venerdì 28 luglio 2017

Cronaca di un Evento!

P.zza del Popolo Bocchigliero(cs)  
E' complesso riuscire a comunicarvi le sensazioni di questo Evento, anche perchè non esistono aggettivi per poter esprimere le emozioni che ho provato durante la presentazione dei "Quaderni" di G. Scafoglio  (1882-!936).
Ma cercherò di  raccontarvi come si è svolto questo Evento dal tema:
                        " Sinergie tra Cultura, Sviluppo Sostenibile e Turismo".
Quando emozioni e passione  ti travolgono e ti trascinano nel tempo, spesso non credi più alla sua realizzazione, ti scoraggi, ti senti impotente e non credi più al tuo sogno, ai tuoi sogni, quindi non è per nulla semplice raccontare di un sogno........realizzato, diventato tangibile.
In assoluto chi ha contribuito alla ottima riuscita dell'Evento è stato il caso, la fortuna, l'impegno profuso, il coraggio di osare, i compagni di viaggio e la perseveranza nel cercare le strade corrette, e forse uniche, per rivitalizzare: aree, zone e borghi che sembrano statici, immutabili, fermi su se stessi, attendendo, forse, una lenta e inesorabile morte morale, sociale e culturale.
Quello che si è svolto a Bocchigliero lo scorso 22 Luglio 2017, è stato un Evento unico nel suo genere e di valenza molto elevata.
Grazie va detto al "Quotidiano", nella persona del giornalista Massimo Clausi, che ha dedicato un pezzo all'Evento, proprio il 22, alla pagina "Società & Cultura.

La giornata di sabato 22 Luglio 2017 è stata una caldissima giornata, ma non verrà ricordata solo per questo, a Bocchigliero, verrà ricordata per una serata storica, anche perchè i relatori sono di un livello culturale e tecnico altissimo.
Presente il Comune di Bocchigliero, promotore dell'Evento, con il Vice Sindaco Ing. Alfonso Benevento, il Sindaco Giuseppe Santoro non è potuto essere presente per problemi di salute, e qui vogliamo augurargli che si rimetta presto e torni a fare il Sindaco.
Dicevamo del Vice Sindaco, che nel suo intervento, iniziale, ha sottolineato che il progetto in questione, con la presentazione dei "Quaderni", è stato sposato dall'Amministrazione, ritenendo che, non senza difficoltà, queste sono le strade maestre per poter progettare il futuro.
Programmare non vuol dire realizzare, ma essere lungimiranti per chi verrà.
Poi è stata la volta del Resp. Comunicazione del Parco Nazionale della Sila, Dott. Gianluca Bevacqua, che ci ha magistralmente spiegato la funzione di sostegno ai Borghi che ricadono nel Parco e nell'aria Mab.
Il sostegno è funzionale per creare una identità forte, una rivalutazione delle peculiarità gastronomiche, paesaggistiche e culturali, per avere la capacità di attrarre anche turismo, questo è stato il filo conduttore del suo intervento, che  è stato apprezzato; sia dalla platea, che dai relatori.
Creare una identità forte ai  tanti Borghi, quasi spopolati, potrà dare nuova linfa e vigore  per guardare con più tranquillità al futuro.
Il moderatore della serata è stato l'avv. Antonio Ciacco, che ha saputo dare, con garbo e decisione, una impronta squisitamente Istituzionale.
Continuando con la scaletta programmata, è stata la volta dell'intervento della ricercatrice,
Dott. Chiara Cappellaro, di Oxford University.
La ricercatrice ha, in maniera semplice ed evitando tecnicismi che nessuno avrebbe compreso, spiegato le ragioni e le peculiarità della sua ricerca sul dialetto di Bocchigliero, ci ha inoltre annunciato che la sua ricerca è stata pubblicata sulla rivista dell''Archivio Glottologico Italiano.
La Cappellaro ha tenuto a sottolineare che la sua presenza a Bocchigliero è Istituzionale, per continuare la ricerca grammaticale e di genere del nostro dialetto, ritornerà a Bocchigliero per completare la sua ricerca e preparare il terreno per una Mnemoteca o percorso Museale, che possa dare un valore al nostro compaesano, Don Giuseppe Scafoglio, ritenendo che la ripubblicazione delle Forme del Sostantivo Calabrese, potranno essere un valido ed esaustivo strumento per chi vorrà studiare il dialetto calabrese ed in particolare quello di Bocchigliero.
L'Evento è continuato con la declamazione di una poesia dialettale "CALABRIA", di E.Benincasa, di Bocchigliero (1930-1996).
Poi è stata la volta del Pof. Domenico Scafoglio Prof. Ordinario di Antropologia Culturale all'Università di Salerno.
Il Prof. Scafoglio, parente di Don Giuseppe Scafoglio, è uomo di grande cultura e passione per l'Antropologia, nel suo intervento ha tracciato un profilo dell'uomo e dello studioso, ma soprattutto dell' antropologo, ha voluto sottolineare con decisione lo spirito del ricercatore nel documentare gli aspetti della vita quotidiana dell'epoca.
Don. Giuseppe Scafoglio, ha continuato il Prof. D.Scafoglio, aveva quasi una ricerca spasmodica e maniacale del dettaglio, di ogni piccola cosa che potesse tornare utile alle future generazioni per descrivere, minuziosamente, la vita dei contadini e del popolo tutto.
Altro aspetto sottolineato dal Prof. Scafoglio è stata l'analisi della scrittura di Don.Giuseppe; chiara, semplice, erudita e di un livello superiore rispetto a quello che si scriveva in quel periodo, concludendo ha espresso il desiderio, facendone una proposta:  Dedicare un luogo o qualche cosa che possa ricordare ed onorare la figura di questo studioso e fine antropologo, che certamente merita un posto, non secondario, nel panorama nazionale.
Dopo la lettura di due poesie, sempre in dialetto; " 'A Giustizzia", e  " 'E figlie e da giustizzia", lette magistralmente da due bocchiglieresi; Susy Urso e Anna Vela, a cui va il mio personale e sincero ..Grazie, è stata poi la volta del Prof. Cesare Pitto, Docente di Antropologia all'Unical di Rende (cs), il Prof. Pitto ha tracciato un profilo dell'antropologo, e dell'uomo legato alla terra natia, con la capacità descrittiva dei luoghi veramente invidiabile, pur ammettendo di non conoscere Don. Giuseppe, egli ne apprezza, immediatamente, la capacità di riuscire, con i suoi scritti, a rendere chiara e lampante la reale situazione dell'epoca, per il Prof. il personaggio va indagato e studiato per comprenderne sino in fondo il suo spessore culturale.
Dopo un piccolo inter mezzo, con una poesia in dialetto: 'U paise miu", di E. Benincasa, è stata la volta del sottoscritto che, devo confessarvi, avrei voluto dire tante cose, ma l'emozione, la gioia per aver co-partecipato all'organizzazione di questo straordinario Evento, mi hanno impedito di parlare e ho letto, ho letto una  lettera originale di uno dei suoi ultimi allievi, Otello Pasolini di Rimini, e verso la fine ho lanciato un chiaro messaggio con una domanda: " Se a Rimini, oltre trenta anni addietro, gli avevano dedicato un sodalizio, a Don Giuseppe, per onorarne la memoria, perchè non fare qualche cosa e dedicargli qualsiasi cosa, nel suo paese natio? ".
Dopo l'ultimo intermezzo di poesia dialettale, "Mangiare Silano", recitata dal sottoscritto e ancora da Anna Vela e Susy Urso, è stato il momento del Dott. Pasquale Faenza , Resp. Bio Distretti.della Calabria, per la precisione AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica)
Il Dott. Faenza ci ha parlato dell'esperienza di Bova (rc), il Borgo, in 12/15 anni è riuscito a rinascere, a ripopolarsi anche di persone che vengono dall'estero, poco più di un anno addietro, è stato inaugurato un piccolo ma interessante museo dedicato a Rohlfs, che i primi anni venti scoprì la lingua grecanica e la fece conoscere in tutta Europa.
Oggi Bova si fregia di importanti riconoscimenti, nazionali ed internazionali, tra cui "Gioiello d'Italia", ogni regione italiana ha diritto ad un Gioiello, la Calabria ha Bova, andate a visitare Bova, non ve ne pentirete.
Ma il Dott. Faenza, oltre a questo, ha lanciato una proposta al Comune di Bocchigliero, all'Amministrazione e a tutta la popolazione, creare una mensa Bio, nelle scuole, e rendere Bocchigliero capo fila di un progetto Istituzionale per tutte le scuole dell'aria Mab e dell'intera provincia di Cosenza.
Ci dispiace per chi, dopo, cerca con qualsiasi mezzo di dimostrarci che di questo si possa avere la primogenitura, la capacità di vedere oltre non è assolutamente di tutti, non è di chi ha solo illuso le persone, facendo leva su ignoranza ed egocentrismo, per esaltare il proprio io, considerando le cose comuni proprie.
La conoscenza è di tutti quelli che hanno occhi orecchie e cuore per ascoltare vedere e comprendere....Grazie, grazie all'Amministrazione nella persona del Sindaco e del Vice Sindaco di Bocchigliero, che hanno saputo guardare lontano, e non credere alle false , o vere, sirene di Ulisse, e il viaggio.

Resp. Blog
P. Benincasa
                   





 Contributo del moderatore, a cui va il nostro plauso affettuoso e sincero per aver dato il suo contributo...grazie.

"E' successo a Bocchigliero"

La giornata del 22 luglio definirla memorabile, forse, è esagerato e, tuttavia, quella giornata, celebrativa dell’evento: “Sinergie tra cultura,sviluppo sostenibile e turismo”,  certamente rappresenta una pietra miliare nella storia di Bocchigliero. Perché è stata una benefica sferzata di linfa vitale, che ha risvegliato dal rassegnato torpore una comunità abituata, ormai, al malinconico isolamento.
E, a quella comunità, ha restituito la gioiosa speranza che il suo “borgo” può non essere condannato al maledetto destino dell’oblio.  Perchè, invece, è ancora possibile, per Bocchigliero, riappropriarsi della funzione di polo culturale, che uomini, come don Giuseppe Scafoglio  ed Emilio Benincasa, figli della sua terra, le avevano consegnato come fulgido lascito.
Avv. A. Ciacco e Prof. D.Scafoglio
Certo, guai, a indugiare in un effimero ed esuberante entusiasmo. La strada da percorre non è nè facile nè agevole, anzi è complessa e irta di difficoltà.  Epperò gli ingredienti per raggiungere la meta ci sono. C’è la consapevolezza delle istituzioni, con in testa il comune di Bocchigliero. C’è il protagonismo attivo della cittadinanza, con in testa Piero Benincasa. C’è il partecipato interesse della comunità scientifica, rappresentata dagli illustri antropologi Domenico Scafoglio e Cesare Pitto e dalla linguista dell’università di Oxford, l’illustre dottoressa Chiara Cappellaro.
Insomma il seme è stato piantato, ora occorre sapientemente coltivarlo per trasformare una fascinosa illusione in realtà viva e palpitante. In me residua il confortante ricordo di una serata festosa, ma residua anche il fervido presentimento che ritornerò a Bocchigliero da “turista” incuriosito e appagato. Incrociando tanti altri turisti. E, lì e allora, Bocchigliero avrà, per davvero, vinto la sua esaltante sfida.

Antonio Ciacco 

lunedì 17 luglio 2017

E V E N T O 22 LUGLIO 17'




Ebbene ci siamo, il Comune di Bocchigliero presenta uno straordinario Evento con presenze di valenza internazionale.
Potrebbe essere l'occasione giusta per cominciare a programmare il futuro.
Ma torniamo all'Evento, dicevamo che sarà di valenza internazionale, infatti parteciperanno centri accademici molto importanti, come l'Università di Oxford con la Dott. Chiara Cappellaro, ricercatrice della Oxford University
Inoltre ci sarà la presenza del Prof. Domenico Scafoglio, Ordinario di Antropologia Culturale di Fisciano (sa), il Prof, Cesare Pitto, Prof, straordinario di Antropologia culturale, presso il Dipartimento di scienze dell'Educazione UNICAL, Rende (cs), Dott. Pasquale Faenza, Resp. Biodistretti Calabria, La Dott. Sonia Ferrari, Commissario Parco Nazionale della Sila, il Dott Giuseppe Luzzi, Direttore del Parco Nazionale della Sila.

Evento in cui, oltre alla presentazione dei "Quaderni del Sostantivo Calabrese" di G. Scafoglio, bocchiglierese che tanto lustro ha dato al borgo negli anni 20'/30', e merita il giusto riconoscimento dal luogo che gli diede i natali; Bocchigliero, ci saranno altri progetti legati a questa parte Culturale.
(Primo) il Biodistretto che può essere uno strumento formidabile per progettare il futuro e sfruttare le peculiarità gastronomiche del luogo, che è da sempre considerato eccellente per il micro clima della zona, infatti Bocchigliero sorge su una delle ultime propaggini della Sila, con una esposizione che permette la maturazione e conservazione di tanti prodotti di nicchia, che potrebbero fare da volano ad uno più ampio ragionamento Bio, esteso nel sociale e integrato da altre semplici forme di sviluppo sostenibile.
(Secondo) Verrà proposto un progetto di sviluppo cooperativo su alcune forme di artigianato che portino il marchio "Ricordo della Sila".
Anche perchè, a ben vedere, ancora non esiste un vero prodotto, souvenir, che porti questo marchio, tutti gli oggetti che sono presenti nei negozietti lungo il corso di Camigliatello (cs), provengono o da altri Parchi Nazionali, nel migliore dei casi, oppure sono di provenienza cinese e napoletana.
L'appello è a tutte le Associazioni Culturali del luogo, e non solo, ma si chiede a tutti di contribuire, di recepire e sviluppare piccoli gruppi di lavoro che possano elaborare oggetti da esporre lungo le strade del Turismo.
Poi a questo progetto viene proposto anche una conoscenza del territorio, attraverso percorsi e sentieri lungo l'intero territorio che nasconde ancora antiche leggende, tra le vallate attorno al borgo antico. 
Tanti hanno lavorato su sentieri e percorsi, producendo, a volte, interessanti itinerari che verranno ripristinati.
Chiunque parli e soprattutto scrive di Bocchigliero, cita quasi sempre G. Scafoglio, negli ultimi anni si è letto anche Scafoglio in pubblico, forse sminuendone la sua grandezza Culturale, non riuscendo a fare, su G.S., un discorso complessivo ed esaustivo.
La redazione, con in testa Piero Benincasa, è da anni che lavora per far conoscere il Prof. di Bocchigliero che tanto lustro ha dato al paese negli anni che vanno dal 16' al 34', anno della sua ultima pubblicazione.
 E qui, con la conoscenza del proprio passato, che si può conservare la memoria, ricostruendo la storia Culturale del Luogo, per ridare slancio, orgoglio e futuro, cercando le corrette sinergie e le strade maestre.
Per questo verrà proposta una Mnemoteca dedicata a G. Scafoglio, per custodire la memoria del nostro passato, fatta di scritti come libri e riviste, foto, racconti e oggetti che possano ricostruire il passato dei nostri avi.
Certamente il percorso non sarà privo di ostacoli ma con la volontà, la certezza di lasciare una traccia ambiziosi obiettivi si possono raggiungere.
Grazie a quanti hanno collaborato per tutto questo.

Redazione Blog.



domenica 2 luglio 2017

Favole e morale.





C'era una volta... così iniziavano i racconti e le favole per bambini, non molto tempo addietro, così si stava attorno al fuoco ad ascoltare la voce tremula ma decisa della nonna che, per farci stare buoni, riuniva noi nipoti davanti al fuoco,  allo scoppiettare delle castagne che stavano diventando caldarroste.
Ricordo, con nitidezza impressionante, il suo sguardo che mimava; ora la gioia, ora la paura o lo sconcerto e noi, con la bocca aperta, ascoltavamo in religioso silenzio, e infinita curiosità quei racconti che avevano, sempre, una morale, un piccolo, ma importante, messaggio di saggezza, di oculatezza e anche di lungimiranza.
C'era, ricordo benissimo, in una di queste favole, un uomo che andando per le strade del mondo era sempre e costantemente critico, sottolineando tutti i difetti delle persone che incontrava, e qualcuno rimaneva colpito dal modo come questo signore dal nome oscuro e misterioso, si faceva chiamare Molok, forse di origine araba, o forse di origine mongola, proveniente dalla lontana Mongolia, era un modo di controllo e critica dei difetti dell'altro, altre persone, si indignavano e si mettevano in forte imbarazzo, imprecando e maledicendo il signor Molok.
Poi divenne, Molok, responsabile di un tribunale e doveva decidere sulle diatribe di litigi che potevano sfociare nel penale, una sorta di giudice di pace, doveva essere il giudice che avrebbe dovuto frenare la mole di lavoro che c'era, come c'è, nei tribunali del mondo.
I tempi cambiarono, Molok non giudicava per verità assodate ed inappellabili, ma per sentimenti , per amicizia, per interesse e, a volte, nascondeva la verità.
La gente lo temeva, viveva una vita ritirata e solitaria, tranne la frequentazione di un giovane filosofo, che incontrava durante la passeggiata serale lungo il viale alberato, che in quel periodo era fiorito e profumato di mille aromi di fiori e di fioriture bellissime.
Il suo"amico" si chiamava Lasmajio, anche questo un nome  ci sembrò più unico che raro.
nelle loro lunghe passeggiate si sfogavano dei (loro) problemi atavici e anche di quelli quotidiani, e proprio una sera mentre si discuteva del corretto comportamento morale, Lasmajio, gli disse che prima di giudicare gli altri è importante pensare a se stessi, prima di criticare le gobbe altrui, ci si guardi le proprie, che spesso sono molto più pesanti e grosse dell'altro, del conoscente, dell'amico, del parente o dello sconosciuto.
Le sentenze date dall'alto delle proprie cariche, anche e soprattutto se Istituzionali, non posso escludere le proprie colpe; fatte di bugie e di falsità, Lasmajio era un giovane filosofo  alla ricerca di una strada corretta, giusta, con un forte senso civico e ricca di valori,
Molok si sentì colpito profondamente da quelle parole, che erano pesanti quanto un macigno, si sentì un essere spregevole e cattivo, un uomo che non meritava di essere riconosciuto come tale, aveva perso, e se ne rese conto benissimo, la dignità, l'onore e anche la fama, pianse, pianse a lungo, per buttare fuori tutta la sua rabbia, la sua cattiveria, la sua visione di una strada, che era sbagliata e inutile, per costruire un vero uomo, fatto di umiltà, verità e valori da rispettare sempre.
Poi sopraggiunse la vecchiaia per Molok, che continuava a vedere il suo primo amico vero, Lasmajio, ormai divenuto docente di Filosofia applicata,  Molok, incontrandolo, a fatica, con la voce bassa e lenta lo ringraziò di vero cuore, per tutto quello che gli aveva donato, Lasmajio non fu sorpreso, ma volle capire a cosa, in particolare, si riferisse Molok, e Molok gli spiegò che in una delle tante passeggiata nel viale, aveva avuto, grazie alle sue parole, una visione corretta della diritta via e da quel momento cambiò la sua vita individuando cosa era giusto o sbagliato fare, individuò i valori della vita, pilastri fondanti della dignità di un uomo.
Lasmajio, che era preso dalla sua Filosofia applicata, si rese conto dell'importanza della sincerità e della dignità, ringraziando, a sua volta, l'amico Molok, che da quel giorno non vide mai più, e non ebbe nessuna necessità di rivederlo, perchè era dentro di lui, perchè faceva parte del suo modus operandi.


Resp. Red. Blog
Piero Benincasa