lunedì 18 gennaio 2021

L'anno che verrà, l'anno che è passato!


Parliamo prima dell'anno che sta, finalmente, per lasciarci. Nessuno può negare che è stato un bruttissimo, triste e nefasto anno, tra i più brutti dal dopo guerra. Anno in cui, a causa di questo nemico subdolo e invisibile, le nostre vite sono cambiate: i nostri rapporti interpersonali si sono diluiti, in cui gli abbracci, i baci e le coccole per i nipoti sono svaniti, nel complesso abbiamo reagito e ci siamo comportati abbastanza bene Abbiamo reagito bene, ma non benissimo, avremmo potuto, per la seconda ondata, organizzarci meglio, ma così non è stato. Tanti hanno avuto comportamenti che hanno fatto nascere focolai e rabbia tra i cittadini che invece hanno avuto un corretto comportamento. Nell'anno passato molte categorie hanno sofferto; chi per un verso e chi per l'altro, i medici, i paramedici e tutti i lavoratori della sanità spesso sono stati, per l'emergenza, sottoposti a turni estenuanti, sovra umani, inoltre molti si sono infettati e hanno perso la vita, infatti tanti medici e infermieri sono morti.

Molte categorie sono state costrette a chiudere, a licenziare e la crisi ha iniziato a galoppare. Tra queste la ristorazione, abbigliamento, palestre e tante altre che hanno portato a diverse forme di proteste, hanno dovuto chiudere i teatri, i musei ,riducendo ancora di più i pochi che sono rimasti a lavorare.

Ma la crisi mano mano è diventata globale, facendo aumenta la povertà, che pare abbia avuto un amento del 40%, questo deve farci seriamente riflettere e comprendere che c'è bisogno di aiutare gli altri in modo concreto, per non sprofondare nel baratro.

Nella  prima ondata il Borgo è stato "Zona Rossa", e a tale proposito c'è stata una gestione non proprio corretta e comportamenti non congrui di alcuni membri delle Istituzioni, ma non entriamo nei dettagli per non fomentare inutili polemiche. Diciamo solo che si poteva fare molto meglio.

Il Governo ha teorizzare bene, ma non è stato pragmatico, tempestivo e non è riuscito a gestire le esigenze delle piccole e medie imprese, delle partite iva, non facendo arrivare per tempo quei contributi chiamati "Ristori". Poi adesso è quasi sull'orlo del baratro, nella stessa maggioranza sono venuti fuori i limiti che quasi certamente sfoceranno: o in un bel rimpasto, tipo prima repubblica, oppure in un Governo a guida autorevole, si fa il nome di Mario Draghi, staremo a vedere. In questo periodo con la scusa dell'emergenza ci hanno reso, come se ce ne fosse bisogno, dei sudditi.

La crisi ormai è inatto Renzi, ha fatto dimettere le suoe minisre e la sua sotto segretaria, togliendo il numero congruo al Governo, ma ci si sta organizzando raccattando senatori un po a desstra e un po a manca, saranno sufficienti?. Inoltre c'è il riscio concreto di perdere i fondi europei che potrebbero cambiare volto all'Italia.

Staremo a vedere in parlamento cosa sucederà, questo l'anno che sta andando via.

L'anno che verrà, o è gia venuto non ci prospetta nulla di nuovo, ancora restrizioni e le regione colorate ad indicare i casi del contaggio, che in alcune regioni non accennano a diminuire, ma la cosa più preoccupante è la parte pschica di una buona parte degli italiani, che preocupa la parte pei pscicologi e pschiatri,infatti è aumentato l'uso di piscopatici, la g
ente è entrata in un tunnel dove non vede via d'uscita, ha paura e teme fortemente per il futuro.

La gente è nervosa, irascibile e alla prima ocasione scatta reagendo a cose futili.

Siamo in un momento complesso e difficile, il Governo che quasi non c'è, le proteste che dilagano, la gente che è esasperata e le cose non cambiamo, se non cambiano i nostri comportamenti.

Dobbiamo dimostrare di avere la capacità di reagire e adattarci a questo stato di cose, che francamente non è semplice.


Cap Red.

P.Benincasa

                                                            






 

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