martedì 28 febbraio 2017

Carnevale!






Un tempo,per le vie di tanti borghi calabresi si faceva                     "                           " 'A FRASSA"; i bambini, e non solo,
giravano per il paese, bussando alle porte delle persone,
e venivano fatti entrare per recitare le filastrocche carnevalesche, se queste piacevano venivano rifocillati con vino e dolci, a volte anche salsicce, soppressate, olive, pesce salato e tutte le conserve che erano in casa.
Si girava sino a quando, stanchi e brilli, si tornava ognuno nelle proprie case.
Ricordo i preparativi di questi momenti, venivamo aiutati dalle mamme, per vestirci da donna, o da vecchio e vecchia, e poi ci si vestiva da briganti, o brigantesse.
Spesso si era in cinque o sei, con dietro qualche bambino più piccolo, che fatto il giro del rione, lui, il bambino, tornava a casa, e i più grandi continuavano il giro del paese.
Inoltre mentre si recitava, ognuno la sua parte, altri ballavano e suonavano improvvisati e strani strumenti.
C'è stato un periodo in cui si scrivevano frasi, strofe rimate e a volte poesie sui personaggi che vivevano il paese, come insegnanti che venivano da fuori, o persone avare, gelose o altri personaggi caratteristici.
Poi ci fu un periodo che si festeggiava il carnevale in dei piccoli teatri per le scolaresche che recitavano con musica e balli.
Era il carnevale che non c'è più, quello fatto di forti momenti conviviali, allegro e spensierato, Carnevale era anche l'inizio di una nuova stagione; iniziava la primavera e il martedì di carnevale veniva bruciato il carnevale come auspicio di abbondanza e di prosperità per la nuova stagione.

lunedì 27 febbraio 2017

Tecnicismi e politichese!




Zafferano Silano



Ritorniamo su alcuni temi del passato, ci siamo costretti, tanti eventi ci portano a dover riparlare di politichese e tecnicismi.
Il caro Gov. Mario On. Oliverio, ha dato appuntamento, ai rappresentanti della protesta, nei prossimi giorni con i tecnici della Regione Calabria.
Questo servirà a prendere atto dei progetti che ogni comune; Campana, Bocchigliero e Longobucco, vorrà presentare e proporre.
Ci sarà, come si dice, un tavolo tecnico per valutare la bontà e la fattibilità di ogni singolo progetto.
poi si proseguirà sulla strada dei finanziamenti
per i progetti ai singoli Comuni e quindi la messa in opera degli stessi.
Chi crede che non affermiamo il vero può contattarci sulla nostra mail, che è sempre la stessa da ormai piì di 7 anni:                                        gattica@live.it 
Chi crede che non abitando il borgo possiamo non interessarci si sbaglia, perche noi amiamo il luogo delle nostre radici, io amo il luogo dove sono nato.
Forse il rapporto è amore e odio, rabbia, spesso forte tristezza nell'incapacità di chi non riesce a fare nulla, di chi, come le cicale, guarda il sole da dove nasce a dove muore, quasi rifiutandosi di fare!
C'è, ci sarebbe la necessità di comprendere cosa si vuol fare e quali i primi obiettivi, se ci ostiniamo ad aspettare forme,assistenziali, ormai vecchie e che non migliorerebbero lo stato attuale.siamo sulla strada sbagliata, a nostro avviso, se invece si riesce a partorire una serie di progetti che possano fare da apripista per un vero e sostenibile futuro, se mai ci sarà:::e creare una sorta di sinergie tra progetti per avere la massima cooperazione in ogni singolo passo degli stessi.
Si vocifera che le Istituzioni sono pronte a proporre, ai,Tecnici Regionali, validi progetti che porterebbero far uscire fuori dalle sabbie mobili i paesi in questione, sarà vero? Noi non abbiamo certezze, ma  certo è, che alcuni obiettivi concreti, questa protesta, li ha già raggiunti, ottenendo, in breve tempo, un incontro con il Gov.Oliverio, che pare, sia volato addirittura in Australia.
Aprendo, inoltre, un dibattito che può essere allargato e ancor più stimolato, per creare dialogo e far risollevare le sorti del nostro amato e sempre più bistrattato borgo di Bocchigliero da quanti si illudono di amarlo.
Per il politichese approfondiremo meglio nei prossimi post, ma comunque imperterrito, il politichese, ancora impera........





                                                                                                                    Resp. Blog
                                                                                                                     Piero Benincasa


sabato 25 febbraio 2017

Promesse, parole parole parole.


Bocchigliero

Mario On. Oliverio







Ieri, 24 Febbraio 2017, intorno alle 9 e 30, il Governatore della Calabria, Mario On. Oliverio ha ricevuto i rappresentanti dei tre paesi della protesta; Campana, Bocchigliero e Longobucco,
Il Governatore, senza neanche ascoltare le rivendicazioni dei cittadini, o ascoltandoli in parte, ha sentenziato che entro il mese di Aprile, darà circa 250 posti di lavoro,, che verranno equamente suddivisi ai tre paesi.
Bravo, ma sarà mai possibile?, noi continuiamo a non credere alle parole di un Governatore che in passato ha detto un sacco di bugie, facciamo come S. Tommaso, ci crediamo quando vedremo questi posti di lavoro che verranno  dati ai disoccupati dei tre paesi.
Longobucco
Per il momento ci viene in mente una bellissima canzone di Mina che appunto faceva così " Parole, parole, parole soltanto parole, parole per te..."
Campana
Certamente, se questo avverrà, saranno una forma di becero ed inutile assistenzialismo che ancor di più peggiorerà la situazione, ci auguriamo che possa, il Governatore, essere illuminato da  uno scatto di orgoglio e di buona volontà, i cittadini desiderano  la verità, che non è nel clientelismo o nell'accontentare i cittadini solo a fini elettoralistici o per accontentarli per un periodo determinato.
Abbiamo apprezzato infinitamente tutti i commenti che avete fatto, sulla nostra pagina Facebook, hanno un po ragione tutti, ma in particolare Antonio Vulcano, che ha veramente toccato pilastri dai quali partire, non deve mancare la buona volontà dei cittadini e la voglia di fare, svegliamoci e pensiamo con serietà al futuro, scevri da idee di politici e politicanti, che poco bene fanno alle popolazioni, il tutto deve partire dal basso e coinvolgere le Istituzioni, in questo ci auguriamo che i tre comuni,Longobucco, Campana,e Bocchigliero abbiano presentato dei progetti che mirino ad un vero futuro, per conservare, proteggere e tutelare la terra dei padri.

venerdì 24 febbraio 2017

L'altra Politica





E' tempo di non credere più alle favole o alle promesse mai mantenute, è tempo di rinnovare il modo di fare politica, è tempo di riscatto sociale dal basso, con la forza delle idee, con il coraggio di uomini di buona volontà e con la determinazione di uomini forgiati dal tempo.
Illudersi con vane promesse o con appuntamenti cambiati in tarda serata per essere ricevuti, in un luogo diverso, Cosenza, per solo mezz'ora.
L'On.Mario Oliverio oggi doveva, con urgenza volare a Roma, forse perchè i problemi dei paesi isolati e montani non sono urgenti?, forse perchè bisogna dare la carota  a tempo debito o ancora perchè questi incontri fanno parte di un gioco a cui i cittadini non vogliono più giocare!! La menzogna e l'inganno non sono più accettati dai cittadini che hanno ormai l'acqua alla gola.
Quando finirà questo stato di cose è difficile saperlo, ma siamo certi che siamo Noi cittadini consapevoli della realtà, e si cerca di correre ai ripari  quando è troppo tardi, è tardi caro Governatore, è tardi per continuare ad ingannare i cittadini, ingannati e presi in giro troppe volte.
Non è tardi per affrontare con serietà e lungimiranza tutta la questione, il futuro è nelle mani di Noi cittadini, che necessariamente dobbiamo fare ammenda del passato e non commettere gli errori che hanno portato a questo stato di cose.
Chiediamo a tutti di contribuire, con idee, progetti e interventi alla risoluzione di questi problemi, che, devono escludere le forme assistenziali del passato, inevitabilmente portano alla morte sociale, civile e culturale della terra dei padri.


Resp. Blog
 Piero benincasa

martedì 21 febbraio 2017

S.O.S. Help me....dateci una mano!

Bocchigliero

Gov. CalabriaMario Oliverio


Abbiamo bisogno di tutti voi, o meglio, abbiamo bisogno di quanti hanno a cuore le sorti del nostro amato, e spesso bistrattato borgo, li dove sembrerebbe che del mondo non si odono lagne, sembrerebbe!.
Ma di fatto anche in uno sperduto e isolato luogo c'è fermento, c'è aria di protesta, protesta civile, per ottenere dalla Regione posti di lavoro, dare sollievo a popolazioni ormai che stanno scomparendo, dove non si intravede neanche l'ombra di una qualsiasi forma di lavoro.
Questa mattina sono usciti i risultati di quella che, tre anni addietro, si ritenesse, dal Governo, una soluzione al problema, e sono disastrosi,  Garanzia Giovani è stato un disastro, un totale fallimento,; disorganizzazione, tempi biblici per ricevere 400 euro al mese, e poi la maggior parte dei giovani non sono stati assunti, per l'ennesima volta si è solo pensato a gli enti formatori (carrozzoni politici), al politico di turno per ricattare e promettere cose che non si sono realizzate.
Dopo tutto questo, ci chiediamo serve una protesta civile?, oppure, i politici regionali, devono andare a casa perchè hanno fallito?
Noi siamo convinti che a nulla serviranno le proteste civili, quando si prendono
in giro i cittadini ormai ridotti a sudditi!
In passato altre proteste ci sono state, proteste che non hanno portato nulla, solo parole e promesse mai mantenute. Ricordate il 2010, quando oltre il 90% dei votanti del comune di Bocchigliero, non andò a votare?, l'unica cosa che si ottenne è stata un po di visibilità, per tutto il resto nulla!!, anche se poi venne il Governatore dell'epoca, Giuseppe Scopelliti, e promise mari e monti, ma i bocchiglieresi hanno continuato a vedere il nulla!
Svegliamoci, e organizziamoci per una vera protesta civile e culturale che scardini questo stato di cose.
Oggi è stato occupata la sala consigliare del comune di Longobucco e il Governatore Oliverio ha dato mandato, alla sua segreteria, di stabilire la data per incontrare le Istituzioni dei tre paesi che si stanno ribellando; Campana, Bocchigliero e appunto Longobucco.
Noi non siamo per niente fiduciosi e crediamo che anche questo incontro partorirà un topolino.
Campana
Pensiamo, con certezza, che anche questo incontro sarà una inutile passerella, e ancora per l'ennesima volta i cittadini verranno presi in giro.
La soluzione agli annosi e direi atavici problemi è, sono nella nostra voglia di rinascita, quella si!, la volontà di non far  morire questi luoghi che gelosamente custodiscono il nostro passato.
Domani la protesta si sposterà a Bocchigliero e Campana...incrociamo le dita...........





Longobucco

venerdì 17 febbraio 2017

Bocchigliero...la sua storia! Appunti.




Castagno secolare sulla via del cimitero,Bocchigliero (cs) anni 30'
foto di Don Giuseppe


Avevamo letto,nell'Agosto 2010, un testo che tratta la storia, gli usi, i costumi, la vita quotidiana del passato e la nascita di Bocchigliero, "Dall'antichità ai giorni nostri tra storia e storiografia" di Ludovico Aurea, Francesco Filippelli, e Nicola M. Papparella. Lavoro di ricerca meticolosa, di ipotesi e proposizione di quelle che sono state le persone che hanno, nei loro scritti storici, raccontato la storia di Bocchigliero e di Arento. Il testo è molto interessante anche per le ipotesi che propone alla luce di nuovi ritrovamenti. Ma il testo escude alcune cose; primo fra tutte che Bocchigliero sia stata costruita sui resti di Arento, poi che il sito di Basilicò fosse stato il sito di Arento, e si pone il problema del nome del Laurenzana, o Arenzana, o Arenzano. Il testo, in una parte, dove  tratta del ritrovamento dell'efigge della Madonna, Srivono , che G. Scafoglio afferma, che l'effige è stata portata nella "bassa chiesa dell'Immacolata"che si trovava in fondo alla Colla dei dei Ladri l'attuale Piazza del Popolo . Questo, nel testo, di Don Giuseppe Scafoglio, non c'è scritto.  Nel testo citato da  Papparella, Aurea e Filippelli che è "Antichi fasti e grazie di S. Maria de Jesu", che noi conosciamo bene, si parla della chiesa Matrice dell'Immacolata, l'attuale chiesa  S. Francesco, posta alla fine della "Colla dei Ladri". La chiesa grande della Piazza è dedicata all'Assunta, e la piccola,era dedicata, alla Concezione, almeno così ci pare. Ma non vogliamo polemizzare con nessuno ma, aprire un sano e corretto dibattito sulle origini di Bocchigliero e cercare di capire se la vecchia Arento è situata nel territorio di Bocchigliero. Questo e altro ci interessa, ci interessa che il Comune faccia qualche cosa per aprire un centro di raccolta Culturale, o una biblioteca o una stanza o Casa della Cultura con locali idonei per incontri, dibattiti e conferenze per accrescere il livello di confronto, non solo politico, ma soprattutto per conoscere, conservare e tramandare le nostre radici. Inoltre si descrive il racconto del ritrovamento di questa pietra, dove c'è inciso il volto della Madonna con bambino. come un racconto "poetico", G. Scafoglio  riporta quello che il frate, Fra Benedetto da Rossano, riporta in "Notizie", un piccolo libretto che parla della tradizione dell'origine della Madonna di Jesu, o di Gesù o ancora Madonna della Neve, o Madonna della Carne, come riportato dal testo sopra citato. Un fatto è certo: il primo bocchiglierese che parla della storia di Bocchigliero è Don Giuseppe Scafoglio, che fa risalire Bocchigliero intorno all'anno 1000, per la precisione qualche anno dopo. Inoltre G. Scafoglio descrive con maestria il nostro territorio, sottolineandone pregi e difetti, egli riesce, attraverso articoli dettagliati, con meravigliose fotografie, a descrivere gli usi e i costumi di un borgo sconosciuto e isolato tra le montagne della Selva Sila. Ma noi siamo andati oltre, e abbiamo ipotizzato che G. Scafoglio, ha contribuito,con "Forme del sostantivo calabrese", ad una pagina della famosa Enciclopedia Treccani.(ma questo lo vedremo più in là). Quest'anno, ad arricchire la biblioteca sulla storia di Bocchigliero, ci ha pensato un testo che tratta l'origine di Bocchigliero e la localizzazione di Arento. Questo testo,"Arento Brettia Bocchigliero Romana canzoni folk e chitarra battente" ,  del Prof. Alfonso Bastanzio, grande appassionato di archeologia e promotore di un Archeoclub a Bocchigliero, "Archeoclub Arento", non che promotore di progetti scolastici atti a seminare la passione per la storia,l'archeologia e le proprie radici, ipotizza, sulla base di ricerche personali, che la sconosciuta città di Arento, si trovi nel sito di Basilicò, e non si identifica con Bocchigliero come fa capire Filippo Puglisi, autore della storia di Bocchigliero, negli anni 30',(1936) è questa, del prof. Bastanzio, una tesi non supportata da profonda indagine, ma alla luce di ritrovamenti Bretti nel sito di Basilicò, una o più tombe. La storia non conosce affondo questo popolo guerriero,i Bretti. che ebbe il coraggio di sfidare Roma, lo fece più volte e alla fine dovette cedere alla potenza di Roma. Troppe le tesi sulla nascita di Bocchigliero, si ipotizza sia nata come presidio romano per controllare la Silva Sila, per la pece e il legname. Bocchigliero  può essere nata  dopo l'anno 1000 ,questo il nostro modestissimo parere, e per Arento abbiamo i nostri dubbi che sorgesse nel territorio di Bocchigliero (sito di Basilicò), il testo, del prof. Bastanzio, ci fa riflettere su alcune affermazioni che fa su Don Giuseppe Scafoglio. Noi pensiamo che Don Giuseppe non fosse uno scrittore, ne tanto meno un "tour-operator", come l'apostrofa il prof. Bastanzio, ma un grande amante delle tradizioni contadine, della vita agreste e quindi un Antropologo,ma anche un bravissimo fotografo  per amore verso il suo paese natio, altro piccolo appunto facciamo al Prof. Bastanzio, siamo certi che Don Giuseppe Scafoglio è morto il 29 di Luglio del 1936,e non il 32', e pare, così raccontava il fratello Antonio ingegnere, che avesse una storia con una donna molto importante di Rimini, e non di Bari, abbiamo analizzato attentamente anche la data della sua morte, il 29 Luglio era nato Benito Mussolini, è stato in suo rispetto che Don Giuseppe si è tolto la vita??esattamente il giorno del compleanno del Duce!!, perchè Don Giuseppe aveva una relazione con Edda, figlia di Benito Mussolini?!! Ma poi, abbiamo trovato che, il testo del prof. Bastanzio ha degli errori di impaginatura a partire dalla pagina 38, ed in fine la parte scritta in dialetto ci sembra scritta in un dialetto che non conosciamo, forse perchè il prof. non conosce "Forme del sostantivo calabrese", tutti i quaderni, scritti dal 1928 al 1931, i quali saranno, a breve, pubblicati insieme, per un primo assaggio dell'opera letteraria di Don Giuseppe Scafoglio. Devo qui ringraziare il prof. Alfonso Bastanzio per aver inserito alcuni pezzi di poesie in vernacolo calabrese da "Liriche in Vernacolo Calabrese", pubblicato da Pellegrini Editore nel 1981 di mio padre E. Benincasa, anche se avrebbe potuto avvisarci di questa cosa. Noi  vogliamo che talune cose, storiche,  vengano riportate in maniera  corretta alle future generazioni che meritano una semplice cosa la verità, supportata da documenti. Noi documenti, su Don Giuseppe, ne abbiamo rinvenuti tantissimi, e ci sembra corretto quello che affermano, Papparella e Bastanzio, autori dei due importanti testi per la comunità,e cioè che si dedichi attenzione a questo personaggio bocchiglierese, noi aggiungiamo che ha portato per l'Italia intera il nome, le tradizioni e l'essenza di questo borgo lontano dai centri abitati e senza alcuna via di comunicazione, quando, tra mille difficoltà, pubblica il suo primo libro,"Bocchigliero e Santa Maria di Gesù" nel 1916 a Bari,e non a Rimini,  ed è proprio in questo testo che parla, in maniera approfondita delle origini di Bocchigliero. Don Giuseppe Scafoglio insegnò latino a Rimini presso l'Istituto Tecnico "R. Valturio", e di questo conserviamo l'originale di una lettera di uno dei suoi ultimi alunni, deceduto nel 2002, certo Otello Pasolini.
Lettera che abbiamo pubblicata sul blog, . Sono anni che ricerchiamo notizie e opere di Don Giuseppe.. noi non lo abbiamo trascurato

Resp. Blog Piero Benincasa




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lunedì 13 febbraio 2017

Il Portale e Oltre!..Orgoglio bocchiglierese.


Vogliamo, ancora, ribadire alcuni concetti precedentemente espressi, ma per tante ragioni non approfonditi, alcuni appelli, per nulla ascoltati, anche qualche proposta, che non ha ricevuto ascolto alcuno, eppure ormai il nostro, modestissimo, blog-sito,è conosciuto da tanti; bocchiglieresi, americani, tedeschi e da tanti blogger all'interno della rete, che qui vogliamo ringraziare per gli apprezzamenti che ci fanno, ai tanti che ci chiedono copie di testi dialettali e non solo, o altri che vogliono sapere altre cose su nostre ricerche, noi a tutti diciamo un sentito e semplice grazie!!. Noi non nasciamo con intenti politici-amministrativi, ma come pro-Bocchigliero, ma anche per la cultura, la nostra storia,la storia di ogni singolo individuo può concorrente alla vera, e forse mai scritta, STORIA e le opportunità per il futuro.Ma il motivo principe di questo blog è stato la passione per la storia e le radici attraverso la conoscenza di gente che ha donato il proprio contributo culturale e sociale alle comunità di appartenenza. Ma non solo, hanno portato in alto il paese o la città di origine, inorgogliendo tutta la popolazione, lontano sono stati nominati paesi e contrade sconosciute, l'ITALIA non era di fatto ancora unita, non è unita ancora oggi dopo 150 anni dall'Unità, e nel lontano 1911, in occasione dei 50 anni dall'Unita, avvenuta nel 1861,si diede incarico al prof.Loria di organizzare, a Roma, la prima mostra di Etnografia Italiana con relativi convegni e congressi. Il Prof. Lamberto Loria  fu Direttore del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari. Il punto di riferimento per la Calabria è stato un calabrese di cui abbiamo già parlato, Raffaele Corso, di Nicotera(vv) dove esiste un museo a lui dedicato, e vi suggeriamo di andarlo a visitarlo.  Ma la cosa per cui noi abbiamo approfondito è proprio un cittadino bocchiglierese, certo Don Prof. Giuseppe Scafoglio  che conosceva molto bene Raffaele Corso, e non solo il "bocchiglierese" in questione ha scritto su riviste di respiro Europeo come Enotria, Folklore Italiano (conoscenza dei popoli). Questo illustre e molto colto "paesano" racconta, nei suoi scritti, cose sconosciute ai tanti amanti della storia. Don Giuseppe Scafoglio ha scritto tantissimo, non solo le due pubblicazioni sulla Madonna di Jesu, conosciuti da molti, anche perchè ripubblicato, quello del 1934, dall'insegnante Giuseppe Scigliano, il ricavato servì a restaurare le chiese di Bocchigliero. Dobbiamo congratularci con l'insegnante Giuseppe Scigliano anche perchè lavorare per il luogo, per la propria gente per amore nel donare il proprio tempo, la propria conoscenza non può che arricchirci... grazie anche a Lei ins. Scigliano e a tutti quelli che in futuro daranno agli altri per arricchirsi dentro, e a tutti quelli che hanno già dato, proprio come Don Giuseppe Scafoglio. Stiamo mettendo a punto una delle tante iniziative per rivalutare la figura di Don Giuseppe, si tratta di alcune foto,delle tante, fatte da Don Giuseppe per i suoi articoli su riviste di respiro Europeo. Mostra fotografica che verrà lanciata dall'Università di Salerno, per poi giungere alla ripubblicazione di molti scritti di questo concittadino che tanta lontano ha portato il paese di Bocchigliero. Abbiamo bisogno di un minimo di aiuto e noi lo chiediamo a chi in questo periodo ci segue, l'aiuto consiste nel dare il proprio contributo a questa operazione di rivalutare la figura culturale di Don Giuseppe, e cercare di fare chiarezza su episodi che ci hanno creato molti, moltissimi dubbi. Anche la nostra mail: gattica@live.it  è dedicata ad una località, nel territorio di Bocchigliero, che negli anni 30'  era di proprietà della famiglia  Scafoglio, infatti GATTICA è una località da cui si ammirano dei posti meravigliosi, e proprio da gattica, Don Giuseppe, scriveva i suoi articoli e i suoi appunti per i suoi scritti. Ma la cosa che ci ha veramente colpito, in questa  nostra ricerca, è stata una lettera che abbiamo trovato nelle mani del Prof. Domenico Scafoglio, parente di Don Giuseppe, oggi docente a Salerno. http://www.disced.unisa.it/Personale/Docente/Scafoglio.htm . Questa lettera, che noi pubblichiamo,ci ha colpito per come, gli ultimi alunni di Don Giuseppe, volevano omaggiarlo di un riconoscimento, una associazione a lui dedicata. Se, alunni di Don Giuseppe, volevano onorarlo e omaggiarlo di un così grande pensiero, perchè noi bocchiglieresi non dovremmo farlo?
Ebbene, abbiamo bisogno di ricevere da voi contributi di approvazione e di disappunto alla nostra posta...gattica@live.it           GRAZIE!
                                                             
Unica foto di Don Giuseppe
                                                                       LA LETTERA:
                                                                                                                      Rimini, 7 nov. 1985
Egr.Sig.
Giuseppe Scafoglio
via XXV Aprile-pal Barberio-Crotone

Gentile signore,
mi perdoni l'invasione nel suo privato,che intendo fare con la massima correttezza e per un fine degno di lode.
Sono un ex insegnante statale di materie letterarie, di anni 64 ed in quiescenza. Ieri consultai gli elenchi telefonici della provincia di Cosenza e Catanzaro, alla ricerca di eventuali parenti del mio primo maestro di latino, Don Giuseppe Scafoglio, deceduto nel 1936 a Bocchigliero, ove era nato. Dopo circa 2 ore di vana consultazione, la scoperta dell'omonimo mi sembrò un segno rivelatore e mi suggerì la nota che scrivo.
Se crede di rispondermi in qualsiasi modo, tanto che si tratti di pura coincidenza o di parentela, le sarei grato io, che fui un allievo prediletto ed a lui devo la scelta della mia vita; e con me il folto gruppo di amici che dopo cinquantanni sono saldamente legati fra di loro, nel nome e nel rispetto del grande uomo, che fu per tutti educatore e guida morale.
Dopo la guerra che ci separò e dispersi, reduci da vicende e pericoli, istituimmo un sodalizio a lui intitolato, destinato ad onorare la memoria di chi ci insegnò ad essere uomini, con l'amicizia da lui voluta nei brevi anni di scuola, perchè fosse custodita fedelmente dai suoi ultimi discepoli.
Quest'anno, ricorrendo il cinquantesimo della sua scomparsa, vorremmo ricordarlo con qualche testimonianza di onore ed affetto particolare. Ci sarebbe per tanto utile qualunque contributo di elementi, scritti o riferiti, da aggiungere a quelli che possediamo per gli anni riminesi dal 1926 al 1936, utili a tracciare un profilo del sacerdote, maestro ed uomo, conosciuto e stimato dall'intera città. 
In attesa di leggerla, porgo di cuore ringraziamenti e saluti.
                                                                                              
                                                                                                  Otello Pasolini

Vogliamo chiedere a tutti voi se vale la pena dedicare qualche cosa a Don Giuseppe Scafoglio.

Resp. Blog. Piero Benincasa



sabato 11 febbraio 2017

Leonardo Mazza da Bocchigliero





Abbiamo, molto tempo addietro, pubblicato alcune cose di Leonardo Mazza da Bocchigliero, ma non sono state sufficienti a far conoscere questo personaggio, vissuto nell'800',  ha frequentato il seminario di Cariati, e con molta facilità, suo padre era un notaio. Queste le certezze, in più il capolavoro che ci ha lasciato e cioè: "Rime e Prose per Leonardo Mazza da Bocchigliero", un libro  con rime e prose fantastiche!, noi vorremmo farvelo conoscere e per questo stiamo tentando di ripubblicarlo. Tempo fa avevamo fatto anche un pezzo, chiedendo, a chiunque avesse notizie, di farci avere qualsiasi cosa. Vogliamo qui  ripubblicare questa lettera-dedica del libro, per capire la valenza culturale di Leonardo Mazza da Bocchigliero.




E' a voi, mio amatissimo Padre, cui deggio offrire questo
qualungue siasi parto del mio debole ingegno; a voi, cui son debitore di una doppia vita, della naturale e della civile. Il merito più grande, che abbia un Padre, ond'esigere dai suoi figli rispetto, e gratitudine non consiste tanto nella esistenza fisica ad essi data, quanto nella esistenza morale, cioè nell'educazione, poichè senza di questa a nulla vale la vita. Voi, a differenza di alcuni padri, che lasciano imbrutire i loro nati nell'ozio, nella ignoranza, e nella scioperataggine, avete pienamente compreso quali siano gli obblighi di un padre, e che la ricchezza migliore, la quale possa da questa lasciarsi alla sua prole, e per lo appunto la virtù, e quindi non avete tralasciato mezzo alcuno, onde darci una educazione confacente al nostro stato. E' per questa, che io vi professo la più grande obbligazione, e non posso diversamente dimostrarvene la mia gratitudine, che offrendovi queste pagine,le quali, se hanno qualche cosa di buono, faranno piuttosto il vostro onore, anzicchè il mio.
Vi bacio con rispetto le mani, e sono
Da Bocchigliero li 2 Novembre 1862
Vostro aff.° figlio
Leonardo Mazza


Chi desidera una copia, fotocopiata, del testo può farne richiesta alla nostra mail:  gattica@live.it

lunedì 6 febbraio 2017

Anteprima; Quaderni "Sostantivo Calabrese"


Unica foto di Don Giuseppe Scafoglio, pubblicata due volte, ma con diciture diverse, solo in una di queste si dichiara essere Don Giuseppe

Non era passato tanto tempo,dalla morte di mio padre, che mi sono imbattuto in un illustre personaggio, questo non ha cambiato i miei obiettivi, ma li ha accelerati e focalizzati, in poche parole ho, insieme ad alcuni amici, ritenuto  giusto non far disperdere tanto materiale di un illustre calabrese, anzi un bocchiglierese che ha portato in alto il paese natio.."Vucchigliari"(Bocchigliero). Ma come? Semplicemente pubblicando articoli su importanti riviste di respiro Europeo. Don Giuseppe Scafoglio nasce a Bocchigliero nel mese di giugno del 1882, esattamente 11/6/1882, da Benigno e da Filippelli Maria Vittoria. Muore a Bocchigliero il 29/ Luglio 1936, in circostanze che oscillano dal suicidio, all'omicidio fino ad arrivare alla morte accidentale. Don Giuseppe, dopo aver conseguito la laurea in lettere nell'Aprile del 1913,e in quello stesso anno esattamente a Luglio diploma di magistero in storia e geografia e anche il diploma di filosofia, tutto all'Università di Napoli, si dedica al suo primo lavoro che pubblicherà nell'ottobre del 1916 a Bari,"Bocchigliero e Santa Maria Di Gesù". Il libro tratta del rapporto profondo che c'era tra gli abitanti di Bocchigliero, e Santa Maria di Gesù. La profonda fede dei Bocchiglieresi nei confronti della Vergine, e Don Giuseppe vide un rapporto stretto, tra la nascita del paese e la costruzione della prima chiesa, e in questo libro, non più di ottanta pagine, vi sono delle notizie molto interessanti su Bocchigliero, in maniera particolare sulla sua fondazione, l'autore ritiene che Bocchigliero sia stata fondata qualche anno dopo l'anno Mille,ma dovete leggere tutto il libro per meglio capire come si arriva a questa data . Ma Don Giuseppe non si ferma a questo libro. Comincia, da allora, a girovagare per l'Italia, insegnò, anche, a Casal Monferrato, dove comincia a scrivere articoli storico-geografici sul " Corriere di Casale", rivista con articoli non firmati, e per questo motivo non sono stati da noi rintracciati, per il momento,ma sono gli unici articoli che mancano alla nostra ricerca. Don Giuseppe scrisse su impotanti riviste; Folklore Italiano, diretta da Raffaele Corso, illustre personaggio calabrese e prof. di Antropologia dell'Universita Orientale di Napoli, autore di libri e trattati sulla civiltà contadina in ogni dettaglio, Corso partecipò attivamente,come referente della Calabria, alla prima mostra di Etnografia Italiana che si tenne nel 1911, e da quel momento diventa strettissimo collaboratore di Lamberto Loria.Non dal 1911, ma dal 1926 R.Corso diventa amico di Don Giuseppe. Don Giuseppe scrisse, anche, su "Enotria", e qui ci corre l'obbligo di ringraziare la responsabile dell'archivio di "Enotria", la Dott. Riccò e non possiamo dimenticarci del prof. Massimo Catellani di Reggio Emilia, che ha contribuito in maniera determinamìnte al ritrovamento di alcune conferenze di Don Giuseppe, nei 10 anni di insegnamento a Rimini, dove concluse la sua carriera. A tale proposito, ci sembra giusto ricordare che abbiamo rintracciato una lettera di un prof. di lettere di Rimini, tale Otello Pasolini, il quale cercava, nel 1986, notizie sul suo prof. di latino e storia, Don Giuseppe Scafoglio. Quella lettera fu la conferma che, come bocchiglierese, mi corresse l'obbligo, ci corresse l'obbligo, di ricercare notizie sulla vita e anche sulla morte di questo personaggio controverso, ma certamente un uomo di gradi passioni e di vasta cultura. La mia ricerca parte da molto lontano,infatti, oltre dieci anni fà rilessi la prefazione della prima edizione dei "I MILLE PROVERBI CALABRESI" di Emilio Benincasa, mio padre, e nella parte finale dice "Innovazione di rilievo, nel presente volume, è l'uso della lettera"K" che ritengo pungolo di ricerca per chi scrive in dialetto calabrese, per due ragioni: una perchè la nostra Calabria è stata la Magna Grecia, ed i Greci hanno la K nel loro alfabeto; l'altra per averla riscontrata a pagina 301 dell'VIII volume della summensionata enciclopedia(Treccani), che tratta del dialetto calabrese". E' stato un vero pungolo, per me, e da quel momento ho iniziato, insieme ad altri amici, a ricercare l'uso della lettera "kappa" nel dialetto calabrese. Ovviamente sono partito dalla Treccani, nota enciclopedia Italiana,  http://www.treccani.it/Portale/   ed esattamente dalla pag. 301 dell'VIII volume, dove sono andato, attentamente, a leggere ciò che c'è scritto. Mi sono imbattuto in personaggi che oggi sono sconosciuti, ai più, ma all'epoca erano note personalità culturali nel campo dei dialetti Italiani, Francescor Scerbo di Marcellinara(cz) ,ridente cittadina a 15 km da Catanzaro,con poco più di 2000 anime, non è stato semplice avere una copia analitica del 1886, di “ Studio sul dialetto Calabro con dizionario” poi, ho avuto l’onere e l’onore di incontrare “Fonetica del dialetto cosentino", studi e ricerche del Prof. Angelo Gentile, nacque a S. Fili il 28 Dicembre 1867 e mori a Cerisano il 14 Novembre 1938, inoltre ho iniziato a studiare il nostro dialetto, e durante questa fase ho conosciuto un personaggio che scriveva in dialetto bocchiglierese, questo è Don Giuseppe Scafoglio......non solo scrive in dialetto calabrese, usando la lettera "K",ma scrive anche in Italiano e a livello nazionale, inoltre nasce in me, e in un numero sempre crescente di persone e amici, non solo di Bocchigliero, una grande passione, tanta curiosità e molto mistero. Da questo momento inizia una nuova ricerca,non perdendo di vista la "kappa", questa volta ci concentriamo su questo personaggio che, ha scritto tanto e non solo in dialetto. Ma andiamo per ordine, mentre mi trovavo a Bocchigliero un caro amico, Domenico Fontana, artista, pittore, scultore e grande ricercatore delle tradizioni, degli usi e i costumi, in una sola parola un grande appassionato del passato, delle radici, e con una grande voglia di trasmettere ad altri tutto questo, l'amico "Baffuto",(Domenico Fontana) negli anni ha raccolto documenti, foto e ha preparato,inoltre, diversi librettini, anche video, per documentare la storia del passato del nostro borgo, e da pochi giorni ha pubblicato un libretto sulle chiese di Bocchigliero e non solo, anche dei monasteri e degli ordini religiosi che negli anni Bocchigliero ha ospitato, mi fece vedere questo quadernino fotocopiato" Forme del Sostantivo Calabrese", di Don Giuseppe Scafoglio, dove c'è l'uso della "K". Questo piccolo librettino, riuscì a far nascere in me una fortissima curiosità, ovviamente, che ben presto si trasformò in passione, a volte ossessiva. Il culmine, di questa ricerca, lo raggiusi quando ebbi la fortuna di incontrare il Prof. Domenico Scafoglio, Ordinario di Antropologia Culturale dell'Università di Salerno (Fisciano). Con il prof. Domenico Scafoglio, dopo diversi colloqui telefonici e uno scambio fitto di documenti, ci siamo incontrati all'Università di Fisciano(sa), dove sono stato sottoposto ad una serie di domande inerenti la mia ricerca su Don Giuseppe Scafoglio, i Docenti del dipartimento di Antropologia Culturale, erano curiosi di conoscere i metodi di ricerca dei documenti e articoli, da me rinvenuti in giro per l'Italia. E' venuto fuori che ciò che mi ha spinto in questo lavoro è stata la passione per la ricerca della lingua madre; il Dialetto. Finalmente siamo giunti alla pubblicazione dei lavori scritti da questo sconosciuto, per i più,e siamo orgogliosi di presentarlo a tutti i bocchiglieresi, vicini e lontani. Non sapevamo come poter iniziare questa pubblicazione, ma poi l'aiuto c'è arrivato proprio dall'analisi di tutti gli articoli e le conferenze di Don Giuseppe Scafoglio.
Abbiamo ritenuto giusto partire dai quattro quaderni "Forme del Sostantivo Calabrese", che sono stati determinanti per la ricerca globale di tutte le opere di Don Giuseppe. Sono dei "Quaderni" che sono stati scritti in anni diversi ma,insieme, compongono un lavoro meticoloso ed esaustivo per lo studio del sostantivo bocchiglierese e non solo. Nei quaderni ci sono dei giudizi autorevoli sul lavoro di Don Giuseppe Scafoglio, giudizi che ci consentono di tracciare un profilo delle conoscenze culturali del nostro compaesano. Non va dimenticato che alcuni dei suoi testi, sono stati già ripubblicati, e sono serviti, grazie all'insegnante Giuseppe Scigliano, a restaurare le chiese di Bocchigliero, anche se Don Giuseppe non aveva un buon rapporto con il clero di Bocchigliero........... continua




                                                                                              Resp. Blog.
                                                                                         Piero Benincasa.

domenica 5 febbraio 2017

Storia di amore e di sangue


Torre Normanna

Roberto il Guiscardo e Sichelgaita
alla corte di Salerno


Non pensiamo che si vive di solo pane, di cose materiali, futili, a volte inutili, che hanno poco peso sulla nostra psiche, sulla nostra mente. Invece rivestono un ruolo importante i sentimenti, le emozioni che, possono nascere da cose piccole, semplici e per molti inutili, ma non per noi, riteniamo che le cose semplici siano le migliori, che la natura sia gran Maestra e che quotidianamente ci insegna tante piccole cose, bisogna saperle coglierle, e noi ci proviamo. Queste considerazioni hanno uno scopo ben preciso: quello di farci riflettere, pensare e anche agire. Non è più tempo di rimanere spettatori, ma di essere attori del proprio futuro e del futuro delle generazioni che verranno, senza dimenticare il passato e senza trascurare la storia che ci hanno tramandato e quello che realmente è accaduto. Ma questo preambolo per raccontarvi e recensire un libro, un romanzo storico di una principessa e Roberto il  Guiscardo, Normanno, grande condottiero e stratega di guerra. La principessa si chiama Sichelgaita o semplicemente Gaita. Il libro narra la storia di questa bellissima principessa Longobarda che viveva a Salerno, e qui si innamora di un giovane di S Marco Argentano.  Ma il rango elevato della donna non permise questo amore, ma dovete leggere il libro, se riuscite a trovarlo. "Il normanno Roberto il Guiscardo e la principessa Sichelgaita"  wikipedia./Sichelgaita
"Storia di amore a morte" di Walter Bruno editore "Legenda". E' necessario conoscere da dove veniamo per sapere dove andiamo. Roberto il Guiscardo è stato un grande condottiero Normanno, conquistò le terre del sud e per primo la provincia di Cosenza, nella Calabria Citra. Noi calabresi abbiamo avuto tante dominazioni, ma i Normanni fecero cose che nessuno fece e ebbero la capacità di coinvolgere la gente del posto, integrandosi con le popolazioni locali.
Tra i protagonisti risalta, prepotentemente, la figura di un personaggio forte e coraggioso, gigantesco, stratega insigne anche se analfabeta, è uno dei numerosi fratelli della famiglia di Hauteville,  Altavilla  è Roberto detto il Guiscardo (il furbo, l'astuto). L'autore ha appreso da un vecchio manoscritto, trovato dopo la morte della principessa Sichelgaita, è capitato, fortunatamente, tra le sue mani, la passione che ha travolto i due innamorati. E' una storia dolce ed amara molto simile a quella di Paolo e Francesca e di Giulietta e Romeo, storia che, anch'essa, si conclude con un finale altamente drammatico.
Calabria Citra

venerdì 3 febbraio 2017

Favole e dignità

Portale del '500




C'era una volta... così iniziavano i racconti e le favole per bambini, non molto tempo addietro, così si stava attorno al fuoco ad ascoltare la voce tremula ma decisa della nonna che, per farci stare buoni, riuniva noi nipoti davanti al fuoco,  allo scoppiettare delle castagne che stavano diventando caldarroste.
Ricordo, con nitidezza impressionante, il suo sguardo che mimava; ora la gioia, ora la paura o lo sconcerto e noi, con la bocca aperta, ascoltavamo in religioso silenzio, e infinita curiosità quei racconti che avevano, sempre, una morale, un piccolo, ma importante, messaggio di saggezza, di oculatezza e anche di lungimiranza.
C'era, ricordo benissimo, in una di queste favole, un uomo che andando per le strade del mondo era sempre e costantemente critico, sottolineando tutti i difetti delle persone che incontrava, e qualcuno rimaneva colpito dal modo come questo signore dal nome oscuro e misterioso, si faceva chiamare Molok, forse di origine araba, o forse di origine mongolo, proveniente dalla lontana Mongolia, era un modo di controllo e critica dei difetti dell'altro, altre persone, si indignavano e si mettevano in forte imbarazzo, imprecando e maledicendo il signor Molok.
Poi divenne, Molok, responsabile di un tribunale e doveva decidere sulle diatribe di litigi che potevano sfociare nel penale, una sorta di giudice di pace, doveva essere il giudice che avrebbe dovuto frenare la mole di lavoro che c'era, come c'è, nei tribunali del mondo.
I tempi cambiarono, Molok non giudicava per verità assodate ed inappellabili, ma per sentimenti , per amicizia, per interesse e, a volte, nascondeva la verità.
La gente lo temeva, viveva una vita ritirata e solitaria, tranne la frequentazione di un giovane filosofo, che incontrava durante la passeggiata serale lungo il viale alberato, che in quel periodo era fiorito e profumato di mille aromi di fiori e di fioriture bellissime.
Il suo"amico" si chiamava Lasmajio, anche questo nome  ci sembrò più unico che raro.
nelle loro lunghe passeggiate si sfogavano dei (loro) problemi atavici e anche di quelli quotidiani, e proprio una sera mentre si discuteva del corretto comportamento morale, Lasmajio, gli disse che prima di giudicare gli altri è importante pensare a se stessi, prima di criticare le gobbe altrui, ci si guardi le proprie, che spesso sono molto più pesanti e grosse dell'altro, del conoscente, dell'amico, del parente o dello sconosciuto.
Le sentenze date dall'alto delle proprie cariche, anche e soprattutto se Istituzionali, non posso escludere le proprie colpe; fatte di bugie e di falsità, Lasmajio era un giovane filosofo  alla ricerca di una strada corretta, giusta, con un forte senso civico e ricca di valori,
Molok si sentì colpito profondamente da quelle parole, che erano pesanti quanto un macigno, si sentì un essere spregevole e cattivo, un uomo che non meritava di essere riconosciuto come tale, aveva perso, e se ne rese conto benissimo, la dignità, l'onore e anche la fama, pianse, pianse a lungo, per buttare fuori tutta la sua rabbia, la sua cattiveria, la sua visione di una strada, che era sbagliata e inutile, per costruire un vero uomo, fatto di umiltà, verità e valori da rispettare sempre.
Poi sopraggiunse la vecchiaia per Molok, che continuava a vedere il suo primo, ed unico, amico vero, Lasmajio, ormai divenuto docente di Filosofia applicata,  Molok, incontrandolo, a fatica, con la voce bassa e lenta lo ringraziò di vero cuore, per tutto quello che gli aveva donato, Lasmajio non fu sorpreso, ma volle capire a cosa, in particolare, si riferisse Molok, e Molok gli spiegò che in una delle tante passeggiata nel viale, aveva avuto, grazie alle sue parole, una visione corretta della diritta via e da quel momento cambiò la sua vita individuando cosa era giusto o sbagliato fare, individuò i valori della vita, pilastri fondanti della dignità di un uomo.
Lasmajio, che era preso dalla sua Filosofia applicata, si rese conto dell'importanza della sincerità e della dignità, ringraziando, a sua volta, l'amico Molok, che da quel giorno non vide mai più, e non ebbe nessuna necessità di rivederlo, perchè era dentro di lui, perchè faceva parte del suo modus operandi.


Resp. Red. Blog
Piero Benincasa