
Piero Benincasa.