E' veramente e sinceramente triste, sentirsi additare come colui o coloro che vogliono " Chiudere la bocca": " E stai provando anche con me a chiudermi la bocca!!".
No assolutamente sei fuori strada, io, Noi non vogliamo chiudere la bocca a nessuno, tanto meno a chi vive lontano dal nostro Borgo,
e forse lo vive in maniera diversa da chi lo vive quotidianamente o anche solo nei fine settimana.Vorremmo, al contrario, farvi partecipe di quello che si sta sviluppando a Bocchigliero, anche e solo ad opera di pochi, che ancora credono in una rivitalizzazione del luogo natio.
Per questo, e tanto altro, vorremmo coinvolgere Voi che siete lontani in questo Progetto e tentativo di creare delle opportunità, per un reale, concreto e possibile sviluppo, sviluppo che passa anche attraverso Voi che siete lontani, ma vicinissimi al Borgo natio;con il cuore e con i ricordi che ci, e vi hanno resi Uomini di sentimento e di amore per le cose semplici: 'A ruga, 'a partitella alle carte, 'a caminata ccù l'amicu e i ricordi struggenti d'infanzia o i tanti ricordi indelebili che sono dentro ognuno di noi.
Nessuno deve fare a meno dell'altro, forse sono stato frainteso, forse non riesco,e adesso non riusciamo a trasmettervi quello che stiamo progettando e anche eseguendo.
Da poco più di tre mesi è nata, a Bocchigliero, una nuova Associazione, diretta, ne è il Presidente, da Francesco Tucci; Ass. Socio Culturale Vucchigliari, con un gruppo di uomini e donne che credono fortemente alla reale possibilità di investire tempo,passione e convinzione per una rinascita sostenibile, solidale,sociale e culturale del nostro paese natio, ma anche il paese dei nostri genitori e dei nostri nonni, in poche parole il luogo delle nostre origini, il luogo delle nostre radici.
Desideriamo che questo Borgo, ormai quasi spopolato,non muoia, non rientri in quei Borghi fantasmi, in quei posti totalmente spopolati.
In mente mi torna Roghudi (rc), Borgo alle pendici dell'Aspromonte,abbandonato per un alluvione che spazzò via mezzo paese e il ponte che lo collegava ad una strada provinciale.
Oggi tanti paesi si stanno spopolando per tantissimi motivi e qualcuno che tenta la carta dell'accoglienza, come Riace, si imbatte in irregolarità formali e non sostanziali.
Vorremmo farvi partecipe di quello che stiamo facendo da quando siamo nati.
L'Associazione nasce come gruppo e come sostegno, supporto e contributo ai progetti che da anni sono sul tappeto; di vecchie e nuove Amministrazioni, che probabilmente non credono a strade, forse in salita, ma uniche per una seria e concreta rivitalizzazione sociale e culturale ma probabilmente anche ricaduta di immagine ed economica del Borgo, che si trova su una delle ultime pendici che dolcemente vanno verso il mare che ha contribuito a darci radici e cultura, storia e coraggio; il mare dei Greci.
Greci che, sulle nostre assolate marine, hanno fondato città come Crotone o Sibari e hanno dato le fondamenta a questo lembo italico che non ha saputo sfruttare e vendersi per quello che è stato e probabilmente lo è ancora, questa terra chiamata Calabria.
Ma torniamo al contributo fattivo, tangibile e concreto che tutti dobbiamo e possiamo dare.
A decisione unanime il Direttivo dell'Associazione ha intrapreso una strada che passa attraverso sinergie che siano esse Sociali, Culturali e anche Economiche.
Stiamo ricostruendo una filiera;la filiera del grano per il suo pagano e sacro utilizzo.
Infatti durante la celebrazione della festività di S. Rocco, la nostra associazione ha voluto fortemente costruire e metterlo all'incanto un Maio, questo perchè, essendo il Maio fatto principalmente di biscotti, con il fiore della farina, abbiamo indagato e ricercato questa antica tradizione del Maio, scoprendo che si tratta di ex-voto, e anche un ringraziamento per il buon raccolto.
Tanti anni addietro, durante alcune processioni, si portavano i Maji in processione, e una persona, di Bocchigliero, parlò, in alcuni articoli, dei Maji, articoli pubblicati su riviste di respiro nazionale.
Si costruivano tanti Maji, anche in numero superiore a venti, e venivano portati in processione per le vie del Borgo.
Quando i Maji, venivano offerti alla Banda Musicale locale questa si recava da chi aveva offerto loro il Maio e veniva trattato come il santo, con la musica veniva accompagnato verso la via principale del paese.
Oltre ai Maji, fatti con il più nobile dei frutti della terra: il grano, c'è una tradizione dedicata a S. Lucia, dove ritorna il grano, infatti il giorno della vigilia e il 13 Dicembre, giorno appunto dedicato alla Santa siciliana, si mangia la Cuccìa, preparata in contenitori di terracotta, "pignate",al fuoco, questa pietanza si serve a fine pasto, quasi come un dolce, al grano cotto, quasi a forma di occhio, viene aggiunto il mosto cotto e diventa un piatto particolarmente gradito ai bambini, ma non solo.
Tradizioni che vanno sparendo, Noi non vogliamo che questo succeda, non vogliamo vedere il nostro luogo natio divenire uno dei tanti Borghi spopolati, abbandonati e quindi perdere per sempre i nostri ricordi, le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra unicità.
desideriamo coinvolgervi per essere partecipe della nostra rinascita, della risalita, che certamente sarà faticosa, impervia e lunga, ma vogliamo, insieme a voi, tentare questa carta che noi crediamo vincente, per dare lustro ad un luogo che non può essere dimenticato.
Non siamo in tanti, ma crediamo fortemente che insieme si possa Rinascere.
Potete contribuire con suggerimenti, progetti, partecipando anche economicamente ai progetti in cantiere.
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| 21 Agosto 2018 |
Resp. Blog
P. Benincasa







