martedì 28 novembre 2017

Rinascita.








Un tempo i Borghi, quasi tutti, pullulavano di bambini, di famiglie numerose, di gente solidale ma povera di oggetti e di strumenti, che gli consentissero di vivere bene.
Spesso erano famiglie numerose e povere, tant'è che sono stati riportati, e non scritti, fatti che oggi fanno rabbrividire.
Si racconta che in alcune famiglie le scarpe venivano calzate da chi si alzava prima, e alcuni, del nucleo famigliare, restavano senza scarpe, e uscivano per il rione o ruga, scalzi.
da tante cose e scritti tramandati si evince che la vita era difficile, gli inverni erano lunghi e quando i raccolti erano scarsi si pativa anche la fame.
C'era, però, tanta solidarietà, tanta stima e c'erano i valori; come l'amicizia, il rispetto, la famiglia, l'onestà e l'educazione.
Poi, con l'avvento del progresso e dei beni da consumo, gli elettrodomestici, tutto, o quasi, è cambiato.
La televisione ha contribuito, all'inizio, a modificare anche gli usi e i costumi degli italiani, ma quello che ha rivoluzionato il nostro modo di vivere è stata la violenta ondata di tecnologia e di comunicazione, in particolare i social e la rete hanno fatto perdere il senso vero e reale del vivere.
Di fatto le nuove generazioni, quelle dal 90', hanno inteso vivere più in maniera virtuale che in maniera reale.
Oggi abbiamo perso, un po tutti, il senso reale del vivere secondo dei principi e dei valori che sono stati fondamenti e pilastri del passato.
Qualcuno osa affermare che siamo in un'era di decadentismo morale e culturale, in un teatro di finzioni e di prime donne: in politica, nel mondo del volontariato, nella scuola e per sino nella finanza.
Siamo in un periodo in cui contano, in maniera predominante, i soldi, chi ha è, e chi non ha non è nessuno. Questa fase, sempre secondo esperti e acuti ricercatori, dovrebbe farci approdare all'era dello spirito, all'era della consapevolezza.
Era che probabilmente non vedremo, ma abbiamo l'obbligo morale di contribuire ad accelerare le fasi per arrivare ad un periodo in cui ci sia più ascolto, più solidarietà, più condivisione ed inclusione, per dare alle nuove generazioni un mondo migliore.
C'è necessità di guardarsi negli occhi, di guardare al domani insieme, senza preclusioni o secondi fini, ma con un solo ed unico interesse quello di migliorare lo stato attuale, quello di credere in un futuro che ci si possa abbracciare per condividere i successi, le delusioni e non quello che si è creato in questo periodo di transizione, che ha acceso in maniera deleteria una miccia pericolosa e senza ritorno, fatta di sopraffazione e cattiveria, di sete di potere e di denaro.
E' necessario farsi una sacro santa analisi di coscienza, rimboccarsi le maniche e pensare come contribuire fattivamente ad una vera e concreta Rinascita.

Red. Blog
M. Parrilla



sabato 25 novembre 2017

METAMORFOSI

I mutamenti climatici in atto sono sotto gli occhi di tutti, 
ma non tutti sanno le cause per cui questi cambiamenti siano così veloci.
Non è difficile vedere pappagalli in Italia, appannaggio, un tempo, di zone calde come l'Africa.
Non è difficile trovare, nei nostri mari, pesci quasi tropicali.
Questa rapidità di cambiamento è dovuta principalmente ad un mutamento di clima globale, quasi nulla si può fare per arrestare questo fenomeno, e sono inutili i vari accordi che spostano troppo in la le date per poter diminuire l'emissione di gas serra nell'atmosfera.
Inutile è anche la differenziata, inutile è ricorrere a macchine meno inquinanti, inutile e adottare dei metodi e dei sistemi ormai vecchi.
Non è inutile prendere seriamente coscienza dello stato dell'arte e far crescere una cultura meno consumistica e più oculata, una cultura del rispetto della natura e la salvaguardia di ciò che abbiamo, facendo un lavoro certosino e lungo, che possa sfociare nel mare della consapevolezza e dell'oculatezza.
Non ci sono particolari ricette che possano fare tutto questo, ma c'è da affidarsi a quegli uomini e donne di buona volontà che credono che questa sia la strada maestra, la strada da perseguire.
I cambiamenti e le metamorfosi sono momenti di crisi, e ogni crisi è un momento di cambiamenti, spesso non indolori, non senza una vera sofferenza, perchè la crisi porta, quasi sempre, ad un miglioramento, ad una metamorfosi di adattamento, in questo l'uomo è molto bravo,l'uomo riesce,se pur lentamente, ad adattarsi ai cambiamenti, a trovare un punto d'equilibrio, un compromesso che gli consente di sopravvivere.

Tanti hanno, nel corso della loro vita, metamorfosi modificando il "modus operanti", modificano le loro abitudini, le loro mire, i propri amici.
Le metamorfosi sono mutamenti che non sempre sono positivi, anzi spesso sono negativi, ci si trova soli con se stessi e arrabbiati con il mondo intero.

Spesso, chi non è abituato ai cambiamenti, rischia dal punto di vista psicologico, cadendo in baratri senza ritorno, e si rimane ancorati al passato solo per auto gratificarsi
solo alcune cose non devono e non possono mutare; i valori, la dignità e i pilastri che reggono la società, le regole.
La verità è sempre nel centro e non è mai da una sola parte. Guardare avanti è la vera e unica strada da percorrere, e le metamorfosi sono necessarie se non indispensabili.


Romualdo Alimena
Red. Blog.

lunedì 20 novembre 2017

Approfondire.








Non riusciamo bene a comprendere come si possa criticare quando non si hanno le minime capacità e argomentazioni per farlo.
Piccola ma sostanziale premessa per trattare l'argomento in maniera più approfondita,impazza nel marasma e melma presente sui social il falso, la presunzione e in tanti si sentono autorizzati a criticare, anche senza argomenti, anche solo per partito preso o perchè ci si sente la verità in tasca
Tanti si sentono, sul palcoscenico dei social, come se fossero prime donne, capi comici o attori principali, riuscendo a far credere, ai più, la loro presunta conoscenza, la loro presunta cultura, le loro capacità...ma spesso è, purtroppo, esattamente il contrario.
C'è tanta superficialità nel periodo che viviamo, tanta presunzione e tantissima ignoranza, basta vedere qualcosa in rete perchè diventi verità, basta occupare una poltrona per sentirsi padrone assoluto, è sufficiente avere idee contrarie, a questi personaggi, per essere messi da parte, ma la verità è che Loro restano da soli, fanno terra bruciata attorno, accerchiandosi di damerini e minorenni, di servi e di lecchini, eliminando le menti pensanti, persone che avrebbero potuto aggiungere qualcosa in più, ma la storia, si sa, la fa chi arriva prima e soprattutto chi lascia un segno, chi include e non esclude, chi racconta la verità e chi crede realmente a ciò che si fa.
Chiunque deve rispettare le regole, deve rispettare gli altri, deve imporsi un modus operandi che possa includere l'ultimo, deve saper ascoltare e fare una sintesi, deve cedere per recuperare, deve non dire bugie per dignità personale e non si possono trarre conclusioni per empatie, per sentori ma per capacità.
Nessuno si senta chiamato in causa, nessuno pensi che trattiamo argomenti ad personam, non nutriamo sentimenti contro, ma solo pro, vorremmo una società migliore, vorremmo donne e uomini di buona volontà, capaci di guardare al futuro in maniera corale, senza secondi fini, senza interessi personali, senza avere velleità di carriera o altro.
In tutto ciò ci rendiamo perfettamente conto che il tutto è realizzabile con un cambio deciso di visione, un nuovo modo di guardare l'altro, con i suoi difetti e con i suoi talenti, augurandoci di creare il terreno per una rivoluzione culturale che richiede tempo e impegno, ma anche perseveranza e tenacia.

Resp. Blog
P.Benincasa




giovedì 9 novembre 2017

Origini di Bocchigliero




Abbiamo approfondito, molto, sulle origini del borgo di Bocchigliero. Abbiamo letto tutti i libri inerenti questa materia, e qui li citeremo.
Riteniamo molte ipotesi, sulle origini di Bocchigliero, assai fantasiose e soprattutto prive di documenti, solo ipotesi e deduzioni che, potrebbero anche non corrispondere al vero.
La lettura di molti testi, sulle origini del paese, fanno solo supposizioni, solo ipotesi e non ci danno un quadro esaustivo e veritiero sulla reale nascita del borgo.
Le notizie certe e documentate sono poche e, a volte, non molto chiare per comprendere con chiarezza storica-documentale quando Bocchigliero ebbe origini.
Alcune cose certe ci sono, come ad esempio il documento più antico che è stato trovato da Don Giuseppe Scafoglio al grande archivio di Napoli, questo è datato 1344, esattamente il 4 Gennaio 1344, esiste un contratto di permuta, tra il conte Carlo Ruffo da Montalto e Michele Cantone da Messina, ed è quest'ultimo a cedere al conte Ruffo; Bocchigliero, quello era il primo anno di regno di Giovanna, prima regina di Napoli prima di questo documento non abbiamo altri documenti ufficiali del paese, Poi abbiamo le chiese, una in particolare, la chiesa di S.Francesco ubicata  su di una collina detta " 'A colla e i latri" che dominava tutto il vecchio paese, "'A destra", che certamente è il primo insediamento del borgo.
Il primo vero ricercatore sulle origini di Bocchigliero è stato Don Giuseppe Scafoglio, era anche Prof. di storia, latino e geografia.
Egli, lo Scafoglio, esattamente il 1916, pubblicò un librettino sulla Madonna di Gesù, elevato in tempi recenti a Santuario Mariano.
In questo librettino dedica la prima parte alle origini del paese, e nello stesso periodo, il notaio Filippo Pugliesi stava lavorando ad un testo sulle origini del paese. Pubblicato nel 1936;" Ricerca sulla storia di Bocchigliero"
Ma andiamo con ordine, per farci un quadro esaustivo della cronistoria di Bocchigliero, tra ipotesi, storiografia, e storia vera e propria.Nel 1916, il Prof. Don Giuseppe Scafoglio pubblica questo libricino sulla Madonna di Gesu, o Madonna della Neve, e come dicevamo, la prima parte la dedica alla probabile origine di Bocchigliero.
Egli segnala, in questo librettino con meno di 80 pagine, utilissime notizie e con le poche certezze, riesce ad ipotizzare la nascita del borgo intorno all'anno 1000.
Egli, lo Scafoglio, attraverso le chiese, e alcuni dettagli di esse, riesce a capire che il nucleo abitativo nella "Destra, fu il primo ad essere abitato da diversi "casalini", che si erano creati intorno all'abitato, o al sito che sarebbe divenuto Bocchigliero.
Questi Casalini, nacquero, secondo Scafoglio e Fra Benedetto da Rossano, corista delle Riformate e lettore emerito, da alcuni abitanti di Campana,
Questi, spinti da un desiderio di esplorare terre fertili, si diressero ai confini del terreno di Campana,
Lo Scafoglio, così motivava la nascita dei primi Casalini.


"Doviziosa di territorio, Campana, però,
non trovava forze bastevoli in se stessa per
metterlo tutto in valore, dato l'esiguo nu-
mero dei suoi, i quali, per giunta,
vivevano agglomerati in un sol luogo; ed
il suolo aspro in parte, folto di selve, non
sempre facile ad essere percorso per le piene
dei torrenti.
In tale condizioni di cose, le zone più
lontane del territorio diventavano le meno
visitate e le più neglette."

C'è, a tale proposito, una tradizione orale,
bastava interrogare i vecchi del 1916, dice Scafoglio,
che raccontavano la storia simile al Frate Benedetto da Rossano,
e cioè che Bocchigliero nacque tenuta a battesimo da Campana,
anticamente, detta Kalasarna (o Calaserna e Caliserna) dal gergo popolare
Vero o falso noi non lo sappiamo, ma ci sembra che questa sia , tra quelle che abbiamo letto, la storia più realistica e forse corrisponde al vero, anche perchè, stando sempre alla lettura che da lo Scafoglio, Bocchigliero sarebbe nata intorno all'anno tra 1000/50.
Prova ne è la chiesa di San Francesco, sorta sulla "Colla e i latri"(Collina dei ladri), quasi a voler ascendere e arrivare in cielo, visto la posizione dell'abitato. "'A Destra", posta al riparo dai venti e esposta tra dove il sole nasce e muore.
Certamente, Don Giuseppe Scafoglio, non aveva alcun documento, oltre a quelli citati e, non si avventurò come invece fecero in tanti che hanno scritto sulla storia di Bocchigliero.
Il primo ad ipotizzare che Bocchigliero fosse la vecchia Arento, fu Filippo Pugliesi, di nobile famiglia, che nel suo libro " Ricerca sulla storia di Bocchigliero", fa tre ipotesi, ma si convince, e ne convince tanti, che Bocchigliero era la vecchia Arento, al punto che viene intitolata una piazza proprio ad Arento.
L'attuale P.zza Arento. Tutto ciò, purtroppo, senza una prova che documenti questa opportunità.
Poi è stata la volta del Prof. Rocco Giuseppe Greco, il quale, nel suo testo: BOCCHIGLIERO
"Cronistoria di una comunità calabrese tra brigantaggio e fame di terra", fa tante ipotesi e sminuisce altre ipotesi.
Ebbene su questo non siamo assolutamente d'accordo, non siamo d'accordo che Bocchigliero sia stata fondata dai Bruzi, non abbiamo nulla a tale proposito, ne tanto meno crediamo all'ipotesi che sia stata fondata dai Romani.
Le ragioni sono semplicissime, non abbiamo alcun documento che provi tutto ciò.
I Casalini, è vero, erano per lo più nomi di santi e monti, ma sono stati fondati prima dell'anno 1000, invece Bocchigliero è stato fondato, secondo noi, e i documenti lo dimostrano, intorno all'anno 1000/50, e allora si davano i nomi a seconda di cosa facessero gli abitanti.
Gli abitanti erano antichi costruttori di botti, da qui Bottigliero e quindi  Bocchigliero.
Questo lo afferma il Prof. Don. Giuseppe Scafoglio, che tutti citano, nei loro testi, ma che pochi conoscono veramente.
Altri si sono cementati nella storia di Bocchigliero, come il Prof. Alfonso Bastanzio.
Egli, nel suo testo " Bocchigliero:
Itinerario storico-archeologico-folkloristico", parla prevalentemente di questa città, Arento, una delle tante città nominate da tanti storici, ma mai rinvenuta, come tante altre, citate, e mai ritrovate.
Quando si parla delle origini di Bocchigliero, non si può sempre parlare di Arento, anche se era nel territorio di Bocchigliero, Bocchigliero va assolutamente distinto da Arento, e crediamo che Arento non era nel territorio di Bocchigliero, non abbiamo alcun documento che lo attesti, anzi si fa molta confusione tra gli storici, figurarsi fra amanti delle tradizioni locali.
Il prof. A.Bastanzio è un convinto sostenitore di Arento, ubicata in Basilicò, montagna di rimpetto "alla timpa e a Riforma", dove a più riprese sono emersi pezzi di epoca brettia-romana, e la chiesetta, che rimane ben poco, visto la non lungimiranza di amministratori che non si sono curati di salvaguardare quelle poche cose buone che c'erano. è stata costruita dai monaci Bizantini, i Basiliani.
ma a noi fare citazioni, o appoggiare questa o quella tesi non ci porta da nessuna parte,
Vorremmo solo capire quali di queste ipotesi e supportata da reali documenti?.
Noi su questo siamo intransigenti.
Nel testo, del Prof. A. Bastanzio, addirittura si ipotizza la greco Arento, la brettia Arento e la romana Arento, tutto ciò supportato da nulla, supposizioni e voli pindarici.
Noi non possiamo accettare che la genesi di Arento sia Bocchigliero.
Vorremmo attraverso questo blog, lanciare un confronto, un dibattito o in semplice convivio, per avere chiarezza su tanti aspetti del nostro amatissimo Borgo.
Siamo ormai quasi al nono anno di vita del Blog, in buona parte dedicato al Prof. Don Giuseppe Scafoglio, morto il 29 Luglio 1936, e non il 1932, come riporta la lapide al cimitero.(A.Bastanzio)
Anche perchè, Scafoglio, insegnò a Rimini sino al Giugno del 1936.
Ovviamente di ciò che andiamo affermando abbiamo documenti che ne provano la veridicità.
Ma torniamo a questa breve cronistoria documentata di Bocchigliero.
In ordine cronologico abbiamo letto il lavoro fatto a sei mani da; Ciccio Filippelli, Ludovico Aurea e il Dott. Nicola Papparella. Bocchigliero dall'antichità ai giorni nostri tra storia e storiografia.
Nelle due prefazioni, di Carlo Barresi e del Sindaco  del 2010 Luigi De Vincenti,ci ha colpito un participio passato usato da entrambi nella loro prefazione, "documentato", e da questo noi ci aspettavamo che, finalmente, avremmo conosciuto le vere e "documentate" origini del Borgo.
Pregevole il lavoro di raccolta dei documenti, fatta da Ciccio Filippelli e da Ludovico Aurea, i quali,però, quando parlano dell'immagine ritrovata in Basilicò, (pag.271), fanno una confusione enorme, che qui vorremmo chiarire.

1) la colla dei ladri, è la collina di S. Francesco e non l'attuale piazza del Popolo


2) L'attuale chiesa di S. Francesco, era dedicata alla Vergine Immacolata, un tempo chiesa matrice.


3) La chiesa della Concezione è una chiesa di cui non si conoscono le origini.


Ma torniamo alle origini del Borgo, che purtroppo il testo non chiarisce affatto, anzi complica ancora, come se ce ne fosse bisogno.
Quando (pag. 274) si parla della fondazione di Bocchigliero si dice così: "Intorno all'ottocento novecento (non sappiamo cosa vogliono dire) pensiamo (800 A.c. o 900 A.c.)
Attenzione a quando si riportono notizie, perchè abbiamo notato, in tutti quelli che hanno scritto sulle origini di Bocchigliero, regna sovrana una grande confusione.
Ribadiamo la disponibilità di fare un convivio un dibattito aperto su questo argomento.

"Quando è stato fondato Bocchigliero?"


Resp. Blog
P. Benincasa








martedì 7 novembre 2017

Trampolieri, giocolieri e mezze cartucce.






Avevamo pubblicato questo post più di un anno addietro, siccome ci sembra ancora attuale, noi, ve lo riproponiamo. 

Non tutti conoscono l'arte nobile dei trampolieri, affonda le sue radici nel mondo circense, e oggi esistono vere scuole, per imparare ad andare sui trampoli.
I trampolieri, oggi, si guadagnano da vivere in svariati modi, anche per le vie di importanti e turistiche città, non è difficile incontrarne tra le città d'arte, tra piccoli borghi turistici o anche in gruppi che esprimono lo spirito circense.
Spesso vicino ai trampolieri ci sono i giocolieri, quelli che fanno girare le palline per aria o i birilli del bowling, quelli che, con un sorriso stampato in viso sono sempre presenti nei circhi.
Oggi più che mai, trampolieri e giocolieri sono presenti nella vita pubblica,  spesso sono anche in Amministrazioni, Associazioni e su sedie importanti.
I trampolieri sono quelli che nella loro vita non hanno mai realizzato nulla, e si trovano catapultati a dirigere, o far parte di una locale Amministrazione, e quindi salgono su trampoli virtuali e per questo si sentono più in alto del popolo.
Loro, i trampolieri della politica, dimenticano, quasi subito, le promesse fatte, i programmi presentati in campagna elettorale, gli obiettivi che dovevano puntare al bene comune, dimenticano persino la parola data a vecchi amici, in poche parole di questi trampolieri la politica, soprattutto, Amministrativa ne è colma,
ma non solo, ci sono tanti Giocolieri, dietro i trampolieri, giocolieri che giocano con false promesse e danno consenso per atti illegali a danno della collettività, forse, anzi certamente i giocolieri sono molto più pericolosi, sono quelli che stanno sulla lama del rasoio tra atti legali e illegali, coprendo, con il loro sorriso stampato in viso, come i veri giocolieri, le loro bugie.
Spesso, i giocolieri, riescono a giocare su due tavoli, e nel momento opportuno, per loro, scelgono quasi sempre il Trampoliere, anche se lo denigrano alle spalle, anche se mirano a diventare i trampolieri di domani, rosicchiando giorno per giorno il fragile e virtuale materiale dei trampoli.
In fine un posto di rilievo del sotto bosco è occupato dalle mezze cartucce, o mezzi uomini.
Questi, purtroppo, sono in tanti e navigano nel mondo sotto i giocolieri e i trampolieri, dipendono e pendono dalle loro labbra, non contraddicono, quasi mai, i giocolieri e assolutamente mai i trampolieri.
Ma  questi, le mezze cartucce, sono pericolosissimi e avidi di dimostrate agli altri il loro falso buonismo,le loro falsa capacità organizzativa, la loro falsa voglia di prodigarsi per il luogo e cercano di nascondere la loro ipocrisia, spesso, ma non sempre, ci riescono.
Non è complicato riconoscerli, basta andare indietro nel tempo ed analizzare la loro vita, e ci si accorge che le mezze cartucce sono sempre, o quasi, dalla parte dei vincitori.



Red. Blog Ivan Caputo