venerdì 26 ottobre 2018

IMMIGRATO!!





E' veramente e sinceramente triste, sentirsi additare come colui o coloro che vogliono " Chiudere la bocca": " E stai provando anche con me a chiudermi la bocca!!".
No assolutamente sei fuori strada, io, Noi non vogliamo chiudere la bocca a nessuno, tanto meno a chi vive lontano dal nostro Borgo,
e forse lo vive in maniera diversa da chi lo vive quotidianamente o anche solo nei fine settimana.
Vorremmo, al contrario, farvi partecipe di quello che si sta sviluppando a Bocchigliero, anche e solo ad opera di pochi, che ancora credono in una rivitalizzazione del luogo natio.
Per questo, e  tanto altro, vorremmo coinvolgere Voi che siete lontani in questo Progetto e tentativo di creare delle opportunità, per un reale, concreto e possibile sviluppo, sviluppo che passa anche attraverso Voi che siete lontani, ma vicinissimi al Borgo natio;con il cuore e con i ricordi che ci, e vi hanno resi Uomini di sentimento e di amore per le cose semplici: 'A ruga, 'a partitella alle carte, 'a caminata ccù l'amicu e i ricordi struggenti d'infanzia o i tanti ricordi indelebili che sono dentro ognuno di noi.
Nessuno deve fare a meno dell'altro, forse sono stato frainteso, forse non riesco,e adesso non riusciamo a trasmettervi quello che stiamo progettando e anche eseguendo.
Da poco più di tre mesi è nata, a Bocchigliero, una nuova Associazione, diretta, ne è il Presidente, da Francesco Tucci; Ass. Socio Culturale Vucchigliari, con un gruppo di uomini e donne che credono fortemente alla reale possibilità di investire tempo,passione e convinzione per una rinascita sostenibile, solidale,sociale e culturale del nostro paese natio, ma anche il paese dei nostri genitori e dei nostri nonni, in poche parole il luogo delle nostre origini, il luogo delle nostre radici.
Desideriamo che questo Borgo, ormai quasi spopolato,non muoia, non rientri in quei Borghi fantasmi, in quei posti totalmente spopolati.
In mente mi torna Roghudi (rc), Borgo alle pendici dell'Aspromonte,abbandonato per un alluvione che spazzò via mezzo paese e il ponte che lo collegava ad una strada provinciale.
Oggi tanti paesi si stanno spopolando per tantissimi motivi e qualcuno che tenta la carta dell'accoglienza, come Riace, si imbatte in irregolarità formali e non sostanziali.
Vorremmo farvi partecipe di quello che stiamo facendo da quando siamo nati.
L'Associazione nasce come gruppo e come sostegno, supporto e contributo ai progetti che da anni sono sul tappeto; di vecchie e nuove Amministrazioni, che probabilmente non credono a strade, forse in salita, ma uniche per una seria e concreta rivitalizzazione sociale e culturale ma probabilmente anche ricaduta di immagine ed economica del Borgo, che si trova su una delle ultime pendici che dolcemente vanno  verso il mare che ha contribuito a darci radici e cultura, storia e coraggio; il mare dei Greci.
Greci che, sulle nostre assolate marine, hanno fondato città come Crotone o Sibari e hanno dato le fondamenta a questo lembo italico che non ha saputo sfruttare e vendersi per quello che è stato e probabilmente lo è ancora, questa terra chiamata Calabria.
Ma torniamo al contributo fattivo, tangibile e concreto che tutti dobbiamo e possiamo dare.
A decisione unanime il Direttivo dell'Associazione ha intrapreso una strada che passa attraverso sinergie che siano esse Sociali, Culturali e anche Economiche.
Stiamo ricostruendo una filiera;la filiera del grano per il suo pagano e sacro utilizzo.
Infatti durante la celebrazione della festività di S. Rocco, la nostra associazione ha voluto fortemente costruire e metterlo all'incanto un Maio, questo perchè, essendo il Maio fatto principalmente di biscotti, con il fiore della farina, abbiamo indagato e ricercato questa antica tradizione del Maio, scoprendo che si tratta di ex-voto, e anche un ringraziamento per il buon raccolto.
Tanti anni addietro, durante alcune processioni, si portavano i Maji in processione, e una persona, di Bocchigliero, parlò, in alcuni articoli, dei Maji, articoli pubblicati su riviste di respiro nazionale.
Si costruivano tanti Maji, anche in numero superiore a venti, e venivano portati in processione per le vie del Borgo.
Quando i Maji, venivano offerti alla Banda Musicale locale questa si recava da chi aveva offerto loro il Maio e veniva trattato come il santo, con la musica veniva accompagnato verso la via principale del paese.
Oltre ai Maji, fatti con il più nobile dei frutti della terra: il grano, c'è una tradizione dedicata a S. Lucia, dove ritorna il grano, infatti il giorno della vigilia e il 13 Dicembre, giorno appunto dedicato alla Santa siciliana, si mangia la Cuccìa, preparata in contenitori di terracotta, "pignate",al fuoco, questa pietanza si serve a fine pasto, quasi come un dolce, al grano cotto, quasi a forma di occhio, viene aggiunto il mosto cotto e diventa un piatto particolarmente gradito ai bambini, ma non solo.
Tradizioni che vanno sparendo, Noi non vogliamo che questo succeda, non vogliamo vedere il nostro luogo natio divenire uno dei tanti Borghi spopolati, abbandonati e quindi perdere per sempre i nostri ricordi, le nostre tradizioni, la nostra storia e la nostra unicità.
desideriamo coinvolgervi per essere partecipe della nostra rinascita, della risalita, che certamente sarà faticosa, impervia e lunga, ma vogliamo, insieme a voi, tentare questa carta che noi crediamo vincente, per dare lustro ad un luogo che non può essere dimenticato.
Non siamo in tanti, ma crediamo fortemente che insieme si possa Rinascere.
Potete contribuire con suggerimenti, progetti, partecipando anche economicamente ai progetti in cantiere.
21 Agosto 2018
Noi accettiamo chiunque sia disposto ad essere parte attiva e propositiva all'interno della nostra e vostra Associazione, non a caso denominata VUCCHIGLIARI.


Resp. Blog
P. Benincasa

venerdì 12 ottobre 2018

Autunno Caldo!


Autunno Caldo 1969


Questo è, di fatto, un caldissimo Autunno, ricco di preparazioni per le future battaglie: sociali, culturali e politiche.
Le tragedie si susseguono come se stesse arrivando l'Apocalisse, la fine del mondo, siamo invasi dalla plastica, dallo smog e dal forte ed inarrestabile riscaldamento della Terra.
Sembra che stia arrivando ad una fase in cui ha necessità di rigenerarsi attraverso terremoti, alluvioni e inondazioni con conseguenze catastrofiche, è, per Madre Terra, una necessità fisiologica, indispensabile per rendere l'uomo più rispettoso di questo Paradiso che è la Terra.
Ma torniamo a quello che bolle in pentola per le prossime tornate elettorali.
Il plurale è d'uopo, anche perchè si voterà per il rinnovo del Parlamento Europeo, per alcune Regioni e per tantissimi Comuni.
Sarà una tornata elettorale dove si combatterà sino all'ultimo colpo, all'ultima offesa, anche personale, per governare, per avere una delle armi più potenti che l'Uomo abbia mai posseduto: il Potere, per poi,  presto, dimenticarsi delle promesse o dei programmi promessi ai "sudditi cittadini"durante la campagna elettorale.
Questo dovrà finire, dovrà prevalere l'interesse comune, sull'interesse personale, l'onestà intellettuale sulle associazione criminali che hanno minato le fondamenta dei valori costruiti in millenni di storia. 
C'è aria di Nuovo nel vento di Ottobre, anche se ancora lo scirocco africano non ci molla, anche se la sera le temperature si abbassano drasticamente, dando vita a fenomeni come la nebbia e di conseguenza un forte tasso di umidità.


Le coscienze muteranno solo nell'Era dello Spirito, quando si abbandoneranno alcuni modelli e si utilizzeranno e sperimentando nuove e corrette strade di totale compatibilità con l'Ambiente, dando risaldo al bello reale, alla vera conoscenza della Storia e del passato dell'Uomo, per sapere da dove veniamo e dove andremo!  
Sarà abbondante il necessario, abbandonando l'inutile e il superfluo, che non ci ha mai reso Felici, al più ci ha soddisfatto solo per il gusto di possedere, consumare e non Amare.
La virata dovrà essere brusca ed immediata, per riuscire a frenare questo inarrestabile declino, che non è solo un declino dovuto all'inquinamento, ma anche ad un declino morale, sociale e culturale, è necessario che si creano nuove coscienze, che alcuni falsi valori vengano rinnegati e si smetta di credere che il modello consumistico porti alla Felicità, così come ci hanno fatto credere, questo e tanto ancora ci ha voluto trasmettere il calabrese di spirito profetico dotato: Gioacchino da Fiore, vissuto nel tardo medio evo.
Il frate, nato a Celico (cs), 1130/ 1145, e morto il 30 Marzo 1202, a Pietrafitta (cs),
profetizzò l'Era dello Spirito, l'era finale, in cui l'Uomo dovrà redimersi e puntare con convinzione all'essere e non più all'apparire, dovrà arricchirsi di conoscenza, valori e verità spirituale, per elevarsi e trovare il giusto posto sulla Terra, che sia in simbiosi amorevole e sostenibile, riuscendo a lasciare, alle future generazioni una Terra migliore, un pianeta che si possa considerare "Paradiso in Terra".
I tempi sono maturi, ma non immediati, è necessario, oggi, prenderne consapevolezza, lo fanno già in tanti, e sposare l'era dello Spirito.

Resp. Blog
P. Benincasa

Gioacchino da Fiore



martedì 2 ottobre 2018

Il mito di Demetra e Persefone







Demetra, figlia di Crono e di Rea era la madre di Persefone(Core), avuta dal fratello Zeus.
Un giorno Persefone, mentre coglieva dei fiori con altre compagne si allontanò dal gruppo e all'improvviso la terra si aprì e dal profondo degli abissi apparve Ade, dio dell'oltretomba e signore dei morti che la rapiva perchè da tempo innamorato di lei. Il rapimento si era compiuto grazie al volere di Zeus che aveva dato il suo consenso ad Ade per compiere la violenta azione amorosa.
Demetra, accortasi che Persefone era scomparsa, per nove giorni corse per tutto il mondo alla ricerca della figlia sino alle più remote regioni della terra. Ma per quanto cercasse, non riusciva ne a trovarla, ne ad avere notizie del suo rapimento.
All'alba del decimo giorno venne in suo aiuto Ecate, che aveva udito le urla disperate della fanciulla mentre veniva rapita ma non aveva fatto in tempo a vedere il volto del rapitore, che suggerì a Demetra di chiedere ad Elios, il Sole. E così fu. Questi disse a Demetra che a rapire la figlia era stato Ade.
Inutile descrivere la rabbia e l'angoscia di Demetra, tradita dalla sua stessa famiglia di olimpici. Demetra abbandonò l'Olimpo e per vendicarsi, decise che la terra non avrebbe più dato frutti ai mortali così la razza umana si sarebbe estinta nella carestia. In questo modo gli dei non avrebbero più potuto ricevere i sacrifici votivi degli uomini di cui erano tanto orgogliosi.
Si mise quindi la dea a vagare per il mondo per cercare di soffocare la sua disperazione, sorda ai lamenti degli dei e dei mortali che già assaporavano l'amaro gusto della carestia.
Il suo pellegrinaggio la portò ad Eleusi, in Attica, sotto le spoglie di una vecchia, dove regnava il re Celeo con la sua sposa Metanira. Demetra fu accolta benevolmente nella loro casa e divenne la nutrice del figlio del re, Demofonte.
Col tempo Demetra si affezionò al fanciullo che faceva crescere come un dio, nutrendolo, all'insaputa dei genitori, con la divina ambrosia, il nettare degli dei. Attraverso Demofonte la dea riusciva in questo modo a saziare il suo istinto materno, soffocando il dolore per la perduta figlia. Decise anche di donare a Demofonte l'immortalità e di renderlo pertanto simile ad un dio ma, mentre era intenta a compiere i riti necessari, fu scoperta da Metanira, la madre di Demofonte. A quel punto Demetra, abbandonò le vesti di vecchia e si manifestò in tutta la sua divinità facendo risplendere la reggia della sua luce divina.
Delusa dai mortali che non avevano gradito il dono che voleva fare a Demofonte, si rifugiò presso sulla sommità del monte Callicoro dove gli stessi Eleusini gli avevano nel frattempo edificato un tempio.
Il dolore per la scomparsa della figlia, adesso che non c'era più Demofonte a distrarla, ricominciò a farsi sentire più forte che mai e a nulla valevano le suppliche dei mortali che nel frattempo venivano decimanti dalla carestia.
Alla fine Zeus, costretto a cedere alle suppliche dei mortali e degli stessi dei, inviò Ermes, il messaggero degli dei, nell'oltretomba da Ade, per ordinargli di rendere Persefone alla madre. Ade, inaspettatamente, non recriminò alla decisione di Zeus ma anzi esortò Persefone a fare ritorno dalla madre. L'inganno era in agguato. Infatti Ade, prima che la sua dolce sposa salisse sul cocchio di Ermes, fece mangiare a Persefone un seme di melograno, compiendo in questo modo il prodigio che le avrebbe impedito di rimanere per sempre nel regno della luce.
Grande fu la commozione di Demetra quando rivide la figlia ed in quello stesso istante, la terrà ritornò fertile ed il mondo riprese a godere dei suoi doni.
Solo più tardi Demetra scoprì l'inganno teso da Ade: avendo Persefone mangiato il seme di melograno nel regno dei morti, era costretta a farvi ritorno, ogni anno, per un lungo periodo. Questo infatti era il volere di Zeus.
Fu così allora che Demetra decretò che nei sei mesi che Persefone fosse stata nel regno dei morti, nel mondo sarebbe calato il freddo e la natura si sarebbe addormentata, dando origine all'autunno e all'inverno, mentre nei restanti sei mesi la terra sarebbe rifiorita, dando origine alla primavera e all'estate

DemetraFiglia di Crono e di Rea e quindi sorella di Zeus, è nella mitologia greca la dea delle piante e dei cereali, patrona della fertilità del suolo e della fecondità femminile. Ebbe due figli: Persefone dal fratello Zeus e Pluto (dio delle ricchezze) dal mortale Iasione. Oltre questi ebbe anche il cavallo Arione dal fratello Poseidone.
Nella mitologia latina è identificata con Cerere, dea della vegetazione e delle biade il cui culto veniva festeggiato nelle feste cosiddette "cerialia" dove venivano sacrificate delle scrofe, a lei sacre e si offrivano le primizie dei campi.



EliosFiglio del Titano Iperione e di Teia (o di Eurifaesse, secondo Omero), era fratello di Selene (la luna) e di Eos (l'Aurora). Aveva il compito di portare la luce agli uomini e per questo scopo percorreva il cielo da Oriente ad Occidente a bordo di un cocchio d'oro trainato da quattro destrieri mentre il ritorno, da occidente ad oriente, lo percorreva a bordo di una nave d'oro.
Era considerato nemico dei malfattori perchè vedeva ogni cosa ed il suo nome era invocato nei giuramenti.
Sposò l'Oceanina Perseide da cui ebbe Eete (padre di Medea) e Circe e numerosi altri figli

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