Non tutti i riti che precedono la settimana Santa sono uguali, c'è, in particolare, un rito che si celebra il giorno delle Palme, che si fonde in maniera egregia con il territorio e la terra, la vita, la morte e la rinascita, è questo, che si tiene a Bova (rc), uno dei riti più antichi della Calabria, affonda le sue radici nel periodo greco, al culto delle dee della fertilità e della terra, che con l'avvento della Primavera, necessitano di riti bene augurali, di pace e di prosperità.
Andare ad assistere a questo evento è una grande emozione, fatta di gioia, di colori, di fertilità e di donne, si, vengono, dagli abitanti, preparate delle figure di donne con foglie di ulivo, fiori e frutti della terra.
Vengono portate in processione e benedette nella chiesa e poi se ne fa dono a personalità del comprensorio, in segno di pace, di fratellanza e di rispetto del territorio.
Andate a Bova anche per visitare il Museo della lingua Greco.Calabra, intitolato a Gerhard Rohlfs, che i primi anni venti si recò in questo angolo di sud per studiare e portare alla ribalta questo luogo dove si parla Greco, e Bova ne è la capitale.
Resp. Blog
Piero Benincasa
| Scorcio di Bova |
Approfondisci
I cambiamenti socio-economici e culturali, modificando il modo di vivere rurale, impattano su queste usanze legate alla ciclicità dei lavori agricoli e ne possono alterare il significato. E’ necessario reagire a questo urto coniugando il rito delle “ Palme di Bova” ad altre iniziative utili ad esaltarne il valore simbolico, senza modificarne quello rituale. Per esempio mettendo in campo iniziative di educazione ambientale con centro propulsivo Bova. Sarebbe opportuno programmare, per il prossimo anno, la partecipazione di Bova alla Giornata Nazionale del Paesaggio; in previsione di ciò l’ Amministrazione Comunale dovrebbe stilare un documento ufficiale con cui si impegna a tutelare il suo paesaggio, ricordando a se stessa e ricordando ai propri cittadini, che la Costituzione Italiana all’articolo 9, 2°comma recita: La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Siccome questo rito è legato anche alla ciclicità dei lavori agricoli, sarebbe coerente con esso organizzare dei corsi, seri e professionali, di gestione dell’agricoltura biologica. Poiché il rito delle Palme esalta il rispetto della natura, sarebbe, in virtù di ciò, opportuno vigilare e bandire dal territorio di Bova l’impiego di diserbanti e di altri pesticidi, ma sarebbe anche necessario programmare un piano di rifacimento delle “armaciere e delle rasule ( i terrazzamenti )“, sulle quali impostare una campagna di coltivazioni e produzioni agricole, arboree e di piante aromatiche, magari da coofinanziare con azionariato diffuso, possibile fonte di ricchezza per tutta la comunità Bovese. Ed ancora, potrebbe essere opportuno stringere accordi con i Comuni limitrofi per il controllo degli incendi o per organizzare piani di incremento delle produzioni agricole comuni e delle relative filiere commerciali. Perché non pensare di realizzare intorno a Bova un grande parco dei frutti antichi e in via di estinzione, facendo tesoro delle ricerche del professore Orlando Sculli, compendiate nel suo libro “ Aspromonte, il giardino dei frutti dimenticati”? Insomma, celebriamo la giornata delle Palme in pace e salute senza rinunciare, successivamente, a discutere su idee utili a trovare modelli efficaci di economia ecosostenibile per mantenere viva e prospera la comunità Bovese”.
Nessun commento:
Posta un commento
Il commento verrà pubblicato dopo visione!