C'era una volta un paese, tra le montagne della Sila, popolato da oltre quattromila abitanti.
Il paese, oggi ridotto ad un borgo, nel passato ha tentato di crescere, i vari governati, con i loro tramezzi e opportunisti, avevano faraonici progetti per dare slancio e lavoro al paese, che intanto cominciava a spopolarsi.
Dietro quei faraonici progetti c'era il becero, viscido e sporco interesse personale, non si è mai, o quasi, guardato con sincerità, passione e lungimiranza al Bene Comune, non si è mai pensato seriamente a far rimanere al "paesello" i tanti ragazzi che continuavano a partire per un posto di lavoro al nord o all'estero.
Il tempo passava, e intanto il Borgo continuava a spopolarsi, e tanti che avevano gli strumenti per frenare questa emorragia non hanno fatto nulla, anzi hanno solo fomentato divisione e cattiverie, pensando ai propri interessi, spingendo il Borgo verso una totale divisione, divisione che ancora oggi, nonostante si è in pochissimi, continua, continuano le cattiverie e l'odio verso l'avversario o verso chi si permette di criticare, anche in maniera democratica e civile.
Esiste un germe tramandato: di faziosità, di sospetto, di odio e di superficialità che continua a non far crescere il luogo.
Veniamo additati come cattivi, come falsi e come freno alle opportunità, sicuramente non abbiamo nulla da temere, anche da chi non ha buona memoria o continua a ripetersi bugie sino a crederle verità.
Ancora c'è gente che pensa che gli altri siano come Loro: malpensanti, con secondi fini e pressapochisti, ma la gente adesso sta imparando a conoscerli bene, scoprendo con chiarezza chi sono e cosa hanno fatto in passato.
Sono esseri che mancano di dignità, capacità di confrontarsi e mancano, soprattutto, di quel minimo di lungimiranza per vedere più lontano del proprio naso.
Siamo inorriditi da come pongono le cose, queste persone, siamo esterrefatti e attoniti di fronte a tanta cattiveria, a tanto pressapochismo e superficialità, che li rende persone sole, persone a cui sta franando il terreno sotto i piedi.
Certamente il tempo sarà gran maestro e darà le sue sentenza.
Abbiamo tentato tutte le strade, ponendoci sempre con molta umiltà e apertura mentale, illudendoci di avere interlocutori aperti e capaci di comprendere, ma dobbiamo ricrederci e non essere più tolleranti a becere, false e vergognose accuse che non fanno bene alla collettività.
Nessuno si illuda di poter sguazzare nel mare del silenzio e perciò dell'avallo, della complicità, useremo tutte le strade per far comprendere, se mai ci riusciamo, che la verità è una sola e non altre, che il minimo rispetto delle regole è fondamento di chiarezza e democrazia, che il contraddittorio è il sale della libertà e della democrazia.
Questi elementi, rimasti in pochi per fortuna, credono di essere nel giusto, anche quando non è difficile dimostrare il contrario.
Se si è capaci, non di leggere tra le righe o le pieghe, di comprendere la lingua italiana non c'è bisogno di cercare tra le pieghe del discorso, in questi casi è semplice comprendere che:
le regole vanno rispettate,
le procedure vanno eseguite
e chi afferma il contrario afferma il falso.
Ci si erge a controllori, quando non si ha la minima capacità di ricevere degli appunti, delle considerazioni, delle semplici osservazioni che possono fare bene a tutti.
La dirigenza della Pro Loco Bocchigliero è da più tempo che non ha un corretto comportamento,corretto nei confronti dei Soci, corretto per il rispetto minimo delle regole o punti statutari, non si può convocare una Assemblea Soci il giorno prima, anzi la sera prima della riunione e manca, nella convocazione, un O.d.G. ( Ordine del Giorno), anche questo è il minimo.
Inoltre non si può, questo per legge, presentare un Bilancio senza aver fatto prendere visione ai Soci di uno straccio di Bilancio e continuare a non invitare tutti i Soci.
Non si può per etica e per rispetto dei Soci, per questo stanno, man mano, abbandonando, comportarsi in questo modo, per questo il terreno frana sotto i piedi e si resta soli.
Illudendosi di essere nel giusto.
La verità non sta mai da una sola parte, ma chiediamo molto?, se facciamo osservare delle " ILLEGALITA'?", delle inadempienze e delle esclusioni?, chiediamo, e vorremmo concrete risposte, Tutto questo è corretto?,senza andare a cercare, tra le pieghe, a meno che qualcuno non sappia leggere e soprattutto non sappia scrivere, e sono in tanti.
Ma certamente esistono strade più brevi, percorsi che consentirebbero una rapida e reale crescita sostenibile, un certo sviluppo sostenibile che produrrebbe un cambiamento di coscienza collettiva, un Modus Operandi che guardi all'altro con occhi e animo nuovo, per puntare concretamente ad un Bene Comune che oggi è poco considerato, che, progettare, non vuol dire concretizzare nell'immediato, progettare vuol dire confrontarsi, aggiungere, togliere e anche modificare.
Riuscire a realizzare una idea, un sogno, un concreto e fattivo progetto non è mai opera del singolo, non ci si può improvvisare o vivere nel proprio mondo e credere di essere nel giusto.
Quasi sempre realizzare un progetto è opera di tanti, ognuno per le proprie competenze, per le giuste ambizioni per vere passioni e questo può contribuire a portare ad un sistema virtuoso e di crescita, con il severo e scevro contributo del confronto, dell'ascolto, della proposizione e del rispetto dell'altro.
Avremmo voluto avere più rispetto da chi ci conosce o fingeva di conoscerci, avremmo desiderato il bene comune e avremmo voluto meno sotterfugi, ma ancora crediamo in un nucleo che faccia da apri pista al futuro che incombe, al tempo che inesorabile passa senza dare seconde occasioni o alibi che non hanno ragione di esistere.
Ancora siamo fiduciosi, negli uomini e nelle donne di buona volontà, ne esistono tanti, crediamo, ancora, in persone che non abbiano obiettivi personali, o rabbie da scaricare con l'avversario di turno, e ancora non crediamo in gente che dimentica, con troppa facilità, e ripete bugie che diventano reali, vive e condizionanti per lungo tempo.
Gli antichi vivevano di esperienza; propria e di chi li aveva preceduti, parlavano, spesso, proverbiando riuscendo a dare saggezza e valori al ragionamento, non miravano all'interesse, non si preoccupavano di demolire l'avversario per partito preso o per mera cattiveria.
Le vecchie generazioni erano attente a trasmettere sani principi, valori che nessuno avrebbe potuto comprare, ma era il tempo e l'esperienza che plasmavano con naturalezza gli uomini del domani, preparandoli al religioso rispetto dell'altro, della parola data o dell'impegno preso.
Resp. Blog (Socio, Pro Loco Bocchigliero)
Piero Benincasa

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