mercoledì 30 novembre 2016

Oltre le apparenze.




 




Capita, un po a tutti, di cercare tra le pieghe, tra le parti meno evidenti, negli anfratti meno esplorati, per andare oltre ciò che si vede.
Premessa, questa, per esprimere la vera e sincera essenza del ricercatore, della persona curiosa e avida di conoscere, vorremmo, in questo post, riuscire a fare un viaggio oltre la semplice, superficiale ed effimera apparenza, per poter riuscire ad entrare nell'anima delle cose, siano essi fatti storici, antropologici,folkloristici o ancora episodi di cronaca.
La cosa da tenere bene in mente, in questo viaggio, è quella di non perdere di vista l'obiettivo finale; la conoscenza senza secondi fini.
Quando ci programmiamo di realizzare qualche cosa; una ricerca storica, una ricerca sulle radici di un luogo, un progetto di vita comune, c'è necessità di pianificare, programmare e quindi mettersi a lavorare.
Spesso ci è capitato di non sapere da dove iniziare, ma approfondendo metodi e sistemi si inizia quasi sempre dal percorso inverso, risalendo alle origini o se volete alle radici.
Tante sono le difficoltà che si incontrano nel percorrere strade inesplorate, meandri poco conosciuti o sconosciuti ai più!
Spesso si è assaliti dallo scoramento, dallo sconforto, dalla incapacità di proseguire il cammino.
Spesso questo è dovuto a fattori quali; un impiegato che non ci consente di accedere ad archivi di oltre cinquanta anni, oppure a personaggi che credono di detenere la verità!.o ancora ad amministratori locali che ritengono poco importante la cultura come fonte di sviluppo sociale, morale e finanche economico.
Ma la capacità, l'entusiasmo e la passione non possono essere ostacolati da questi o da altri fattori, quando si ha presente l'obiettivo finale.
Nessuno è in grado di fermare le vere ed autentiche passioni, la voglia di sapere, di approfondire e anche la voglia di far conoscere e condividere serenamente i propri lavori.
Nessuno deve arrendersi, nessuno deve mollare e continuare, in religioso silenzio, il cammino intrapreso, non lasciandosi distrarre da mezze cartucce e piccoli uomini che hanno orizzonti limitati e assolutamente incapaci di crescere e di evolversi verso la luce intenza ed accecante del faro della conoscenza.
Lasciamo che si illudano del loro potere pro tempore,( temporaneamente) e che non lascerà traccia del loro cammino.
Non mancano idee, ma uomini che li supportino e li concretizzano, perchè da soli si rischia di appartarsi e rendersi invisibili, insiemi si concretizzano i sogni!.



Ivan Caputo
Red. Blog

Oltre le apparenze c'è l'ARTE

martedì 29 novembre 2016

Salute..verità poco conosciute

Essere sani senza medicine è semplice!

 Il sistema di Ivan Neumivakin


E' una intervista interamente tratta dal sito che troverete sotto l'articolo, ma ci è parso segnalarvi questa intervista, grazie a Ivan Caputo per  averci segnalato la notizia.

Il professore Ivan Neumivakin era il capo del programma di risanamento degli astronauti russi. Nei corso della sua attività ha saputo prendere il meglio della medicina russa e l’aveva arricchito con le sue invenzioni; come risultato, è stato creato un sistema di risanamento unico al mondo, grazie al quale gli astronauti da più di 50 anni non si ammalano.
Questa è una delle sue interviste, testo tradotto da Olga Samarino (con qualche taglio del testo che è molto lungo):
———————————
– Prima di tutto, io dovevo capire dove si trova il confine tra la salute e la malattia, e poi capire, che cosa, dall’arsenale della medicina ufficiale, poteva essere utile nello spazio. In pratica, nulla. Dopo che me ne sono andato dal programma, ho cercato di proporre alla sanità pubblica tutto ciò che avevo trovato utile, ma ho incontrato una feroce resistenza.
– QUAL’È LA SUA DISCORDANZA CON LA SCIENZA MEDICA CLASSICA?
– Siamo una catena di montaggio, e la bocca è una macchina per rimpicciolire e spezzettare il cibo. Dobbiamo non ingoiare il cibo, ma masticarlo molto bene, praticamente, “berlo”. Avete ingoiato il boccone senza masticarlo. Questo si copre solo superficialmente con l’acido cloridrico che non può penetrare dentro il boccone. Ma la cosa più grave è che questo acido si diluisce con l’acqua bevuta alla fine del pasto; la sua concentrazione è ridotta e, come risultato, il cibo non si digerisce. Tutto ciò che avete mangiato diventa “scorie”, prodotti di metabolismo non digeriti.
– Mangiamo 4-5 volte più del necessario. E tutto il cibo “in più” è un lavoro per i medici, se non oggi, lo sarà domani.
– LEI PROPONE DI BERE MENO LIQUIDI?
– Dipende dai liquidi. Solo l’acqua “pulita” va nelle cellule; le acque minerali o gassate vanno prima pulite. Il tè e il caffè alzano momentaneamente l’energia, ma aggravano la mancanza dell’acqua.
– L’acqua “sporca” va nella cellula che invece di ricevere l’energia deve prima pulirla. Lo sporco si getta via ma di acqua ce ne poca. E l’energia manca. L’assunzione dei liquidi impuri causa l’arteriosclerosi, lì ipertensione, l’aritmia: questa è la causa delle maggioranza delle malattie.
– IL CANCRO, L’AIDS?
– Penso che queste malattie non esistano.
– COME NO?!
– CI sono degli stati legati alle scorie nell’organismo. In questo ambiente le cellule vivono in un ambiente putrido e privo di ossigeno. Sono costrette a mutare e a diventare cancerose. Le cellule cancerose ci sono in qualsiasi organismo, ma il sistema immunitario sano le sopprime. E se l’individuo è debole, queste iniziano a moltiplicarsi e a crescere. In linea di principio, ci servono, perche organismo deve sapere che il male e il bene coesistono.
– Abbiamo creato un centro di salute dove in tre settimane, senza clisteri e farmaci, purifichiamo l’ambiente interno dell’organismo. Spariscono le malattie come, per esempio, l’ipertensione.
– COME LO FATE?

Mangiando molto poco, più delle speciali tisane per pulite il sangue, il fegato, i reni e il pancreas. Due giorni di digiuno e due giorni di tisane.
– SI DICE CHE DA VOI CURANO CON SUCCESSO IL PARKINSON E LA SCLEROSI MULTIPLA.
– Si, dopo tre-sei mesi i malati che erano a letto si alzano, vanno al mercato, iniziano ad essere autosufficienti. Il segreto è semplice: hanno saziato le cellule dell’acqua di cui si avvertiva la mancanza. La medicina non nota che l’acqua è il miglior elettrolita, è l’energia; senza l’acqua non funzionano i mitocondri, le stazioni idroelettriche che forniscono alla cellula l’energia.
– Il primo organo che risente la mancanza dell’acqua è il cervello. Di qui l’arritabilità, il mal di testa, la stanchezza, gli scarsi risultati nello studio.
– Il cancro e l’AIDS sono le conseguenze e non le cause, se una persona è certa che il cancro è uno stato temporaneo, potrà liberarsene. Deve prima di tutto capire cosa ha fatto di sbagliato nella vita, capire i suoi errori, chiedere il perdono, e poi credere nella guarigione.
– LA GENTE SI STUPISCE QUANDO LEI DICE CHE NON C’E’ CUORE NEL PETTO.
– Il cuore è un motore per pompare il liquido, si trova sotto l’ombelico.
– COME?!
– Una persona adulta è alta 150-180 cm. Il liquido sotto la forza della gravità cade in giù, si deve fallo tornare su, e lo fanno i muscoli dentro i quali si trovano i vasi; sono le pompe che spingono il sangue in su. Se il padrone del corpo non lo cura, non fa lo sport, non allena i muscoli del tronco e delle gambe, arriva l’arteriosclerosi, arrivano le varici, ecc. Il sangue, in presenza delle scorie, si addensa e il cuore deve applicare molti sforzi per spingere questo sangue.
– Prima sorge l’ipertrofia del ventricolo sinistro, poi le aritmie, poi l’infarto o l’ictus. Non ce la fa il cuore, a lavorare al posto di più di 500 muscoli che devono pompare il sangue. Il cuore deve lavorare con il cuore non denso ma liquido, pieno d’acqua. Ma nessuno insegna come ottenerlo. Non molti sanno che si deve bere l’acqua 10-15 min prima di mangiare, 1-2 bicchieri. L’acqua supera lo stomaco e si raccoglie nel duodeno, dove si accumulano gli alcali. Quest’acqua non si inacidisce, diventa alcalina.
– E LE TRADIZIONALI BAVANDE A FINE PASTO?
– ASSOLUTAMENTE NO. Potete solo sciaquare la bocca. Dopo aver mangiato la carne, per due ore non mangiate né bevete nulla, i succhi gastrici devono trattare la carne. Anche perché nella carne c’è qualcosa di utile, noi viviamo nella tavola periodica di Mendeleev e abbiamo bisogno di vari elementi.
– Se avete fame – bevete.
Dopo aver bevuto, per mezz’ora avrete tolto la fame, e poi bevete ancora. Solo quando avrete una forte fame, mangiate. Se non ne avete, non mangiate, fate riposare l’organismo. C’è ancora del cibo del mattino da digerire, se butatte sopra dell’altro, il cibo marcisce.
– L’acqua è il cibo, per ¾ siamo l’acqua. Dobbiamo bere a digiuno 1,5-2 l di acqua fresca. Guardate alcune persone dopo 60-70 anni, quando iniziano a bere circa 2 litri d’acqua, le rughe si stirano e l’intestino lavora bene, le cellule si fanno il bagno nell’acqua, è la base della loro vita.
– DOVE SI PRENDE L’ACQUA PURA?
– Non è quella imbottigliata, che ha il PH 6,5-7.
– L’acquedotto di Mosca fornisce l’acqua buona. Mettetela alla sera in una bottiglia, la mattina dopo ci sarà un sedimento, anche se invisibile agli occhi. Togliete accuratamente l’acqua di sopra, circa due terzi, e non fatela bollire, portatela solo alle bollicine piccole (è la “bollitura fredda” che conserva la sua struttura per 24 ore). Questa acqua serve alla cellula, non deve spendere l’energia per pulirla, è l’acqua pura che restituisce la salute

Tratto interamente da:http://www.tecnologia-ambiente.it/essere-sani-senza-medicine-e-semplice-il-sistema-di-ivan-neumivakin

lunedì 28 novembre 2016

Coerenza!




Sbraitare, urlare, essere convinti di essere nel giusto è, senza dubbio, l'ipocrisia di tanti, di quanti gridano allo scandalo i fatti successi agli altri e dimenticano, con facilità, il loro passato.
Aspettano, questi ipocriti, che giri le spalle per pugnalarti senza ritegno e contegno, e poi si chiedono il perchè, oppure cosa gli ho fatto...ipocriti.
Ipocriti si nasce, per genetica e per modo di essere, tanti affollano la nostra terra, la Calabria, terra di contrasti e di falsi profeti, di artisti improvvisati, di saputelli per presunzione, di falsi esperti e conoscitori di argomenti che mai hanno approfondito.
Tu, non sentirti chiamato in causa, nessuno ti vuole mettere al centro.
Non deve sfiorarti minimamente il pensiero.
Il nostro è un ragionamento generale e non mirato, quando dobbiamo mirare ad un bersaglio, noi, lo facciamo a viso scoperto, senza nomi e nomignoli inverosimili.
Non ci nascondiamo dietro un dito, o dietro una carica imposta e mai veramente voluta,
Noi avevamo, in tempi non sospetti,fatto delle proposte, attraverso il Blog ma non solo, il nostro coordinatore Resp., Piero Benincasa, aveva fatto delle proposte, sia a questa Nuova Amministrazione che alla Pro-Loco Bocchigliero.
Proposte che, a noi della redazione, ci sono parse opportunità perse, per stupidi atteggiamenti nei confronti di Piero Benincasa, e solo per fatti personali.
Siamo certi che le idee vanno sviluppate con atteggiamenti scevri da qualsiasi ombra, da ogni sorta di interesse personale e soprattutto che non siano lontane dal bene comune, e cioè, che siano per tutta la collettività.
Certamente i fatti personali possono incidere, ma non bisogna avere due pesi e due misure, come fanno gli ipocriti.
Questi non solo non hanno coerenza, in quello che fanno, ma sono egocentrici, opportunisti, cattivi e a volte infami.





Noi non siamo per i proclami urlati, o  per una retorica trita e ritrita, e ancora non seguiamo false chimere e progetti ormai obsoleti, i tempi sono cambiati, gli strumenti sono mutati, e con essi è mutato l'essere umano, cercando di adeguarsi ai mutamenti tumultuosi e a volte spietati, verso chi crede di avere la verità in tasca, o quelli che non mutano con il passare impietoso del tempo, ci sentiamo pionieri consapevoli di sapere che: " chi vuol essere lieto sia, di doman non v'è certezza".
Rinnovare, spesso, è sintomo di nuovo, ma non sempre, anzi spesso si usa la parola nuovo per coprire vecchi scheletri che, dirompenti, si presentano a chiederti il conto, e questo conto, il più delle volte, è salatissimo, perchè è in gioco il più importante dei valori; la dignità
Questa, la dignità, quando si è persa è assolutamente impossibile riacquistarla, o riaverla, 

Red. Blog Ivan Caputo.





sabato 26 novembre 2016

Trampolieri,giocolieri e mezze cartucce!




Non tutti conoscono l'arte nobile dei trampolieri, affonda le sue radici nel mondo circense, e oggi esistono vere scuole, per imparare ad andare sui trampoli.
I trampolieri, oggi, si guadagnano da vivere in svariati modi, anche per le vie di importanti e turistiche città, non è difficile incontrarne tra le città d'arte, tra piccoli borghi turistici o anche in gruppi che esprimono lo spirito circense.
Spesso vicino ai trampolieri ci sono i giocolieri, quelli che fanno girare le palline per aria o i birilli del bowling, quelli che, con un sorriso stampato in viso sono sempre presenti nei circhi.
Oggi più che mai, trampolieri e giocolieri sono presenti nella vita pubblica,  spesso sono anche in Amministrazioni locali, i trampolieri sono quelli che nella loro vita non hanno mai realizzato nulla, e si trovano catapultati a dirigere, o far parte di una locale Amministrazione, e quindi salgono su trampoli virtuali e per questo si sentono più in alto del popolo.
Loro, i trampolieri della politica, dimenticano, quasi subito, le promesse fatte, i programmi presentati in campagna elettorale, gli obiettivi che dovevano puntare al bene comune, dimenticano persino la parola data a vecchi amici, in poche parole di questi trampolieri la politica, soprattutto, Amministrativa ne è colma,

ma non solo, ci sono tanti Giocolieri, dietro i trampolieri, giocolieri che giocano con false promesse e danno consenso per atti illegali a danno della collettività, forse, anzi certamente i giocolieri sono molto più pericolosi, sono quelli che stanno sulla lama del rasoio tra atti legali e illegali, coprendo, con il loro sorriso stampato in viso, come i veri giocolieri, le loro bugie.
Spesso, i giocolieri, riescono a giocare su due tavoli, e nel momento opportuno, per loro, scelgono quasi sempre il Trampoliere, anche se lo denigrano alle spalle, anche se mirano a diventare i trampolieri di domani, rosicchiando giorno per giorno il fragile e virtuale materiale dei trampoli.
In fine un posto di rilievo del sotto bosco è occupato dalle mezze cartucce, o mezzi uomini.
Questi, purtroppo, sono in tanti e navigano nel mondo sotto i giocolieri e i trampolieri, dipendono e pendono dalle loro labbra, non contraddicono, quasi mai, i giocolieri e assolutamente mai i trampolieri.
Ma  questi, le mezze cartucce, sono pericolosissimi e avidi di dimostrate agli altri il loro falso buonismo,le loro falsa capacità organizzativa, la loro falsa voglia di prodigarsi per il luogo e cercano di nascondere la loro ipocrisia, spesso, ma non sempre, ci riescono.
Non è complicato riconoscerli, basta andare indietro nel tempo ed analizzare la loro vita, e ci si accorge che le mezze cartucce sono sempre, o quasi, dalla parte dei vincitori.



Red. Blog Ivan Caputo




mercoledì 23 novembre 2016

Avere è potere..volere è potere




Da tempi memorabili tutti quelli che hanno posseduto, quasi in maniera automatica, hanno voluto il potere.
Hanno desiderato, più di ogni altra cosa materiale, il potere di decidere, il potere di legiferare, il potere sulla divisione dei beni comuni, il potere sulle masse, il potere di arraffare tutto ciò che gli capitasse a tiro.
Il vecchio e saggio Andreotti, grande stratega e statista, soleva spesso dire "Il potere logora chi non c'e lo ha".
E' nella natura umana avere, possedere e accumulare, anche se questo spesso si trasforma in avarizia, cattiveria e chiusura in se stesso, per rimanere soli.
La letteratura è piena di questi esempi, tra tutti ci tocca ricordare; "La roba" di Giovanni Verga e "L'avaro" di Moliere.
Anche la cinematografia è ricca di film su gli  avari.
L'uomo ha, dentro se stesso, quasi una mal formazione genetica, ma i tempi stanno cambiando, lontano e quasi inpercettibile c'è la luce di un nuovo mondo, dove tanto deve cambiare, dove ancora il percorso è in salita, le coscienze dovranno maturare; verso una crescita culturale e morale, dove la solidarietà deve essere un valore di condivisione reale e non si può costruire muri arredati di filo spinato, dopo quello che l'Europa ha subito con i totalitarismi, non è il caso che ci si comporti in modo repressivo, ma al contrario c'è da selezionare le migliaia di uomini, donne e bambini che fuggono dalle guerre.
Attenzione e severi controlli, è un suggerimento che vorremmo dare, c'è, in atto, un mutamento veloce delle coscienze, del modus operandi, del comportamento quotidiano.
Pasolini, che non va mai dimenticato, nelle sue citazioni, nei suoi ragionamenti intorno al mondo che scompare, le periferie, c'è una perdita di valori e di dignità.






Penso che sia necessario educare
le nuove generazioni al valore
della sconfitta.
Alla sua gestione.
All'umanità che ne scaturisce.
A costruire un'identità capace di
avvertire una comunanza di
destino, dove si può fallire e
ricominciare senza che il valore e la 
dignità ne siano intaccati.
A non divenire uno sgominatore sociale, a non passare
sul corpo degli altri per arrivare primo.
In questo mondo di vincitori volgari e disonesti,di
prevaricatori falsi e opportunisti, della gente che conta,
che occupa il potere, che scippa il presente, figuriamoci
il futuro, a tutti i nevrotici del successo, dell'apparire,
del diventare.
A questa antropologia del vincente preferisco di gran
lunga chi perde.
E' un esercizio che mi riesce bene.
E mi riconcilia con il mio sacro poco.

                      Pier Paolo Pasolini


Red. Blog
Dario Imbardelli


martedì 22 novembre 2016

Faziosi e Politicanti, andando Oltre.

Unica foto di Don Giuseppe Scafoglio
da Folklore Italiano 1929


Dare un significato a questi termini non è complicato, ma neanche semplice, spesso è articolato e a volte frainteso o compreso male.
Ma andiamo con ordine.
Chi ha fatto politica, anche solo Amministrativa, anche se con passione e dedizione, ma con scarse competenze e meri interessi localistici, provinciali e personali quello è un politicante.
Chi non è riuscito a risollevare le sorti di una comunità, di una città o anche di un piccolo e sperduto borgo, quello è un politicante.
Chi ha pensato di rispondere con  toni duri e cattivi, all'avversario,al suo codazzo, chi ha escluso e non ha incluso, non  creando gruppo, ha trattato il cittadino come suddito e ignorante, solo perchè non lo ha votato e non si è curato degli interessi collettivi, quello è un politicante.
Chi ha avuto la possibilità di governare per lasciare un segno, una traccia e non c'è riuscito, quello è un politicante, chi, ancora, dopo anni, continua ad essere il Don Chisciotte della Mancia, di Amministratori senza competenze quello è un politicante.
Chi continua a difendersi e a giustificarsi del passato, quello è un politicante.
Se hai fatto l'Amministratore e hai uno di questi requisiti allora non c'è alcun dubbio sei un Politicante.
La faziosità è legata, spesso, al codazzo che segue gli Amministratori senza competenze e con scarsa visione del futuro, il fazioso è pronto ad attaccarti per qualsiasi gesto di appunto o disamina,di riflessione o di opposizione, ti attacca per difendere i politicanti incompetenti o addirittura ignoranti e superficiali, ci stanno accusando di tutto e di più, ma questo poco ci interessa, noi, non difendiamo nessuno, non abbiamo "santi in paradiso", e continueremo imperterriti per la nostra strada; fatta di chiarezza e non di faziosità e superficialità, fatta di argomenti concreti e tangibili e non di aria fritta, non di sgambetti fatti ai più fedeli degli amici, di accordi pre elettorali che poi non si possono mantenere, e non si critica senza conoscenza dell'avversario.
Ricordo di aver letto che la politica è fatta da un gruppo e non dal singolo, inoltre si ascoltano tante campane, per scegliere sempre il meglio per la popolazione, e poi, la politica è servizio e competenze per sviluppare dei programmi a medio e lungo termine.
Non conta apparire su una bacheca di facebook per dire "noi facciamo", no questo non basta in un paese che sta solo aspettando la morte fisica, perchè quella celebrale è già avvenuta da tempo, e le colpe certamente vanno trovate in chi ha governato il paese negli ultimi 20 anni.
Ma torniamo alla faziosità!, al fazioso, che non si muove, non cambia idea neanche alla chiara evidenza, anzi dice bugie e si convince che siano vere, questo è troppo, ho sentito con le mie orecchie fatti successi tanti anni fa, dove ero uno dei protagonisti, e alcune persone, con incarichi Istituzionali importanti, dichiaravano il falso, raccontavano bugie grandi quanto una casa,
Noi abbiamo, all'inizio da solo,aperto questo Blog che ci ha portato molto in alto, non ci saremmo aspettati un così grande successo, lo abbiamo ottenuto e tanti ci hanno gratificato,tantissimi amici, vicini e lontani, si sono complimentati con il sottoscritto, e io li ringrazio, ma pochi, rispetto a quanti ci seguono da tutto il pianeta, e questo ci dispiace.
Vi ringraziamo di vero cuore e faremo la nostra strada senza alcun secondo fine, ma con passione, amore e un gran pizzico di competenza,ormai.
 Abbiamo avuto una riunione di redazione, e la mia proposta è stata quella di chiudere il Blog, anche perchè, visti gli ultimi episodi dove, persone non meglio identificate se femminili o maschili, ci hanno accusato di aver scritto un manifesto-lettera che non abbiamo avuto neanche il piacere di vedere. La mia proposta non è passata, il Blog rimarrà aperto. Qualcuno ci dice che nell'ultimo periodo andiamo cercando "Finuakki e timpa"
Il borgo di Bocchigliero purtroppo è marcio dalle fondamenta,e mi riferisco a tutti quelli che avrebbero potuto investire e non lo hanno fatto, a tutti quelli che hanno pensato al proprio interesse e non al bene comune pur Amministrando, alcuni amministratori hanno rifiutato di acquistare alcune copie di una raccolta, "I mille proverbi Calabresi", giustificandosi così:" Non servono libri"la raccolta è stata fatta da mio padre, che è passato a miglior vita ormai 20 anni addietro.
Ma il nostro obiettivo chiaro è stato raggiunto, grazie a nove anni e più di dura ricerca, riuscendo ad arrivare molto in alto, e andando......OLTRE il provincialismo becero e inutile.
Ci dispiace che sul netwok più conosciuto e frequentato, facebook, non sappiano, ancora, chi ci sia nella nostra redazione, ci dispiace per loro, ma sono in pochi a non sapere che il resp. del blog-sito è il sig. Piero Benincasa, che da molti anni lavora in silenzio e con certosina ricerca per portate alla luce alcune cose che forse sarebbero state dimenticate.
Stiamo aprendo un account dedicato solo al nostro amato dialetto, la nostra lingua madre, che sta andando persa per sempre.
Grazie anche a chi ci ha offeso, a chi ci ha, anche, umiliato, depennando il mio nome, Piero Benincasa, da una serata in cui si presentava un libro,  l'autore aveva espressamente chiesto la mia presenza, ma dall'alto della sua carica di Sindaco mi ha voluto depennare, Grazie Sig. Sindaco pro- tempore, anche se spero che il tuo tempo per governare Bocchigliero sia infinito, anche perchè penso che tu sia il Sindaco giusto nel comune corretto,se le condizioni non mutano, anche perchè in democrazia a decidere sono le maggioranze sempre.
Ogni popolo ha i governanti che merita!!.


Resp. blog Piero Benincasa



domenica 13 novembre 2016

Favole e morale.





C'era una volta... così iniziavano i racconti e le favole per bambini, non molto tempo addietro, così si stava attorno al fuoco ad ascoltare la voce tremula ma decisa della nonna che, per farci stare buoni, riuniva noi nipoti davanti al fuoco,  allo scoppiettare delle castagne che stavano diventando caldarroste.
Ricordo, con nitidezza impressionante, la nonna,, il suo sguardo che mimava; ora la gioia, ora la paura o lo sconcerto e noi, con la bocca aperta, ascoltavamo in religioso silenzio, e infinita curiosità quei racconti che avevano, sempre, una morale, un piccolo, ma importante, messaggio di saggezza, di oculatezza e anche di lungimiranza.
C'era, ricordo benissimo, in una di queste favole, un uomo che andando per le strade del mondo era sempre e costantemente critico, sottolineando tutti i difetti delle persone che incontrava, e qualcuno rimaneva colpito dal modo come questo signore dal nome oscuro e misterioso, si faceva chiamare Molok, forse di origine araba, o forse di origine mongolo, proveniente dalla lontana Mongolia, era un modo di controllo e critica dei difetti dell'altro, altre persone, si indignavano e si mettevano in forte imbarazzo, imprecando e maledicendo il signor Molok.
Poi divenne, Molok, responsabile di un tribunale e doveva decidere sulle diatribe di litigi che potevano sfociare nel penale, una sorta di giudice di pace, doveva essere il giudice che avrebbe dovuto frenare la mole di lavoro che c'era, come c'è, nei tribunali del mondo.
I tempi cambiarono, Molok non giudicava per verità assodate ed inappellabili, ma per sentimenti , per amicizia, per interesse e, a volte, nascondeva la verità.
La gente lo temeva, viveva una vita ritirata e solitaria, tranne la frequentazione di un giovane filosofo, che incontrava durante la passeggiata serale lungo il viale alberato, che in quel periodo era fiorito e profumato di mille aromi di fiori e di fioriture bellissime.
Il suo"amico" si chiamava Lasmajio, anche questo un nome  ci sembrò più unico che raro.
nelle loro lunghe passeggiate si sfogavano dei (loro) problemi atavici e anche di quelli quotidiani, e proprio una sera mentre si discuteva del corretto comportamento morale, Lasmajio, gli disse che prima di giudicare gli altri è importante pensare a se stessi, prima di criticare le gobbe altrui, ci si guardi le proprie, che spesso sono molto più pesanti e grosse dell'altro, del conoscente, dell'amico, del parente o dello sconosciuto.
Le sentenze date dall'alto delle proprie cariche, anche e soprattutto se Istituzionali, non posso escludere le proprie colpe; fatte di bugie e di falsità, Lasmajio era un giovane filosofo  alla ricerca di una strada corretta, giusta, con un forte senso civico e ricca di valori,
Molok si sentì colpito profondamente da quelle parole, che erano pesanti quanto un macigno, si sentì un essere spregevole e cattivo, un uomo che non meritava di essere riconosciuto come tale, aveva perso, e se ne rese conto benissimo, la dignità, l'onore e anche la fama, pianse, pianse a lungo, per buttare fuori tutta la sua rabbia, la sua cattiveria, la sua visione di una strada, che era sbagliata e inutile, per costruire un vero uomo, fatto di umiltà, verità e valori da rispettare sempre.
Poi sopraggiunse la vecchiaia per Molok, che continuava a vedere il suo primo amico vero, Lasmajio, ormai divenuto docente di Filosofia applicata,  Molok, incontrandolo, a fatica, con la voce bassa e lenta lo ringraziò di vero cuore, per tutto quello che gli aveva donato, Lasmajio non fu sorpreso, ma volle capire a cosa, in particolare, si riferisse Molok, e Molok gli spiegò che in una delle tante passeggiata nel viale, aveva avuto, grazie alle sue parole, una visione corretta della diritta via e da quel momento cambiò la sua vita individuando cosa era giusto o sbagliato fare, individuò i valori della vita, pilastri fondanti della dignità di un uomo.
Lasmajio, che era preso dalla sua Filosofia applicata, si rese conto dell'importanza della sincerità e della dignità, ringraziando, a sua volta, l'amico Molok, che da quel giorno non vide mai più, e non ebbe nessuna necessità di rivederlo, perchè era dentro di lui, perchè faceva parte del suo modus operandi.


Resp. Red. Blog
Piero Benincasa

venerdì 11 novembre 2016

Grazie! Amministrazione.


                                                                 


Sentiamo la necessità di ringraziare questa Amministrazione Nuova (Due anni da poco compiuti) per le ultime iniziative intraprese per arricchire il nostro modesto bagaglio culturale.
Infatti, l'Amministrazione, ha promosso un momento di riflessione ed azione, nel voler tentare di dare vita, o rivitalizzare la tanto agognata e importante Biblioteca Comunale, facendosi promotrice di "Dona un libro", noi ci auguriamo che i libri già esistenti siano stati ritrovati, e collocati nella nuova sede della Biblioteca (Palazzo Tucci) intitolata all'insegnante elementare Michele Vincenzo.
Non conosciamo gli esiti di questa brillante ed entusiasmante iniziativa! saremmo felici di conoscere i risultati di tale iniziativa, Qui, però, all'Amministrazione,chiediamo come, da domani, dovremmo chiamare "Palazzo Tucci"; Pinacoteca?  Biblioteca? o laboratorio di arte e lavori vari?



Inoltre l'Amministrazione ha dato vita ad un incontro con tutte le scuole di ordine e grado, per educare alla lettura, promuovendo e regalando ai ragazzi, il libro di racconti di un autore, romanziere locale;  Rocco Viola
Questo veramente ci riempie di gioia, anche perchè abbiamo, in tempi non sospetti, proposto e anche realizzato queste cose.,del resto non ci chiameremmo "Oltre Bocchigliero".
se non guardassimo un po più il la del nostro naso, e a chi ancora avesse dei dubbi sulla bontà e sincerità delle nostre iniziative, siamo sempre disponibili per un confronto sulle idee e su progetti concreti e realizzabili.
Questo in risposta a chi si meraviglia che non facciamo politica, questi cari ed egregi signori, ci devono spiegare se questa non è POLITICA  e sguardo rivolto al bene comune, cos'è?
Questi Signori, hanno fatto politica tutta la vita, e neanche adesso si rendono conto dei loro insuccessi, delle loro incapacità e della loro poca lungimiranza, questi politicanti devono farsi da parte e riflettere sui danni irreversibili che hanno procurato ad intere comunità.
Loro, i politicanti, si sentono la verità in tasca, si sentono quasi dei consiglieri, dei saggi e dei politici navigati.
Invece lo fanno per cercare, almeno adesso, di fare qualcosa di utile per la collettività, a volte, sposano teorie assurde, e ne sono così convinti che niente e nessuno potrà convincerli del contrario.
Cari politicanti, di lungo corso, vi supplichiamo di dare spazio a quanti hanno nuove e brillanti idee, che possono far risollevare le sorti di borghi ormai spopolati quasi del tutto.
Inoltre non lamentatevi se si è creato questo clima di odio e di vendetta, la colpa è anche vostra.
Anzi la colpa è principalmente vostra, politicanti, anche perchè avete trovato terreno fertile, avete trovato elementi che siete riusciti, spesso, ad abbindolare a chimere che non hanno senso, avete fomentato battaglie contro i mulini a vento, come faceva Don Chisciotte della Mancia.
Il vostro tempo speriamo sia passato, ma i ritorni di fiamma ci sono sempre, speriamo bene.






Resp.Blog Piero Benincasa

martedì 8 novembre 2016

UNESCO



        SITI E PATRIMONI UNESCO IN CALABRIA

                                                                      Dove sono?
Angolo del lago Cecita Sila (cs)            
Tra tutte le cattive notizie di questi giorni, c’è comunque qualcosa che ci rende felici e non poco orgogliosi. Il Parco Nazionale della Sila sembra essere ad un passo per entrare a far parte della World Heritage List dell’UNESCOSi tratterebbe di una nomination importante, dato che in Calabria non esiste ancora nessun bene che faccia parte del Patrimonio dell’Umanità.
UNESCO ha tuttavia riconosciuto altri tre beni alla regione, ossia: il Parco Nazionale del Pollino, entrato a far parte del Global Geoparks Network, nel 2015; Il Codex Purpureus Rossanensis, entrato a far parte della International Memory of the World Register nel 2015; La Varia di Palmi, entrata assieme ad altre festività nellaRepresentative List of the Intangible Cultural Heritage of Humanity, nel 2013. Oltre a questi, abbiamo anche la Cattedrale di Cosenza, che avrebbe ricevuto nel 2011 il riconoscimento di Patrimonio Testimone di Cultura di Pace UNESCO, ma non ci sono fonti esterne al riguardo. Infine, ci sono altri due candidati per la WHL: la Cattolica di Stilo, candidata nel lontano 2006, e lo Stretto di Scilla e Cariddi, che sta tentando la candidatura dal 2014. Per loro i tempi sembrano ancora lunghi.
Adesso spetta alla Sila, e le premesse sono buone. La candidatura del parco risale al 2012, ed è stata recentemente approvata dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale UNESCO. Di per se è già un grande riconoscimento del valore del parco, sopratutto della sua “natura”, spesso sminuita al semplice “monte da sci”. Su questo ha fatto leva la proposta, che ha puntato molto sulla storia geologica e botanica del parco. Ad esempio, se conosciamo bene il mitico Pino Loricato, presente sul nostro stemma regionale, che ispirò, assieme ai vasti paesaggi, niente poco di meno che Virgilio, spesso ignoriamo il fatto che in Sila si trovano 13 piante uniche al mondo, oltre alle altre 900 e più specie di flora. Anche la fauna non scherza: oltre al famigerato lupo ed ai noti cinghiali, vivono in libertà anche cervi, daini e caprioli, spesso non proprio collegati alle regioni meridionali. Senza contare la grande quantità di roditori, rapaci, pesci e mammiferi vari che si possono osservare in libertà: andiamo dalla lontra al tasso, dalla puzzola alla faina, dal moscardino al driomio… ma anche animali più comuni, come la lepre, lo scoiattolo o il gatto selvatico. A proposito di mammiferi… sapevate che in Sila sono presenti tracce di homo erectus di circa 700 mila anni fa? O che è testimoniata la presenza dell’uomo di Neandertal?  
Insomma, potrebbe essere la volta buona che in Sila ci fate un salto non solo per sciare, ma anche per approfondire la storia di questo pezzo di mondo che, si spera, verrà riconosciuto come bene dell umanità.         http://briganteggiando.it/2016/02/09/siti-e-patrimoni-unesco-in-calabria/


Tutto questo succedeva lo scorso febbraio, l'articolo è stato pubblicato su un sito dal titolo molto chiaro; Briganteggiando. http://briganteggiando.it/2016/02/09/siti-e-patrimoni-unesco-in-calabria/ adesso si aggiunge un'altra richiesta, quella dell'alto Jonio cosentino che presenta la sua candidatura all'Unesco, ma questa è tutta una storia diversa.
Qui si stanno spendendo fior fiore di cattedratici, antropologi, più o meno famosi, luminari e tuttologhi.
Anche qui i tempi sembrano essere biblici.
Ma ci chiediamo, cosa si va a pensare a tutto questo, quando i bisogni dei cittadini sono altri, come la candidatura di Roma alle  Olimpiadi del 2024, non servono a nessuno, ma solo ai poteri forti.
Le polemiche montano quando in gioco ci sono tanti soldini, ma non c'è da andare lontani, questo dei siti dell'Unesco è l'ennesimo affare dei poteri forti, e la Calabria non è, per questo, competitiva.
C'è stato, da poco, un forte terremoto che ha distrutto interi paesi, perchè non ci si preoccupa degli abusi edilizi e delle cattive costruzioni che ci sono in Italia?, perchè noi dimentichiamo in fretta, poi, quando ricapiterà si vedrà!!(sic)

Resp. Blog
Piero Benincasa



venerdì 4 novembre 2016

Il sistema deve morire!

         

 Abbiamo voluto regalarvi queste informazioni e condividerle con voi!
anche perchè crediamo in questo scenario, desideriamo che altri credano!!, che le vie di uscita non sono tante, che il futuro riservi poco di buono, forse questo è una strada!





Gianni Tirelli

“Risuolate le vostre scarpe signori!!, Mettete toppe alle vostre giacche e pantaloni e rammendate camice e calzini. Non acquistate oltre l’indispensabile e l’essenziale, perché è arrivata l’ora di aiutare il Sistema a morire.”

Pensando alle nostre società moderne e all’insensatezza dei nostri comportamenti, mi è apparsa l’immagine di un padre che ha trascorso la sua vita lavorando, risparmiando e rinunciando ad ogni effimero piacere, per lasciare ai suoi figli, sicurezza materiale e dignità. Un uomo con la schiena ricurva sotto il sole, con un grande cuore colmo di valori e di inossidabili punti di riferimento che, nella sana tradizione e nella consapevolezza della brevità dell’esistenza, aveva riposto tutte le sue aspirazioni, etiche e religiose e gli intenti delle sue passioni. 
Poi, un giorno, il padre li lasciò, sereno e appagato, dopo averli, con un sorriso innocente, salutati e ricordando loro, ancora una volta, responsabilità e doveri, affinché il senso, che aveva dato alla sua vita, non fosse stato vano. I figli, accecati dalla stupidità e dalle lusinghe della città industriosa, presto abbandonarono i campi e la fattoria ma, in poco tempo, ogni risorsa si esaurì. Per sopravvivere, escogitarono i modi più abietti e deprecabili, tradendo ogni loro impegno morale, e infangando, così, la memoria del padre. Una notte di pioggia e di vento, ubriachi, a bordo di una macchina di lusso rubata, precipitarono giù da un alto ponte per finire fra le acque gelide di un fiume in piena. Di loro non si seppe più nulla... 


Noi, oggi, siamo quei figli, sordi, alle grida di dolore della Madre Terra, stuprata e vilipesa – ciechi, dentro il buio di un presente assente che ha privato le nuove generazioni dell’orizzonte di un futuro e, nudi, di fronte alle ragioni del nostro esistere.

Il mito tanto sbandierato della “modernità” foriero di speranze, di felicità e libertà, si è trasformato in breve tempo, nelle peggiori delle schiavitù, trasfigurando i sogni in incubi e, la passione, in un esercizio compulsivo, volto alla soddisfazione sistematica di bisogni indotti, dipendenze e perversioni. La paura, oggi, è il perno cancerogeno intorno al quale ruota tutta la nostra vita, metastasi di un’esistenza epurata da ogni valore, principio etico e necessario parametro di comparazione. Ogni residuo sentimento di passione, è stato cancellato dalla nostra anima, soppiantato dall’opportunismo, dall’interesse particolare e da un’inettitudine fisica e morale che non ha precedenti nella storia dell’uomo. Ansia, depressione, attacchi di panico e, tutta quella lunga lista di disturbi legati al sistema nervoso, che flagellano senza sosta la nostra quotidianità condizionandone le scelte, sono gli effetti collaterali gravi dell’assenza di passione.

Nessun farmaco al mondo, oggi, può placare i morsi di un tale disagio esistenziale e restituirci quella gioia di vivere e la necessaria serenità che, in passato, caratterizzavano lo spirito vincente delle società contadine – fattori indispensabili per affrontare il domani, con rinnovato entusiasmo. Erano gli strati sociali più poveri e meno abbienti, un tempo, a godere di un tale privilegio, proprio in virtù di una passione connaturata che si esprimeva in tutta la sua potenza in ogni azione, che fosse creativa, pratica o di natura filosofica e spirituale.

La passione, ha il potere sovrannaturale di tradurre ogni sforzo, fisico o intellettuale che sia, in autentica gioia, fonte perenne di umiltà, di pace interiore e di preghiera.

L’impulso di solidarietà, motore di aggregazione e socializzazione della civiltà rurale, affondava le sue ragioni nel cuore comune di una profonda felicità di base, autonoma e indipendente da ogni concetto di possesso, di privilegio e di stato sociale.
Senza passione, non può esistere alcuna forma di vita, essendo la nostra esistenza, una sua estensione. Il frenetico adoperarsi di api e formiche, nel loro instancabile e incessante andirivieni strutturato da regole ferree e codici etici, è l’espressione di una volontà e di un’intelligenza superiore che attingono la loro energia nel sentimento della passione.
Gli stessi “schiavi” d’Egitto, innalzarono le piramidi sotto la spinta propulsiva di una smisurata passione. E non era il denaro, lo spartiacque fra la gioia e il dolore, fra la vita e la morte e fra la bellezza e l’orrore, ma quella capacità di amare e di sperare che, da sempre, aveva contraddistinto gli individui delle civiltà del passato. Un mondo perfetto, messo a tacere per sempre dalla stupidità dell’uomo moderno.
La passione deterge, purifica, rigenera, forgia la volontà ed è messaggera di bellezza – trascende ogni debolezza e paura, per dare forma e contenuto alle aspirazioni umane, suggerendo all’uomo, il significato della vita.
“Quale passione, oggi, arde nel cuore di quest’uomo? Quale spirito divino alberga nella sua anima? Da quale pozzo, misura il livello della sua felicità e, l’acqua di quale torrente, ristora e placa l’arsura della sua sete di conoscenza?”

L’immagine raccapricciante di quest’epoca insensata, pregna di relativismo, è la rappresentazione iconografica di un’umanità svuotata da ogni più remoto barlume di passione e di bellezza. Un mondo affollato di anime dannate che, al pari di cavallette fameliche, si agitano impazzite dentro il caos di pensieri schizofrenici, vagando avanti e indietro, senza una meta e una qualsiasi comprensibile ragione, lasciando dietro di loro, morte, dolore e distruzione. Tutto questo, ha innescato un processo di necrosi che, dal tessuto sociale, si è esteso all’ambiente tutto, compromettendo irrimediabilmente, ogni auspicabile e radicale riconversione e più remota speranza.
Per tanto, non esiste una via di uscita da una tale condizione! E’ partito il conto alla rovescia e, il Sistema, come una bomba ad orologeria, è sul punto di esplodere. Gli individui della società delle illusioni, ricurvi sulle loro debolezze, paure e, incapaci di qualsiasi rinuncia, si sono resi responsabili e complici di quella immane tragedia che segnerà un punto di svolta radicale e di non ritorno, nella storia dell’umanità.

Il male, un tempo riconoscibile e collocabile, ha assunto le sembianze della normalità, espropriando lo spirito dell’uomo, privandolo, così, della consapevolezza, del discernimento e dell’impulso passionale. Abbiamo voluto sfidare le ragioni imperiture del nostro destino, come alieni venuti da un’altra galassia, ma presto, la terra, ci ripagherà con la stessa moneta, per averla infamata e violentata.

Oggi, il Sistema Consumista Relativista ha raggiunto il suo picco massimo di perversione. A questo punto, comincia a rotolare come un grande masso, lungo la china scoscesa di quella montagna di cose effimere da lui stesso prodotte, per sfracellarsi sul fondo di un baratro di menzogne e di pura cazzonaggine

Definire questo momento socio-economico, una normale crisi, è un’imperdonabile ingenuità, a dimostrazione, ancora un’ennesima volta, dell’assoluta incapacità dell’umanoide moderno, di separare la libertà dalla licenza, il giusto dall’iniquo e la forza dalla debolezza. Una tale circostanza, esula da un’interpretazione di bene e di male ma, per la sua natura relativista, si colloca all’interno di una dimensione eccezionale di pertinenza della sfera del Nulla e della percezione di Vuoto.
Non esistono, oggi, aggettivi in grado di descrivere la portata e la crudeltà dei crimini relativi a questo ultimo secolo e l’opera di profanazione e di violazione sistematica, perpetrata dall’uomo tecnologico contro la natura e le sue leggi.

I principi etici, regolatori e sentinelle dei comportamenti umani, sono stati rimossi per sempre e, vizio, paura, li hanno sostituiti.
Il futuro dell’umanità, è stato divorato dalla voracità di un presente ipertrofico che, come un buco nero, travolge nel suo vortice le nostre esistenze. Proprio in ragione di queste mie ultime considerazioni, posso affermare, con la certezza e il disincanto di chi ancora sa interpretare i segnali del cielo, ascoltare il tormento straziante degli spiriti della terra e le loro promesse di vendetta che, la fine di questo mondo, è prossima.

“Risuolate le vostre scarpe signori!!, Mettete toppe alle vostre giacche e pantaloni e rammendate camice e calzini. Non acquistate oltre l’indispensabile e l’essenziale, perché è arrivata l’ora di aiutare il Sistema a morire.”
Questo, se si vorrà, è un posto del futuro


mercoledì 2 novembre 2016

Accidia.....di Leonardo Mazza 7° dei vizi o peccati capitali

Questo è l'ultimo dei vizi capitali di Leonardo Mazza, abbiamo voluto pubblicarli, per far conoscere a tanti, ma soprattutto ai bocchiglieresi questo personaggio straordinario che nel 1882 scriveva in questo modo.
Buona lettura.


   Accidia

Ultimo a dir dei sette capitali
   Vizii, che in questo di miseria albergo
   Ancora infetta il cuore dei mortali,
Accidia è desso, a cui non forma usbergo
   Della solerzia la virtude attiva,
   Onde i corifei suoi nel fango immergo.
E' l 'alma di costor di vita priva,
   O quale pianta a vegetar sol nata,
   All 'impulso del senso si ravviva.
E' un alma accidiosa al mal niegata,
   Ed è per fare il ben 'ella incapace,
   Onde nell 'ozio vive abbandonata.
Sia che si freme in guerra, o gode in pace
   Poco sen cale, dall 'accidia infetto,
   Spirito codardo a nulla far capace ;
Della virtù non sent 'egli l 'affetto,
   Nè il vizio abborre ancora, onde un macigno,
   Di vita privo, rassomiglia il petto.
Drizza lo sguardo, ahimè ! con viso arcigno
   Verso gli onesti a fare il bene intenti,
   Ed i codardi poi guarda benigno.
Sempre nell 'ozio scorrono i momenti
   Di queste accidiose alme codarde
   Prive di duol di speme, e di contenti
D 'accidioso in petto amor non arde
   Di gloria onesta, che fa l 'uomo ardito,
   E spinge alla virtù l 'alme infingarde.
A lui nel nulla immerso ed avvilito,
   " Di te memoria non avrò giammai ! "
   Scrive la Fama coll 'eterno dito:
S 'eclisseranno della vita i rai,
   E su la tomba tenebrosa e muta
   Il disprezzo e l 'oblio da tutti avrai.
Accidia ogni voler dell 'uomo attuta,
   E a lui toglindo il cuore, e la ragione,
   In insensata pianta lo trasmuta.
Ei privo e di pensiero, d' azione
   Vive qual bruto a vegetar sol nato,
   E all 'ombra d 'ignoranza andar carpone,
Vedi quel Prence, che sul trono aurato
   Altier seduto, sonnacchioso il freno
   Del suo governo ai confidenti ha dato?
Ed ei di un ozio vergognoso in seno
   Vive, qual uom, cui nulla cura preme,
   Onde il tempo per lui scorrer sereno?
In lui germoglia dell 'accidia il seme;
   Sicchè dall 'ozio vinto, e non curanza
   Egli a sè stesso è di gran peso, e geme.
Spesso di accidia senton la possanza
   Pigri Ministri e sordi Magistrati
   Grandi soltanto in ostentar baldanza.
Ecco li veggio sul Divan sdraiati
   Fumar di Avana i sigari odorosi,
   E degli oppressi non curare i piati.
E dall 'accidia fatti sonnacchiosi
   Molti Prelati veggio, e sacerdoti,
   Soltanto in arricchir fatti bramosi :
Della pigrizia fatti, ahimè ! devoti
   Lascian di Dio l 'altare in abbandono,
   E volgon sempre al Nulla i loro voti.
Da questo vizio ancora infetti sono
   Dei Frati immersi in odorosa broda,
   Di popolar pietà funesto dono !
Chi mai di questi la infingarda loda
   Vita, che inutil scorre in questa terra
   Ed all 'infamia poscia si rannoda?
V 'ha chi dall 'ozio vinto si rinserra
   Nei sacri chiostri onde menar la vita
   Luingi dal mondo, e con sè stesso in guerra.
Sicchè una ciurma inutile stordita,
   Veggiam di frati ed eremiti e suore,
   Solo nell 'ozio immersa ed avvilita .
Questi codardi, che non hanno cuore,
   Hanno obliato, che il figliuol di Dio
   Facendo il bene in su la croce muore.
Chi per oprar non sente in cuor desio,
   E volge intorono timorso il guardo,
   Degno è soltanto dell 'etern 'oblio
 V 'è chi si avanza poi con passo tardo
   Nell 'angusto sentier della virtude:
   Ove non giunge mai cuore infingardo.
E con l 'ipocrisia il volgo illude
   Quando lo vede fare il collo torto,
   Falso segnal di chi pietà non chiude.
Quell 'avvocato, che nell 'ozio assorto,
   Lasciando i libri polverosi e muti,
   Nella pigrizia trova il suo conforto,
Vede i clienti suoi mesti abbattuti
   Piatire invano, e dimandar difesa,
   Quando i lor dritti veggono perduti ;
Figlio di accidia è desso, al quale pesa
   Leggere i fogli dell 'umano dritto,
   Del  jus delle genti, o della Chiesa.
Ond 'ei di Modestin sprezza lo scritto
   Di Paolo, di Pomponio, egli non cura,
   E il Codice osservar tiene a delitto ;
Sicchè del suo cliente la sventura
   Poco gli preme, e tristo l 'abbandona
   Gemente in fondo di prigione oscura,
E l 'ignorante popolo canzona
   Quel verboso dottor di medicina
   Che il tutto sprezza e vive alla carlona .
Onesto adorator di Libitina
   Vende sue ciarle a stupida plebaglia
   Nei trivii, e nei quadrivii ogni mattina .
A Galieno, o Ippocrate si agguaglia,
   E disprezzando i suoi colleghi ei tenta
   Far che la fama sua nel Cielo saglia
Vana lusinga !Non chi gloria ostenta,
   E' degno della gloria, e non è dotto
   Chi solo al volgo il suo saper comenta .
Solo nell 'ozio viv 'egli corrotto,
   E disdegnando i libri, a tutti mostra
   Esser da impuro vizio il cor sedotto .
Quindi, ( sventura della stirpe nostra ! )
   Ognun d 'innanzi a bestia petulante,
   Onde farsi scannar la fronte prostra .
Un farmacista pigro ed arrogante
   E' un braccio del dottor, onde con esso
   Mandare all 'Orco il popolo ignorante .
Dalla pigrizi 'ancor veggiam 'oppresso
   Quell 'indolente stupido notaio,
   Inutile pel mondo, e per sè stesso.
Arruginito ei tiene il calamaio,
   E non facendo un istrumento all 'anno,
   Solo dell 'ozio egli è maestro ed aio.
Lungo le vie girovagando vanno
   Quegl 'insensati giovani studenti,
   Cui son di peso i libri, eppur di affanno.
Spensierati li veggio, ed insolenti
   Fare la corte alle bellezze infide
   Di giovinette scaltre, seducenti.
Ognun di questi del maestro ride,
   Sprezza lo studio come inutil cosa ;
   E leggi e medicina egli deride.
Nell 'ozio egli soltanto si riposa,
   E caccia, fumo e donne da bordello
   Sono i pensieri dell 'alma accidiosa,
Ahi serva Italia di dolore ostello !
   Vedi, l 'accidia i figli tuoi consuma,
   E invan li desti a glorioso appello !
Dove ne andàro i tempi del Re Numa !
   Dei Fabii, dei Camilli, e Scipioni?
   Disprezzator della tedesca bruma?
Dove gli Ortenzii, i Giulii, Ciceroni?
   I Ludovici ; e Pellici, gli Alfieri?
   Dove i Parini, i Danti, e i Goldoni?
Son già mutati i tempi, ed i pensieri !
   Inerzia è sol di noi crudo martìro :
   E il genio è spento degli Eroi primieri.
Non più di gloria in cor sentiam desiro ;
   Solo viviam di grandi ricordanze,
   Guardando i tempi, che per noi spariro.
Oh d 'alme vili stupide jattanza !
   Chè giova ricordar merti degli avi,
   Se i nostri merti son cieche ingoranze?
I nostri artisti ancor son fatt 'ignavi,
   Onde li veggio inerti, e vagabondi
   Volgere al Nulla gl 'intelletti pravi :
E di fanciulle i lupanari immondi
   Pieni veggiam, per far turpe mercato
   Dell 'onestà con att 'inverecondi.
Che più dirò? Dall 'ozio ogni peccato !
   Perciò quegli, che a lui la fronte abbassa
   Porta d 'infamie il cor sempre macchiato :
Onde di lui diciam : Guardalo e passa !

Da " Rime  e Prose di Leonardo Mazza da Bocchigliero" 1862