sabato 29 aprile 2017

No Profit e Associazionismo.





Fare associazione, oggi, è un compito arduo e difficile per il Sud, che non conosce a sufficienza le regole basilari delle Associazioni No Profit.
Tra le altre cose, Noi calabresi, siamo egocentrici e poco abituati al gruppo, e non rispettiamo, quasi mai, le regole che gli statuti delle No Profit hanno.
Sono punti, quelli dello Statuto, che vengono presi dal codice civile, e vanno rispettati.
Nessuno, tanto meno il presidente, non può e non deve prendere iniziative decisionali senza essersi consultato con il C.D.A. e una associazione che si rispetta deve avere un organo di controllo che è il Collegio Sindacale o i Probiviri
Sopra ogni Organo c'è l'Assemblea dei Soci, che può deliberare per questioni ordinarie e straordinarie.
In poche parole le Associazioni sono fatte da gruppi di persone con obiettivi comuni; da un Presidente che propone e da un C.D.A. che delibera e approva o boccia, tutti i componenti una associazione possono proporre progetti e programmi per il bene dell'Associazione.
Nessuno può decidere qualche cosa che non sia stata vagliata, discussa e approvata dal C.D.A., inoltre nessun componente il C.D.A. può essere estromesso dalla sua carica senza l'approvazione dell'intero C.D.A., oppure la eventuale richiesta, motivata, va portata all'attenzione del Collegio Sindacale, che è l'organo vigilante dell'intera Associazione.
Il Presidente,è il legale  legale rappresentate dell'Associazione, ha l'obbligo di interagire con l'esterno, Istituzioni, Organismi Regionali, Nazionali ed Europei.
Inoltre, un Presidente propone una linea, o più linee guida da perseguire, sempre con l'avallo del Consiglio Direttivo o C.D.A. (Consiglio Di Amministrazione).
Cambiamo modo di vedere le Associazioni No Profit, che sono un grande strumento di sviluppo Culturale, Sociale e Aggregativo.
Da soli non si è nessuno, in gruppo si è una forza dirompente, è da questi semplici punti che bisogna modificare il nostro Modus Operandi, e guardare al futuro insieme.


Red. Blog M. Parrilla.



















domenica 23 aprile 2017

Appello! Accorato.




Nei nostri ultimi post parlavamo di cambiare modo di pensare, cambiare visuale, una rivoluzione culturale che sta attraversando l'intera Calabria e in generale tutto il Sud, dell'Italia, la Puglia e la Campania sono avanguardiste e lungimiranti per le eccellenze culturali e sanitarie, Università di ricerche, e ospedali con annesse le facoltà mediche, ma la terra Calabra ha le menti lungimiranti e orgogliose di essere Calabresi, Ho conosciuto il Presidente del Parco Nazionale Aspromonte, e i pensieri, i progetti sono per una Calabria diversa che abbia, finalmente, il coraggio di rimboccarsi le maniche e cercare le cose migliori per il domani, che quotidianamente ripetiamo; Cultura, Sinergie, Progetti e Sviluppo Bio sostenibile per rivitalizzare le peculiarità del territorio che ha fortissime vocazioni naturali, sia dal punto di vista morfologico che climatico.
La Calabria ha oltre 800 chilometri di costa e..dal mare si arriva in mezz'ora in montagna.
Resp. Blog
Piero Benincasa



Giuseppe Bombino,Presidente Parco Nazionale Aspromonte


Accorato appello del Presidente del Parco Nazionale Aspromonte, che facciamo anche nostro!


da Giuseppe Bombino *
Col progressivo solidificarsi della “crisi” della politica, si accresce, nella ossatura della nostra Calabria, un fenomeno che potremmo definire curioso se non avesse le sue logiche spiegazioni. Anziché aumentare il numero dei componenti e degli uomini dotati di facoltà spiccate e di salda cultura, il “sistema” assorbe un certo numero di ciarlatani, di oneste mediocrità e di individui che a scuola sedevano sempre all’ultimo banco.
Ah, se avessimo poggiato le mani e gli occhi sulle scritture di Cassiodoro e di Barlaam, di Leonzio Pilato e di Galeazzo di Tarsia, che incisero l’immagine universale della Calabria; avremmo di certo messo un’intera “classe dirigente” faccia al muro, oppure in castigo dietro la lavagna. E me per primo, che m’accingo a protestare, e invece non ho saputo disegnare neanche il ritratto di mia madre.
Ora, se chi agita nell’aria non più di 20 o 30 vocaboli può persuadere una folla, se la mediocrità onesta può avere un contrappeso considerevole, questo fenomeno può essere, tuttavia, l’indizio rivelatore di una pericolosa mentalità che tende a contrapporre l’imbonitore al saggio, l’innocuo mediocre all’autonomo intellettuale. Ecco a cosa bisogna stare attenti: al culto dell’incompetenza quale valore espressivo di onestà.
Null’altro abbiamo da dire, se non che degli illustri Padri del Pensiero e delle Azioni che sono patrimonio culturale dell’intera umanità di Calabria si dovrebbe tornare a parlare. Poiché è dalla portata di tali principi e di tali valori, dalle opere loro, dall’ordinamento di quelli che noi abbiamo tratto forza ed elevazione nella storia.
Accorrete intellettuali calabresi, scrittori e poeti d’ogni contrada. Veniteci in soccorso, ché la carta vegetale chiama le vostre penne, come la terra l’aratro. Voi avete il dovere di compiere l’azione spirituale della storia di questa Calabria e di questa Città; e senza misurare lo sforzo, senza sosta e appello, dovete sostenere il processo di elevazione dall’ombra dell’oblio, dall’immotivato ed inesistente vuoto culturale, che ha nel tempo giustificato e consentito la tessitura di un silenzio tramato convenientemente per annullare e soggiogare la forza e la dignità del nostro popolo calabrese e reggino. Poiché l’unica politica da cui trarre ispirazione è, oggi, quella che mette in campo gli uomini di pensiero che ben sanno agire. Ecco perché imploriamo l’opera dell’arguto e sottile intellettuale, dello studioso abile e appassionato, di colui che componeva e costruiva il dibattito culturale.
Ci faccia sentire la sua voce, il pensatore, la sua ansia mentale, la sua passione, la sua saggezza e conoscenza; scuota i torpori e scardini i blocchi imposti al grandioso movimento culturale che sottende la formazione della Calabria e della Città Stato Reggio, rallentata e deturpata dall’inganno.
Dove siete, allora, Bernardino Telesio, Tommaso Campanella e Gioacchino da Fiore, che col vostro Spirito speraste di formare le menti e di comporre i valori dei governanti. Nelle ariose biblioteche mai entrarono molti dei nostri mediocri politici a cercare i vostri edifici d’inchiostro, ché se l’avessero veduti avrebbero almeno messo dopo il punto la lettera maiuscola. Del fascino della vostra oratoria che conquista e pesantemente condiziona, attendiamo il verbo della lectio, nella consapevolezza di essere noi stessi discendenza di quell’alto magistero che seppe guardare oltre. Voi, d’altronde, anticipaste la storia e i suoi fenomeni, mentre noi confidiamo ancora nella ricerca di qualcuno che indovini cosa c’è dietro l’angolo.
A Corrado Alvaro, Mario La Cava e Saverio Strati, a Domenico Giampaolo e Fortunato Seminara, chiediamo di mostrarci ancora quella luce che ha spostato il peso delle epoche, che ha rimosso l’ingombro delle opache polveri del tempo e dissolto le ambiguità di quelle convenienze storiografiche che hanno gettato nell’oscurità il processo di crescita e di affermazione di un intero popolo e della Calabria. A loro noi domandiamo di darci da quel tempo il nostro tempo; viaggino da soli nelle singole meditazioni, nelle individuali considerazioni; ma terminata la loro creativa e intima elaborazione siano guida, amici e pungenti interpreti della quotidiana impresa umana.
A voi tutti, scrittori nati e non ancora venuti al mondo, noi vi chiediamo quante mani e quanti occhi di governanti calabresi sentiste scorrere sulle copertine dei vostri libri e, tra questi, quanti di coloro che prima di pretendere di guidarci avrebbero bisogno di imparare a leggere. Con quegli uomini di razza e d’ingegno, che con taglio epigrafico e sentenzioso elaborarono i mali e le preghiere della nostra Calabria, noi vorremmo contrastare l’imperante rigurgito che di continuo sbava sulla storia, la nostra, che per la vastità dei suoi contenuti e dei suoi personaggi, attende di offuscare quella ufficiale e di spostare il baricentro della sua narrazione. Con loro vorremmo comprendere quali mirabili visioni e quali salvifiche proiezioni siano state concepite per la Calabria e per la Città Metropolitana di Reggio nella prospettiva del Mezzogiorno, dell’Italia, del Mediterraneo e dell’Europa. Forse i nostri campioni di cultura ci hanno parlato e mostrato la linea di un camminamento … ma noi non abbiamo ancora compreso.
Senza di loro la Calabria non può essere capita; senza di loro la Calabria, nelle mani di tanti scadenti dirigenti, sarà solo una “conseguenza fisiologica ed ambientale”, presa in trappola dalla retorica e dall’improvvisazione. Per adesso “si recita a soggetto”. E’ il teatro che entra nel teatro, e quando gli attori non sanno recitare il copione, il regista spera che dal pubblico qualcuno abbia imparato la sua parte.
* Presidente Parco Nazionale Aspromonte
Pentedattilo (rc) Parco Nazionale Aspromonte




venerdì 21 aprile 2017

Oltre...Bocchigliero



Abbiamo concluso questa strada, non abbiamo più ragione di cercare altre strade, anche perchè pensiamo che queste strade; la Cultura, la Cooperazione, Il Bene Comune, le Sinergie giuste e la Volontà possano cambiare il modo di pensare.
Sono anni che cerchiamo di stimolare, ricercare e operare per il bene comune, ma purtroppo spesso ci siamo trovati a cozzare con modi di pensare che ci hanno fortemente rallentato il percorso.
Abbiamo notato una eccessiva personalizzazione delle cose comuni.
La cosa più complessa è riuscire a spiegare, a gli altri, che il tempo dei finanziamenti a pioggia, il tempo delle vacche grasse e degli amici alla Regione siano finiti per sempre,
Il Meridionale è abituato a cercare l'amico in ogni operazione o commissione che  fa.
Devi essere visitato in un pubblico ospedale?, se hai l'amico riesci ad accedere prima, molto prima, ad un servizio che ne hai diritto, ma con tanto tempo di attesa, giorni, ma spesso mesi per fare una TAC.
La politica era al servizio del cittadino, quasi mai, ma se conoscevi un Consigliere Regionale, era facile ottenere finanziamenti per costruire cattedrali nel deserto, senza alcun progetto per il futuro.
Queste operazioni di finanziamento servivano per creare clientelismo e malaffare, non si pensava al domani, non si mettevano in campo progetti per le nuove generazioni, non si guardava avanti, ma solo a ciò che si poteva ottenere, per questo, oggi, la Calabria è in queste condizioni.
Ma le cose, lentamente, stanno cambiando, c'è un rinnovato e nuovo modo di pensare, una nuova cultura che sta crescendo e mette in evidenza le opportunità reali per il futuro.
Dare nuova vitalità a Borghi quasi disabitati è una sfida che si può vincere, con tanto lavoro e sinergie che consentiranno un vero e sostenibile futuro.
Noi ci crediamo, e la storia di questi anni passati lo racconta, crediamo che si possa cambiare modo di pensare e far crescere una cultura del fare, una cultura del noi, anche perchè da soli non si riesce a fare ciò che si riesce a fare in gruppo, crediamo che il futuro possa essere migliore solo se cambiamo il nostro modo di fare.
Molte parti della Calabria stanno, anche le Istituzioni, cambiando il modo di pensare e di operare per il bene comune, tanti Borghi stanno risorgendo e creando nuove opportunità per dare un vero futuro di sviluppo sostenibile...meditate gente meditate.

Red. Blog Mario Parrilla







mercoledì 19 aprile 2017

Progetto!!, Cultura, Sinergie



Panorama di Bocchigliero (cs)


Non  è facile comprendere l'insieme quando non si  conoscono i dettagli.
Ma, per conoscere i dettagli, è necessario partire dall'inizio per poter, in parte, comprendere l'insieme. Non è uno sciogli lingua, non è un giro di parole, ma è l'essenza filosofica, pragmatica e stranamente non contraddittoria di un modus operandi saggio e coerente.
Una parentesi, abbiamo una serie di collaboratori, con i quali quotidianamente ci confrontiamo per poter , dall'incubatrice, partorire concretezze e progetti fattibili, per smuovere, creare e poter far sopravvivere uno, che a breve, potrebbe diventare un borgo fantasma....Bocchigliero, Campana e forse anche Longobucco, nonostante la strada a scorrimento veloce che rimane ancora in fase di conclusione.
Con molta probabilità, per usare un termine che ci mette ai ripari da osservazioni e critiche future, nella seconda metà di Luglio, a Bocchigliero, ritornerà una ricercatrice, Dott. Chiara Cappellaro, che è già stata a Bocchigliero nell'Aprile del 2012, autorizzata dalla sua Università, Oxford University, per una ricerca comparativa sul dialetto di Bocchigliero, con la totale assenza delle Istituzioni Locali, anche se preventivamente informate, e solo grazie alla presenza in rete di un blog, che parlava di un nostro compaesano di nome  Don Giuseppe Scafoglio,  creato, nel 2009, da un signore che risponde al nome di Piero Benincasa, che la Dott. Cappellaro, venne a Bocchigliero.
Ma raccontavamo della venuta della ricercatrice di Oxford, Dott.Chiara Cappellaro, che fece delle interviste a donne  e a uomini, di oltre 75 anni di età, nate e vissute a Bocchigliero.
Inoltre volle visitare la casa di Don Giuseppe, che si trova nel rione destra, e chiese della finestra dalla quale Don Giuseppe si buttò!!
La ricercatrice rimase a Bocchigliero quattro o cinque giorni, in seguito portò la sua ricerca in un incontro-confronto Internazionale a Stoccolma, e la ricerca della Dott. Cappellaro fu tenuta in debita considerazione per tante peculiarità.
La stessa ricerca è stata inserita nell'Archivio Glottologico Italiano, per le sue caratteristiche di unicità.
Inoltre è stata portata, la ricerca, in Convegni Internazionali dalla Dott. Cappellaro.
Per questi motivi, la ricercatrice, verrà a sondare il terreno, insieme alle Istituzioni Locali, questa volta presenti,  alle Associazioni  del territorio e a chi vorrà partecipare, per capire se esistono le concrete e reali condizioni di fattibilità di una Mnemoteca a Bocchigliero, e qui ci corre l'obbligo di spiegare cosa è realmente una Mnemoteca,
Questa racchiude il contenitore completo della memoria, Lingua, Costumi, Arnesi e Oggetti della memoria è, in estrema sintesi, il nostro passato, per essere certi e consapevoli delle nostre radici.
Noi, come redazione, e grazie all'impegno di Piero Benincasa e del Sindaco di Bocchigliero, Giuseppe Santoro, che conobbe, nel 2012 la Dott. Chiara Cappellaro, siamo orgogliosi di questo piccolo traguardo, che non vuole essere un traguardo finale, ma un pezzo di un grande affresco che si chiama sviluppo sostenibile e pragmatico.
Vuol dire sinergie da mettere in sintonia e sposare grandi ed ambiziosi progetti che, con grande fatica, oggi possono essere realizzati.
Mi rivolgo a chi riesce ad essere coerente e per questo anche cambiare modo di vedere!, comprendere che non esiste più quello che si era consolidato negli anni, tenere tutti buoni, la pax sociale, oggi c'è necessità di informarsi e partecipare ai cambiamenti in atto che richiedono impegno, formazione e voglia di fare.
Crederci è il primo passo concreto per mettersi in gioco.
Ma non possiamo fermarci a questo, sapendo che siamo seguiti da tanti bocchiglieresi lontani, ma con il cuore al paesello natio, ci rivolgiamo anche a loro affinchè possano contribuire ad un vero incubatore di idee pragmatico e sostenibile che possa  creare vero sviluppo.
Noi ci crediamo, anche perchè ne abbiamo contezza, per essere stati a Bova (rc) la Domenica delle Palme, e  abbiamo avuto il piacere di conoscere; Assessori, Sindaci, Responsabili e Funzionari Regionali, che in perfetta sinergia con Storici, Antropologi e note Università stanno dando nuova vita a Borghi che erano ormai disabitati.
Vorremmo che da una semplice idea si sviluppasse un grande indotto, che consentisse sia la sopravvivenza dei Borghi, che l'identità Storica Mnemonica, per non dimenticare.
Il tempo non consente più astrusi giri di parole, voli pindarici o ancora promesse che puntualmente non possono essere mantenute. oggi è tempo di pragmatismo concreto che richiede impegno, coraggio e crederci per un futuro certamente migliore.
Scorcio dall'alto di Bova(rc)

sabato 15 aprile 2017

Dovere! #SinergieCalabre

Da sinistra;Il Sindaco di Bova, Dott. Santo Casile,
Il Dott.Pasquale Faenza e
il Sindaco di Bocchigliero Giuseppe Santoro



Ho visto uomini e donne impegnarsi, crederci e dare tutto per la rinascita dei loro borghi. Ho visto gente laboriosa e che crede nel futuro, ho visto professionisti impegnati a ridare anima e dignità a borghi quasi scomparsi, Ho visto impegno di Sindaci che, scevri da interessi, sono lungimiranti, ho visto amministratori,ricercatrici e ricercatori, credere nei loro progetti, incentrati sul bene comune.
Mi chiedo; vogliono i borghi, in procinto di scomparire, rinascere?, vogliono, i pochi rimasti, rimboccarsi le maniche e partecipare attivamente e con fatica,  alla rinascita e allo sviluppo sostenibile delle proprie contrade?.
Domande che hanno una chiara e nitida risposta: " SI DEVE", si c'è una sorta di obbligo morale e sociale, partecipare allo sviluppo vero di aree che ormai non hanno molte possibilità, lavorare non deve essere una ricerca dell'assistenzialismo becero e con secondi fini, si deve lavorare per il bene comune, per dare una vera e concreta anima ai nostri borghi, anima che mai nessuno è riuscito a dare.
Noi crediamo, e in questo siamo ambiziosi, che oggi si può, si deve e le opportunità non mancano, opportunità che vengono dal Parco Nazionale della Sila, dalla Regione Calabria e dalla Comunità Europea.
Per questo si devono cercare le giuste strade e le corrette sinergie sociali e culturali, per ridare; lavoro, dignità e anima ai nostri Borghi, senza tutto questo sarà solo la fine.
Per tutto ciò Bocchigliero si sta muovendo, cercando le strade per cercare interessi comuni e uno sviluppo sostenibile, attraverso la Cultura e le sinergie Istituzionali, bene, ma è necessario il contributo di tutti per poter percorrere strade che non saranno solo in discesa, ma avranno impervi percorsi che non dovranno mai scoraggiarci.
Quello che, forse, è più complicato è far crescere una nuova coscienza sociale, una nuova e rinnovata motivazione che è fatta di impegno e sacrificio, di cambiamento nel modo di pensare, è una sorta di mutamento culturale e sociale, modificando il nostro modo di pensare, per essere protagonisti del nostro futuro.
Le opportunità, state certi, non mancano, ma non è una promessa di lavoro-assistenziale, ma una sfida di mutamento culturale, di impegno nei progetti che verranno messi in campo.
I nostri più sinceri complimenti vanno al Sindaco Giuseppe Santoro, che crede in tutto questo e si impegna a sposare iniziative che portino ad un futuro migliore, che mirino al bene comune e allo sviluppo sostenibile, adesso tocca ai cittadini modificare il loro modo di guardare al futuro, che, se vorranno, sarà un futuro certamente migliore di quello che oggi si prospetta all'orizzonte.

Panorama di Bocchigliero (cs)

Panorama di Bova (rc)


lunedì 10 aprile 2017

Le Palme di Bova...2017






Non tutti i riti che precedono la settimana Santa sono uguali, c'è, in particolare, un rito che si celebra il giorno delle Palme, che si fonde in maniera egregia con il territorio e la terra, la vita, la morte e la rinascita, è questo, che si tiene a Bova (rc), uno dei riti più antichi della Calabria, affonda le sue radici nel periodo greco, al culto delle dee della fertilità e della terra, che con l'avvento della Primavera, necessitano di riti bene augurali, di pace e di prosperità.
Andare ad assistere a questo evento è una grande emozione, fatta di gioia, di colori, di fertilità e di donne, si, vengono, dagli abitanti, preparate delle figure di donne con foglie di ulivo, fiori e frutti della terra.
Vengono portate in processione e benedette nella chiesa e poi se ne fa dono a personalità del comprensorio, in segno di pace, di fratellanza e di rispetto del territorio.
Andate a Bova anche per visitare il Museo della lingua Greco.Calabra, intitolato a Gerhard Rohlfs, che i primi anni venti si recò in questo angolo di sud per studiare e portare alla ribalta questo luogo dove si parla Greco, e Bova ne è la capitale.

 
Resp. Blog 
Piero Benincasa






Scorcio di Bova


Approfondisci  
I cambiamenti socio-economici e culturali, modificando il modo di vivere rurale, impattano su queste usanze legate alla ciclicità dei lavori agricoli e ne possono alterare il significato. E’ necessario reagire a questo urto coniugando il rito delle “ Palme di Bova” ad altre iniziative utili ad esaltarne il valore  simbolico, senza modificarne quello rituale. Per esempio mettendo in campo iniziative di educazione ambientale con centro propulsivo  Bova. Sarebbe opportuno programmare, per il prossimo anno, la partecipazione di Bova alla Giornata Nazionale del Paesaggio; in previsione di ciò l’ Amministrazione Comunale dovrebbe stilare un documento ufficiale con cui si impegna a tutelare il suo paesaggio, ricordando a se stessa e  ricordando ai propri cittadini, che la Costituzione Italiana all’articolo 9, 2°comma recita: La Repubblica tutela  il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Siccome questo rito è legato anche alla ciclicità dei lavori agricoli, sarebbe coerente con esso organizzare dei corsi, seri e professionali, di gestione dell’agricoltura biologica. Poiché il rito delle Palme esalta il rispetto della natura, sarebbe, in virtù di ciò, opportuno  vigilare e bandire dal territorio di Bova  l’impiego di diserbanti e di altri pesticidi, ma sarebbe anche necessario programmare un piano di rifacimento delle “armaciere e delle rasule ( i terrazzamenti )“, sulle quali impostare una campagna di coltivazioni e produzioni agricole, arboree e di piante aromatiche, magari da coofinanziare con azionariato diffuso, possibile fonte di ricchezza per tutta la comunità Bovese. Ed ancora, potrebbe essere  opportuno stringere accordi con i Comuni limitrofi per il controllo degli incendi o per organizzare piani di incremento delle produzioni agricole comuni e delle relative filiere commerciali. Perché non pensare di realizzare intorno a Bova un grande parco dei frutti antichi e in via di estinzione, facendo tesoro delle ricerche del professore Orlando Sculli, compendiate nel suo libro “ Aspromonte, il giardino dei frutti dimenticati”? Insomma, celebriamo la giornata delle Palme in pace e salute senza rinunciare, successivamente, a discutere su idee   utili a trovare modelli efficaci di economia ecosostenibile per  mantenere viva e prospera la comunità Bovese”.

martedì 4 aprile 2017

Politichese..Politicanti.






Prevalentemente il politichese è praticato dai politicanti, quelli che si illudono di fare politica, dimenticando che fanno solo parole senza fatti.
Il linguaggio è mezzo di comunicazione per spiegare, far comprendere, far accettare le proprie idee, senza troppa retorica o citazioni che a nulla valgono rispetto ai veri e concreti problemi dei cittadini-sudditi.
La dialettica e il contraddittorio sono il sale della democrazia, non possono essere praticati per imbonire il popolo.
I politicanti ci hanno illuso, con la loro capacità oratoria ci hanno fatto credere cose assurde, come i posti di lavoro promessi ultimamente dal Governatore della Calabria, Mario Oliverio (Palla Palla), a tre borghi, Longobucco, Bocchigliero e Campana, che oramai vanno verso la deriva, verso l'abbandono, verso lo spopolamento totale.
Il freno a tutto ciò, oggi, spetta unicamente ai cittadini lungimiranti e di buona volontà, ai cittadini che vogliono rimboccarsi le maniche e fare concretamente il bene comune.
La cultura e la rivalutazione dell'esistente, sono le basi dalle quali partire.
Oggi, più di ieri, c'è necessità di cooperazione e sinergie, che ci facciano uscire da questo triste ed atavico stato di cose, volontà e pragmatismo sono altri indispensabili punti di partenza per risalire la china, fare squadra, fare gruppo e saper ascoltare, sono altri punti chiave per poter intraprendere un percorso di sviluppo sostenibile e concreto, non mancano i progetti, non mancano le idee, ma manca la volontà politica di creare questo circolo virtuoso che potrà far ripartire concretamente il Sud.
Il linguaggio è fortemente influenzato dalla retorica, dal politichese, c'è il pericolo concreto di un ritorno di fiamma, di personaggi sconfitti e messi da parte, che potrebbero ritornare per continuare a fare man bassa della cosa pubblica, considerando i cittadini sudditi e limoni da spremere, quindi attenzione a questi personaggi che fanno di tutto, anche in questi piccoli borghi, per ritornare a governarli, abbiate il buon senso di capire che non c'è più spazio e tempo per dare retta a politicanti che hanno distrutto tutto ciò che c'era da distruggere, mettendo in seria difficoltà tanti nuovi sindaci che hanno preso il loro posto.
Tra due anni, in alcuni di questi borghi, si vota per le Amministrative, e già da ora, queste vecchie volpi della politica, stanno affilando le armi per ritornare a governare.
Il nostro è un ragionamento che deve fungere da prevenzione, che deve essere da monito per chi la politica la considera una missione, un darsi per i propri luoghi, per la propria amata e bistrattata terra di Calabria.
Questo appello è per chi si scoraggia, amministrando senza risorse, per chi non vuole illudere i cittadini, ma vuole concretamente fare qualcosa che possa far concretamente rinascere l'anima dei nostri Borghi.