martedì 28 febbraio 2017

Carnevale!






Un tempo,per le vie di tanti borghi calabresi si faceva                     "                           " 'A FRASSA"; i bambini, e non solo,
giravano per il paese, bussando alle porte delle persone,
e venivano fatti entrare per recitare le filastrocche carnevalesche, se queste piacevano venivano rifocillati con vino e dolci, a volte anche salsicce, soppressate, olive, pesce salato e tutte le conserve che erano in casa.
Si girava sino a quando, stanchi e brilli, si tornava ognuno nelle proprie case.
Ricordo i preparativi di questi momenti, venivamo aiutati dalle mamme, per vestirci da donna, o da vecchio e vecchia, e poi ci si vestiva da briganti, o brigantesse.
Spesso si era in cinque o sei, con dietro qualche bambino più piccolo, che fatto il giro del rione, lui, il bambino, tornava a casa, e i più grandi continuavano il giro del paese.
Inoltre mentre si recitava, ognuno la sua parte, altri ballavano e suonavano improvvisati e strani strumenti.
C'è stato un periodo in cui si scrivevano frasi, strofe rimate e a volte poesie sui personaggi che vivevano il paese, come insegnanti che venivano da fuori, o persone avare, gelose o altri personaggi caratteristici.
Poi ci fu un periodo che si festeggiava il carnevale in dei piccoli teatri per le scolaresche che recitavano con musica e balli.
Era il carnevale che non c'è più, quello fatto di forti momenti conviviali, allegro e spensierato, Carnevale era anche l'inizio di una nuova stagione; iniziava la primavera e il martedì di carnevale veniva bruciato il carnevale come auspicio di abbondanza e di prosperità per la nuova stagione.

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