venerdì 23 febbraio 2018

A R T E .





















Nel corso dei secoli  tante parole hanno modificato, in tutto o in parte, il loro significato originario,
certamente è una deriva semantica.
E' necessario spogliarsi, liberarsi dal significato imposto dalla storia e riscoprire il loro senso archetipo.
Tante parole, aggettivi, sostantivi e altro, hanno modificato il loro significato iniziale, fra queste c'è una parola che, più delle altre, ha modificato il suo significato ed è  la parola ARTE.
Tutti nel sentire, o pensare questa parola, le diamo un significato, che è strettamente legato ad una attività della sfera creativa ed emozionale della mente umana, la quale genera forme di natura estetica ed armoniose, attraverso la musica, la pittura, la scultura o le lettere.
Questa meravigliosa parola ha radici antichissime, deriva dalla radice ar-, che in una antica lingua , indiana (Sanscritto), significa andare verso, ma anche adattare, fare, produrre.
La stessa radice la ritroviamo, quasi intatta, nel latino ars, diversa è nella lingua greca, ma identico il doppio significato, di tecnica e di arte.
Quindi, da questi e altri dati, si è certi che il significato originario era diverso da oggi,
Arte aveva un' accezione pratica: indicava l'abilità in un'attività produttiva, la capacità di costruire oggetti.
E dunque il concetto di arte aveva una estensione maggiore rispetto ad oggi, e sotto tale definizione ricadevano molti campi dell'attività umana.
Chi è riuscito a dare un significato esaustivo e chiaro dell'Arte è stato, senza dubbio, Aristotele.
La sua definizione, nata dall'idea antica di un'attività squisitamente operativa, è tuttora attuale, ancorchè ignorata dai più.
L'Arte, dice Aristotele, è figlia dell'esperienza ed è il punto di incontro fra molte competenze empiriche.
Se, oggi, provassimo ad applicare tale definizione vedremmo moltissime cose sotto una luce diversa, perchè sono tante le cose che si generano dall'esperienza e collegano tra loro diverse aree di competenza.
Questa idea era ancora in uso durante il Medioevo, che distingueva  le arti in liberali e includevano, non a caso, architettura, medicina e meccaniche, e anche questo nasceva dall'idea di Aristotele, che già allora parlava di una radice comune da cui nasceva la scienza e l'arte.
"L'esperienza non è il punto di arrivo, ma il punto di partenza da cui partoriscono arte e scienza
L'arte nasce quando da tante nozioni empiriche, viene prodotto un giudizio universale, che possa abbracciare le cose simili tra loro.
Infatti l'esperienza ci limita a dire che tale medicina è buona per quella persona, ma quando questo prodotto è utile per tutti quelli affetti da una determinata patologia (ossia affetti, ad esempio, da catarro o da febbre o ancora da male alle ossa) questo è compito riservato all'arte".
Secondo la visione aristotelica, allora come allora, la medicina è arte per eccellenza.
Per questo gli anglosassoni ne sono consapevoli e tuttora la considerano medical art,
questo perchè la medicina, gran parte, nasce da un sapere empirico, ma anche perchè l'arte medica nasce dall'incontro tra diverse discipline del sapere empirico.
Ma non facciamoci prendere dall'arte medica e vediamo se l'arte ci riserva qualche altra interessante sorpresa.
Se l'arte, per Aristotele, è un sapere empirico, c'è un grande volano che muove il sapere empirico; ed è la cosiddetta euristica, che lavora su sapere tramandato da generazioni, per migliorarlo e alleggerire il tutto dai fronzoli, dalle cose inutili, questa è una sorpresa che non lo è più se pensiamo al tempo che c'è voluto per raggiungere il livello dei maestri architetti, che costruivano le cattedrali con sapere euristico, e con regole empiriche e poca matematica.
Metodi e sistemi tramandati da Maestri ad allievi attenti, curiosi e appassionati.
L'arte è un talento che va coltivato con passione e amore.
Senza amore non c'è arte.

Redaz. Blog
Romualdo Alimena.


Ultima cena, Jacopo Bassano 1546

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