giovedì 3 ottobre 2019

ESTATE.. senza tregua!




L'estate sta finendo, così il titolo di una canzone del 1985 dei Righeira, pezzo che divenne il tormentone di quella lontana Estate.
Di solito quando si giunge al termine di un percorso, si fanno i bilanci, si tirano le somme e si valuta come è andata.
A voler fare un bilancio di questa estate, che volge al termine, certamente è stata una fantastica estate, dove, almeno al sud dell'Italia, non ci siamo fatti mancare nulla; bel tempo, serate al chiaro di luna mangiando di tutto e di più, dove si sono rivisti vecchi amici d'infanzia, dove sono nati fragili amori e dove tutti, soprattutto gli Amministratori di Comuni turistici, hanno cercato di attrarre più turisti possibili.
Tanti però sono andati fuori dalle regole, autorizzando fruibilità in locali non idonei, non a norma e senza agibilità, mettendo a serio rischio chi ha visitato questi luoghi.
Ma torniamo all'Estate che ormai è andata e ci si prepara alla stagione in cui; luce, colori e clima mutano per dare vita all'Autunno.
L'Autunno che, senza volere essere retorici, è un Autunno caldo, fatto di vertenze sindacali, di scioperi, di preparazione alla prossima tornata elettorale; le votazioni regionali, che in Calabria avranno luogo in Novembre.
Tanti sono attratti da candidature, o di avvicinarsi a candidati forti e vincenti, per avere punti di riferimento da cui tranne benefici.
Non possiamo dimenticare quello che è successo a livello nazionale; dimissioni di Salvini e caduta del governo Giallo-Verde, ennesima beffa per il popolo italiano, con nuovo governo formato da PD e M5S, quindi nasce il governo Giallo- Rosso, ma il segretario, PD, alcuni mesi addietro, Febbraio, in sede di congresso gridava "Mai con il Movimento 5 Stelle.
In politica però si sfruttano le opportunità per occupare posti chiave, poltrone e consenso clientelare.
La politica è suddita dei poteri economici forti, che manovrano e indirizzano il popolo che non è più sovrano, il popolo è sottomesso e suddito dei poteri politico-economici, che ormai da anni gestiscono la res pubblica.

Noi non riusciamo a ribellarci a questo stato di cose perchè ci accontentiamo delle briciole e dei corsettini falsi di formazione, dove pochi si arricchiscono e tanti si prendono i resti.
Ma anche in questo ramo ci sarebbe tanto da approfondire e da denunciare irregolarità palesi che spesso sono anche penali, ma il popolo tace, e con questo è colpevole, forse ancora di più di chi è in alto.

Resp. Blog
P.B.

mercoledì 5 giugno 2019

Campagna Elettorale Continua!









Non si sono ancora festeggiate le vittorie di Sindaci, Governatori ed eletti al Parlamento Europeo che si ritorna a fare campagna elettorale. Anche se la prossima domenica ancora si vota per chi è andato al ballottaggio, nelle città superiore a quindici mila abitanti.
Anche in Calabria, in autunno inoltrato, si andrà al voto per rinnovare il Consiglio Regionale, ed eleggere il nuovo Governatore con la sua squadra e la campagna elettorale è già iniziata.
Certamente, l'uscente Governatore, Mario Oliverio, non vuole mollare, anche senza il consenso del suo partito; il PD, e minaccia di candidarsi con liste civiche perché, Lui, ci tiene a raccogliere i frutti di questi anni di duro lavoro, la solita, nauseabonda ed anacronistica storia, che puntualmente si ripropone ad ogni campagna elettorale dagli uscenti.
Ma tante cose sono successe in questi lunghi e bui anni alla Regione Calabria; dalla sanità, sul baratro o collasso, alle varie indagini a componenti la giunta Oliverio e anche allo stesso Governatore Mario Oliverio, che deve rispondere di reati non troppo leggeri, inoltre, sempre il Nostro è stato con obbligo di dimora nel suo amato paese: San Giovanni in Fiore, grosso centro che sorge su una delle ultime propaggini della Sila Grande, e annovera una importante Fondazione dedicata all'abate Gioacchino da Fiore, anche se questo è nato a Celico (cs).
Ma a guardare tra le pieghe di questa prossima campagna elettorale, per il rinnovo del Consiglio Regionale, non ci sarà da meravigliarsi se ci saranno delle cordate per appoggiare questo o quel candidato, per accordi presi prima delle Amministrative di Maggio nei Comuni.
Infatti in tanti Comuni della Calabria, tra cui Bocchigliero, si è votato per i rinnovi dei consigli Comunali, e in tanti hanno compreso che poco cambia per i cittadini, poco cambia da parte di tanti che si sono affidati a chiunque pur di riuscire a vincere, riuscire a sedersi sulla sedia di Sindaco, che è, o dovrebbe essere, l'Istituzione più vicina ai Cittadini, quella che dovrebbe avere la lungimiranza di guardare al futuro, quella che si occupa del presente e anche del passato, delle tradizioni, della storia e delle Radici.
Quindi se la società vuole evolversi, maturare e mutare lo sguardo verso rotte sostenibili, i Sindaci hanno una grande responsabilità verso la propria comunità e verso Tutti i cittadini, anzi dovrebbe, un Sindaco, ascoltare chi non lo ha votato, per capire come poter confrontarsi e, attraverso mediazioni, anche compromessi, arrivare ad un fine comune, che rimane il " Bene Comune", cercare forme che possano creare visibilità, ma non solo, cercare opportunità che possano, per primo trattenere giovani, e poi pensare di far ritornare sia i nativi, gli oriundi e persone in cerca di peculiarità climatiche, di qualità della vita e attraverso percorsi naturalistici- paesaggistici, storico e culturale
riuscire a creare attrattori di sviluppo sostenibile, virtuoso e concreto.
Le analisi si sprecano, le idee vanno adattate ai luoghi e gli uomini vanno pesati per le tracce che lasciano.


Resp. Blog
P.Benincasa


mercoledì 29 maggio 2019

VITTORIA!




Ha vinto la Continuità e il Rinnovamento, complimenti e soprattutto buon lavoro, ci auguriamo, e soprattutto mi auguro che  la continuità e il rinnovamento siano, per la Nuova Amministrazione, due fari che mai andranno persi di vista, possa, in particolare, Rinnovarsi e Cambiare Rotta, verso strade maestre che possano traghettare il Borgo verso una Rinascita Culturale, Sociale e quindi anche Demografica, perché il vero nodo rimane: trattenere e attrarre, uomini e donne disposte a ritornare o a vivere a Bocchigliero, per far risorgere un luogo che ormai è verso il fine vita.
Si è sentito, in questa campagna elettorale appena conclusa, di tutto e di più, ma nessuno ha parlato di Attrattori, di cose o progetti che possono attrarre gente, attrattori che fungano da vero volano per una rinascita demografica, sociale, culturale e che guardi a tante esperienze di altri paesi, anche calabresi, che stanno riuscendo a crescere in tutti i sensi, ora che la campagna elettorale si è conclusa e il Borgo ha un nuovo Sindaco e una nuova squadra, devono solo pensare al bene comune, alle opportunità da creare e soprattutto a far crescere le coscienze di un luogo che ancora ha una genesi complessa e pervasa dal tarlo della cattiveria.
Questo tarlo è da anni che sguazza nell'ignoranza e nello scontro personale: uno contro l'altro, costi quel che costi.
Certamente il percorso non sarà facile; con insidie, difficoltà e tempi spesso dilatati dalla burocrazia, e da difficoltà oggettive. Ma se concretamente esiste la volontà di fare, niente può essere un'ostacolo, tutto può essere fatto per il Bene Comune, ed è indispensabile essere il Sindaco di tutti, quindi essere attenti a chi veramente vuole il progresso e il bene Comune.
Vorremmo un paese migliore,dove non si guarda all'altro come un nemico da abbattere, ma riuscire a collaborare e concretizzare occasioni e opportunità per far crescere il nostro Borgo.
il tempo è veramente poco, ma si può ancora crederci che si possa volare alti, e concretizzare Attrattori che possano fungere da volano: Abbiamo grandi opportunità naturalistiche, peculiarità di prodotti unici che la nostra terra offre,grazie al nostro meraviglioso micro clima, abbiamo una storia del nostro dialetto rara, pochi paesi posseggono una grammatica e una fonetica come quella di Bocchigliero.



Tutto questo ha necessità di essere visto e sviluppato, certo anche attraverso le Associazioni, anche se il punto di partenza deve essere la prima Istituzione; il Comune, con i rappresentanti del Popolo, eletti Democraticamente.
Possiamo anche rischiare di essere non credibili, ma il tempo molto spesso ci ha dato ragione.
Per concludere, noi, non abbiamo nulla di personale con nessuno, ma consentiteci di criticare e aiutare a crescere il nostro amato Borgo, non è necessario scendere nell'Agorà (Piazza) politica o Amministrativa, si riesce a fare anche dal di fuori, anche prendendosi critiche e offese, ma siamo come il giunco, il quale si piega ma non si spezza.
Sereno lavoro alla nuova Amministrazione e auguri per il cammino che vi e ci aspetta.


Resp. Blog
P. Benincasa






venerdì 24 maggio 2019

Tutto Inutile.




                                                                     


Non siamo di parte, siamo per il bene comune, non votiamo il parente o l'amico, non ci candidiamo per tutelare i nostri interessi, ma votiamo chi ama e crede realmente in una probabile rinascita di questo sperduto Borgo tra le ultime propaggini dell'altopiano silano. Per questo stiamo facendoci una idea dei vari candidati, con le loro liste.
Bocchigliero è tra i paesi calabresi più isolati, lontano da altri centri abitati, lontano dal frastuono e dallo smog cittadino, conserva, ancora, un micro clima ideale per tante conserve e insaccati che solo qui, a Bocchigliero, maturano in maniera unica.
Pare che anche le coscienze stiano cambiando, ma quello che ancora persiste è la grande carenza di idee concrete e sogni da realizzare, abbiamo ascoltato, con attenzione, le presentazioni delle liste che concorrono per il Comune di Bocchigliero, nei cinque anni passati, l'Amministrazione uscente avrebbe risanato il bilancio e messo il Comune in una situazione di pareggio, ma pare che ci siano, ancora debiti da saldare.
Ma se così stanno le cose, e cioè che ci si è dovuti sacrificare e rimanere in posizione di stallo, fermi, senza possibilità di "fare".
Ci chiediamo perché non hanno usato i metodi e i sistemi che in questi casi si dovrebbero usare?
Tante sono le possibilità che vanno dal pre dissesto ad un dissesto e gestione commissariale.
Così recita la legge:

1. Classificazioni basilari

Le statistiche dividono gli enti locali in tre gruppi di sofferenza finanziaria. I comuni deficitari, quelli in pre-dissesto e quelli in dissesto vero e proprio.

Sono deficitari quegli enti che sforano almeno cinque dei dieci parametri stabiliti dal decreto ministeriale del 18 febbraio 2013, per esempio un saldo negativo del risultato contabile di gestione superiore al 5% delle entrate correnti, oppure l’eccessiva quota di residui attivi o passivi in relazione a spese.

Il cosiddetto pre-dissesto è stato introdotto nel 2012. Si tratta di una procedura che i comuni in crisi strutturale possono mettere in atto per evitare il dissesto vero e proprio, e consiste in un piano di riequilibrio pluriennale che può essere assistito dallo Stato, il quale può anticipare risorse attingendo ad uno specifico fondo, il Fondo rotativo. In sostanza l’obiettivo della procedura del pre-dissesto è aumentare le entrate dei Comuni e diminuire le spese: ecco perché solitamente gli enti che scelgono questa opzione vedono impennare la pressione fiscale e talvolta tagliare i propri servizi.

La legge dice che un Comune è in dissesto finanziario quando “non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” oppure quando “esistono nei confronti dell’ente locale crediti di cui non si possa far validamente fronte. In pratica, si tratta a tutti gli effetti di enti che dichiarano il fallimento. Per semplificare, la differenza con il pre-dissesto è la maggiore gravità della situazione. Nel caso del pre-dissesto, i Comuni possono presentare un piano di risanamento alla Corte dei Conti con alcuni margini di manovra. Viceversa, le misure correttive, tipo l’aumento delle aliquote, scattano automaticamente

2. Introduzione dell’istituto

Il dissesto finanziario è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano con l’articolo 25 del Decreto Legge 2 marzo 1989: in seguito questo istituto si è modificato, seguendo un’evoluzione che lo ha portato a trovare il maggiore equilibrio possibile fra i diritti dei cittadini e i diritti dei creditori dell’ente.

Il dissesto finanziario di un Comune è una procedura che coinvolge sia la politica che il mondo economico-finanziario. L’art. 244 del Testo Unico D. Lgs. n. 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.

 Passaggio da pre-dissesto a dissesto

Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.

Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:

Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;

Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;

Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;

Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.

 Passaggio da pre-dissesto a dissesto

Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.

Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:

Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;

Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;

Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;

Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.

Nel piano di riequilibrio deve essere dimostrato che gli oneri dei contratti trovano copertura nel bilancio e devono essere consolidate le relative scritture contabili, dimostrando che le somme che le società iscrivono a credito nei confronti dell’ente trovano corrispondente iscrizione fra i debiti di quest’ultimo.

La mancata definizione di un piano di rientro espone dunque un’amministrazione ai tanto temuti interessi passivi sul debito: giorno dopo giorno infatti, anche se non si contraggono nuovi debiti, l’esposizione debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi. I mutui vengono rinegoziati allungando i tempi di pagamento ma aumentando le rate, le finanziarie erogano prestiti ad interessi del 14%; insomma, più o meno ciò che succede a qualsiasi famiglia che abbia bisogno di liquidità.

4. Cosa accade in caso di dissesto finanziario?

Nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del comune, sindaco, giunta e consiglio resterebbero in carica ma verrebbero coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni.

La commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio “risanato”. La sola ipotesi di commissariamento del Comune si verificherebbe nel caso in cui l’amministrazione non dovesse approvare il bilancio di previsione.

L’eventuale dichiarazione del dissesto di fatto congelerebbe invece la scadenza del bilancio stesso, mettendo in moto una procedura del tutto diversa per la definizione e l’approvazione del bilancio stesso; le conseguenze maggiori del dissesto finanziario si hanno sotto il profilo contabile.

Viene chiesto all’Ente locale di “contribuire” al risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali. I provvedimenti da adottare in materia di personale e di tributi locali sono ritenuti così pesanti che gli enti arrivano il più delle volte alla dichiarazione di dissesto solo quando, a seguito delle azioni esecutive dei creditori che pignorano le somme della cassa comunale, non è più possibile pagare neppure gli stipendi al personale dipendente.

Ma si vede che i nostri Amministratori hanno scelto di risanare la situazione debitoria con sacrifici e privazioni, scelte che le Amministrazioni per alcuni versi possono fare.
Scelte che inevitabilmente ricadono sul cittadino suddito.
Quello che ci siamo chiesti, inoltre, come mai il Sindaco, uscente, non sia presente in questa campagna elettorale, come mai il Sindaco e l'Amministrazione non hanno scelto di ricorrere a mezzi che avrebbero potuto salvare i Cittadini?.
Ma ritorniamo alla campagna elettorale che, a me, sembra che non riesca a partorire una IDEA, ma forti contraddizioni, come la lista uscente, che parla di Continuità e Rinnovamento, rinnovarsi si, ma la continuità sarebbe la fine del Borgo: Bocchigliero.
Cari Capolisti, so che vorreste trovare la panacea o l'attacco finale, per vincere, spero che vinca il paese, ma così facendo il paese sta già perdendo, si fanno comizi, uno contro l'altro, rispondendo l'uno all'altro. Ma non solo, ricordando il passato, la situazione trovata appena insediati, le grane ancora "lava ardente". E allora il Sindaco che si era appena insediato , nel Maggio 2014, ma se non ricordo male, il Sindaco non è stato all'opposizione, non doveva conoscere la situazione economica finanziaria del nostro non troppo amato e bistrattato borgo?. Questo, se non avesse preso atto della situazione ha certamente disatteso le parole, promesse ai cittadini: Vigilare, Redarguire e avere costante contatti con i cittadini, unico e vero volano di un Borgo, di una città, di uno Stato e addirittura di una Unione di Stati, come gli Stati uniti d'America o, nel futuro, gli stati Uniti d'Europa.
Ma, Voi, Popolo di Bocchigliero credete che il futuro sia in questi Uomini e Donne candidati nelle tre liste?. Se così fosse, votate chi ritenete giusto per il vostro futuro.
Le liste, pare, abbiano una linea univoca, obiettivi comuni, a sentirli parlare, ma concretamente si sbandierano solo finanziamenti da intercettare, soluzioni da trovare a problemi preesistenti, ma idee, sogni e speranze per il futuro non si vedono lontanamente. Consentitemi di dire che nel Borgo esiste un gene che per poter essere eliminato c'è bisogno ancora di un paio di generazioni e forse ci sarà bisogno di più Tempo, che rimane un gran maestro.
Sento dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra,  anche perché l'Amministrazione uscente, e che si ripropone non ha realizzato nulla del programma che ha presentato.
Ma dove sono, caro candidato a Sindaco, gli sportelli che avevate detto di fare, dove sono le cave di pietra, dov'è una sola cosa che avevate enunciato nel programma?, io non ne ho trovato nessuno.
Dici, candidato a sindaco, che hai progetti con l'Università di Oxford, che tra l'altro avrebbe pubblicato una ricerca sul nostro dialetto, questo è vero!. Ma hai omesso di dire o volutamente non citato che è stato pubblicato da  Piero Benincasa, una parte della nostra grammatica; il sostantivo. che tu non hai citato, forse perchè sta antipatico al Sindaco uscente, ma anche a te!
Questo pubblicato da un illustre bocchiglierse, Prof. Don. Giuseppe Scafoglio tra il 1928 e il 1932.
E se mi consenti anche tu hai partecipato ad iniziative importanti, colte con entusiasmo, che poi sono sfumate come neve al sole, come rugiada che sparisce dopo i primi raggi di sole, e infine le promesse fatte non sono state rispettate.. nessuna. Mi dispiace, io non vi voterò perché non avete , con il sottoscritto, rispettato nulla, posso chiaramente definirvi Amministrazione bugiarda e ipocrita.
Non voterò neanche le altre due liste, che non riescono a credere concretamente nelle cose che dicono o promettono; unione e poi attaccano e offendono, no, questo, tutto questo non merita il mio VOTO.
Di cuore mi dispiace affermarlo, ma ancora una volta ha perso Bocchigliero.
Meriterebbe, Bocchigliero, non solo nelle campagne elettorali,sorte diverse, questo bistrattato, abbandonato e stanco Comune che di parole ne ha sentito troppe, adesso basta, non sono più propenso a collaborare con queste false ed ipocrite promesse del Sindaco di turno.
 "Cambiare Rotta", questo sarà do oggi il mio spirito e la mia ricerca del luogo, senza coinvolgere Istituzioni che hanno altro per la testa, hanno l'obiettivo di VINCERE per fare ciò che desiderano e non quello che i Cittadini chiedono., ridotti a sudditi, e chiedono: Lavoro, Servizi, Sviluppo  e Crescita
.Cara lista numero 2 queste sono le domande  dei Cittadini a cui bisogna rispondere, non devi rispondere alla lista n 1, a cui si pongono domande alle quale non c'è risposta.
Nessuno può volermene se anche la lista n 3 vorrebbe innovare, cambiare e rendersi diversa dalle altre, ma forse è caduta nel baratro delle "risposte" e delle offese. personalmente, come Cittadino del Borgo credo, vedendo elementi che sono stati quasi sempre presenti nel dibattito Amministrativo-Politico , nulla potrà cambiare, nulla verrà concretizzato, anche perché i toni della terza lista certo non sono stati, almeno alla fine della campagna elettorale, corretti. prima, una vera Rivoluzione Culturale e forse cambierà le sorti di questo povero e moribondo Comune. Poi ci sono persone che si sentono al centro ma hanno già fallito nella vita e nella vita Amministrativa del paese, oggi si ripropongono e credono di essere il nuovo…… Mea culpa mea
grandissima culpa, deciderò, da qui a breve, di togliermi la residenza, perché:
"Lavare a capu allu ciucciu si cci perde l'acqua e llu sapune.

Resp. Blog
Piero Benincasa.