In tanti non leggono poesia, in tanti non apprezzano il valore artistico, ermetico, sentimentale e anche descrittivo paesaggistico della poesia.
La poesia, quella vera, è immortale.
Vi proponiamo una poesia di un calabrese, Arturo Grandinetti,nato a S. Giacomo di Cerzeto il 12 gennaio 1900, che pochi conoscono.
A CERTI PRESUNTUOSI MILLANTATORI
O de 'l pensiero miseri pigmei,
non ostentate tanta vanagloria:
de gl'ignoranti spiriti babbei
vil contrassegno la procace boria.
E' basso, turpe, illustri pedagoghi,
che un uomo insulso, privo di coscienza,
il vanto, immeritevole, si arroghi
di portentosa rara intelligenza.
O rane gracidanti ne 'l pantano
la vostra alta sapienza è cianfrusaglia:
inette siete a scernere l'umano
vero mister, inette alla battaglia
de la ragione e del pensier, o fioche
luci che 'l vento spegne e che 'l grano faro
co 'l suo bagliore annienta, o voci roche
a 'l paragon del grido forte e chiaro.
Io vo commiserando i vostri gesti
tumidi d'imbecille vanità.....:
poveri microcefali molesti,
voi m'ispirate un senso di pietà.
S. Giacomo di Cerzeto, 3 aprile 1923
Resp. Redazione
P. Benincasa

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