sabato 3 febbraio 2018

C'era una volta....






C'era una volta un paese, tra le montagne della Sila, popolato da oltre quattromila abitanti.
Il paese, oggi ridotto ad un borgo, nel passato ha tentato di crescere, i vari governati, con i loro tramezzi e opportunisti, avevano faraonici progetti  per dare slancio e lavoro al paese, che intanto cominciava a spopolarsi.
Dietro quei faraonici progetti c'era il becero, viscido e sporco interesse personale, non si è mai, o quasi, guardato con sincerità, passione e lungimiranza al Bene Comune, non si è mai pensato seriamente a far rimanere al "paesello" i tanti ragazzi che continuavano a partire per un posto di lavoro al nord o all'estero.
Il tempo passava, e intanto il Borgo continuava a spopolarsi, e tanti che avevano gli strumenti per frenare questa emorragia non hanno fatto nulla, anzi hanno solo fomentato divisione e cattiverie, pensando ai propri interessi, spingendo il Borgo verso una totale divisione, divisione che ancora oggi, nonostante si è in pochissimi, continua, continuano le cattiverie e l'odio verso l'avversario o verso chi si permette di criticare, anche in maniera democratica e civile.
Esiste un germe tramandato: di faziosità, di sospetto, di odio e di superficialità che continua a non far crescere il luogo.
Veniamo additati come cattivi, come falsi e come freno alle opportunità, sicuramente non abbiamo nulla da temere, anche da chi non ha buona memoria o continua a ripetersi bugie sino a crederle verità.
Ancora c'è gente che pensa che gli altri siano come Loro: malpensanti, con secondi fini e pressapochisti, ma la gente adesso sta  imparando a conoscerli bene, scoprendo con chiarezza chi sono e cosa hanno fatto in passato.
Sono esseri che mancano di dignità,  capacità di confrontarsi e mancano, soprattutto, di quel minimo di lungimiranza per vedere  più lontano del proprio naso.
Siamo inorriditi da come pongono le cose, queste persone, siamo esterrefatti e attoniti di fronte a tanta cattiveria, a tanto pressapochismo e superficialità, che li rende persone sole, persone a cui sta franando il terreno sotto i piedi.
Certamente il tempo sarà gran maestro e darà le sue sentenza.
Abbiamo tentato tutte le strade, ponendoci sempre con molta umiltà e apertura mentale, illudendoci di avere interlocutori aperti e capaci di comprendere, ma dobbiamo ricrederci e non essere più tolleranti a becere, false e vergognose accuse che non fanno bene alla collettività.
Nessuno si illuda di poter sguazzare nel mare del silenzio e perciò dell'avallo, della complicità, useremo tutte le strade per far comprendere, se mai ci riusciamo, che la verità è una sola e non altre, che il minimo rispetto delle regole è fondamento di chiarezza e democrazia, che il contraddittorio è il sale della libertà e della democrazia.
Questi elementi, rimasti in pochi per fortuna, credono di essere nel giusto, anche quando non è difficile dimostrare il contrario.
Se si è capaci, non di leggere tra le righe o le pieghe, di comprendere la lingua italiana  non c'è bisogno di cercare  tra le pieghe del discorso, in questi casi è semplice comprendere che:
le regole vanno rispettate,
le procedure vanno eseguite
e chi afferma il contrario afferma il falso.
Ci si erge a controllori, quando non si ha la minima capacità di ricevere degli appunti, delle considerazioni, delle semplici osservazioni che possono fare bene a tutti.
La dirigenza della Pro Loco Bocchigliero è da più tempo che non ha un corretto comportamento,corretto nei confronti dei Soci, corretto per il rispetto minimo delle regole o punti statutari, non si può convocare una Assemblea Soci il giorno prima, anzi la sera prima della riunione e manca, nella convocazione,  un O.d.G. ( Ordine del Giorno), anche questo è il minimo.
Inoltre non si può, questo per legge, presentare un Bilancio senza aver fatto prendere visione ai Soci di uno straccio di Bilancio e continuare a non invitare tutti i Soci.
Non si può per etica e per rispetto dei Soci, per questo stanno, man mano, abbandonando, comportarsi in questo modo,  per questo il terreno frana sotto i piedi e si resta soli.
Illudendosi di essere nel giusto.
La verità non sta mai da una sola parte, ma chiediamo molto?, se facciamo osservare delle " ILLEGALITA'?", delle inadempienze e delle esclusioni?, chiediamo, e vorremmo concrete risposte, Tutto questo è corretto?,senza andare a cercare, tra le pieghe, a meno che qualcuno non sappia leggere e soprattutto non sappia scrivere, e sono in tanti.



Ma certamente esistono strade più brevi, percorsi che consentirebbero una rapida e reale crescita sostenibile, un certo sviluppo sostenibile che produrrebbe un cambiamento di coscienza collettiva, un Modus Operandi che guardi all'altro con occhi e animo nuovo, per puntare concretamente ad un Bene Comune che oggi è poco considerato, che, progettare, non vuol dire concretizzare nell'immediato, progettare vuol dire confrontarsi, aggiungere, togliere e anche modificare.
Riuscire a realizzare una idea, un sogno, un concreto e fattivo progetto non è mai opera del singolo, non ci si può improvvisare o vivere nel proprio mondo e credere di essere nel giusto.
Quasi sempre realizzare un progetto è opera di tanti, ognuno per le proprie competenze, per le giuste ambizioni per vere passioni e questo può contribuire a portare ad un sistema virtuoso e di crescita, con il severo e scevro contributo del confronto, dell'ascolto, della proposizione e del rispetto dell'altro.
Avremmo voluto avere più rispetto da chi ci conosce o fingeva di conoscerci, avremmo desiderato il bene comune e avremmo voluto meno sotterfugi, ma ancora crediamo in un nucleo che faccia da apri pista al futuro che incombe, al tempo che inesorabile passa senza dare seconde occasioni o alibi che non hanno ragione di esistere.
Ancora siamo fiduciosi, negli uomini e nelle donne di buona volontà, ne esistono tanti, crediamo, ancora, in  persone che non abbiano obiettivi personali, o rabbie da scaricare con l'avversario di turno, e ancora non crediamo in gente che dimentica, con troppa facilità, e ripete bugie che diventano reali, vive e condizionanti per lungo tempo.
Gli antichi vivevano di esperienza; propria e di chi li aveva preceduti, parlavano, spesso, proverbiando riuscendo a dare saggezza e valori al ragionamento, non miravano all'interesse, non si preoccupavano di demolire l'avversario per partito preso o per mera cattiveria.
Le vecchie generazioni erano attente a trasmettere sani principi, valori che nessuno avrebbe potuto comprare, ma era il tempo e l'esperienza che plasmavano con naturalezza gli uomini del domani, preparandoli al religioso rispetto dell'altro, della parola data o dell'impegno preso.



Resp. Blog   (Socio, Pro Loco Bocchigliero)
Piero Benincasa 

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