martedì 28 marzo 2017

Agorà, una medaglia a due facce!







Un tempo, non troppo lontano, c'erano le piazze, c'era un luogo dove ci si riuniva per incontrare amici, persone e socializzare.
la piazza era, spesso, il centro dei paesi, era il luogo deputato a mille incontri, incontri di svago, di lavoro e anche per eventuali diatribe ci si incontrava in piazza.
Oggi le piazze sono diventate virtuali, sono diventate immaginarie, luoghi che fisicamente non esistono, ma possono fare del male, la cronaca ci racconta, quasi quotidianamente, di fatti che succedono in rete, di contro succedono, grazie alla rete, cose fantastiche, incontri che mai avrebbero potuto accadere.
Conoscenze di uomini e donne che possono, da virtuali, diventare conoscenze reali e tangibili, in poche parole la rete è una medaglia dalla doppia faccia.
Permette, la rete, di dialogare con persone lontane, con parenti, amici, conoscenti e semplici amici virtuali.
E', la rete, una grande piazza dove si incontra di tutto, cose fantastiche, conoscenze e cose orrende, che non possono neanche essere raccontate, educarsi a navigare è uno degli obiettivi di chi governa, un tempo la televisione è stato un grande strumento di alfabetizzazione,    

L'alfabetizzazione informatica nell'Università  di Udine mira a fornire una  base teorica per comprendere il funzionamento di un elaboratore, dare criteri per un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie, fare acquisire pratica sull'utilizzo dei principali programmi commerciali e dare una preparazione allineata a quanto richiesto per l'acquisizione dell'ECDL (European Computer Driving License).  https://ainf.uniud.it/alfabetizzazione/

Ebbene, un tempo si diceva: "Lo ha detto la televisione" , oggi si dice :L'ho visto su internet"
stiamo attenti, molto attenti a prendere per verità assolute tutte le cose che troviamo in rete, perchè, da ricerche recentissime, pare che l'ottanta per cento di ciò che vediamo è falso, non è vero.
I Social Media, sono strumenti fantastici ma pericolosi, bellissimi ma possono diventare fonte di cattiverie e malignità inaudite.
Sfogliando quotidiani, guardando la TV, ci si accorge che i Social sono anche fonte di suicidi, depressioni e tanto altro, la rete, i social hanno esattamente due facce, e si trovano sulla stessa medaglia...navigate gente, navigate con attenzione e senza mai perdere di vista la retta via!! 

....."A gghiazza, ch'è 'ntru 'mmìenzu e du paise è ccumu 'nu salotto 'ntra 'na casa
dduve si parre e stanu sempre 'nzema picculi e rranni.........



giovedì 23 marzo 2017

EUROPA






Il prossimo 25 Marzo, a Roma, si festeggeranno i 60 anni dal primo trattato d'Europa.
Infatti i primi trattati furono firmati il 25 Marzo 1957 a Roma. Questi trattati entrarono in vigore il 1° Gennaio 1958.
I trattati di Roma costituiscono il momento costitutivo della Comunità Europea.
A 60 anni dalla sua nascita ancora non esiste una comunità politica europea, ogni paese fa a modo suo e non esiste una vera politica europea.
Il prossimo sabato, 25 Marzo, si ribadirà, a Roma, la necessità di essere un vero unico paese; l'Europa Politica.
Manca, agli stati membri, il coraggio di far valere le politiche europee preferendo le sovranità di ogni singolo stato.
Banco di prova è stato quello della marea umana che disperata ha bussato alle porte dell'Europa, le reazioni li conosciamo, chi ha risposto addirittura con muri, e fili spinati, che tanto ricordano il periodo della guerra fredda.
Fatta l'Europa è necessario formare cittadini europei, che sposino le politiche comuni per una forte Europa Politica che possa avere un ruolo importante sullo scacchiere mondiale.
I venti anti europeisti soffiano forti e a contrastarli ci sono vecchi partiti politici che si sono avvitati su loro stessi, alla ricerca della propria identità, e non è populismo, non è estrema destra, i cittadini europei hanno necessità di essere rappresentati da una grande e forte Europa, e non un carrozzone, l'Europa, fatta di burocrazia e tecnicismi obsoleti, di vecchie politiche, anche agricole, che non sono al passo con i tempi, l'Europa deve svecchiarsi, guardare al futuro e formare veri e consapevoli cittadini d'Europa.
Per affrontare le sfide del domani c'è necessità di essere lungimiranti e uniti, verso problemi che non possono ricadere su ogni singolo stato
Siamo pronti per rilanciare l'Europa, siamo certi che i nuovi capi di stato e di governo vogliono questo oppure mirano solo ad una Europa dei banchieri e della burocrazia, il tempo darà le risposte, noi, ci auguriamo che si voglia realmente rilanciare il ruolo dell'Europa, se così sarà, siamo pronti a fare la nostra parte.
Resp. Blog Piero Benincasa



giovedì 16 marzo 2017

Sciacalli.


Massimo Gramellini






C'è tanto sciacallaggio in giro, ma uno che mi da particolarmente fastidio è quello dei giornalisti che scrivono su incidenti di ragazzi normali come tanti e riescono a farli passare come eroi ritenendoli, questi ragazzi, sempre più rari, Il giornalista in questione è Massimo Gramellini, che tra poco farà anche televisione, pagato dai poteri forti della nomenclatura e capace di far passare, con il suo falso buonismo, gente normale per eroi.
Ma caro Massimo Gramellino ti rendi conto che la tua rubrica sul Corriere della Sera è solo aria fritta e costruzione di falsi eroi e di rarità che non lo sono, la storia che hai raccontato oggi è di uno dei tanti tuo tentativi di speculare anche sulle tragedie famigliari, ti dovresti non genufletterti al PD di Renzi, ma vergognarti per i messaggi che mandi.
Tanti e tanti ventenni si impegnano in politica e non per questo sono degli eroi,
non serve "usare" un povero ragazzo tragicamente scomparso per darci lezione di buonismo pre confezionato, tu continua a genufletterti e lascia riposare in santa pace chi è morto per  un incidente, tu dai l'idea di un topo di fogna,
e se il tuo ultimo "caffè" è "il ragazzo del tombino, tu sei certamente un " Giornalista delle fogne"
Leggete l'articolo e vi rendete conto del giornalista di fogna che è Massimo Gramellini o ancora meglio uno squallido SCIACALLO:



http://www.corriere.it/caffe-gramellini/17_marzo_15/ragazzo-tombino-2b11bde2-09bd-11e7-a31e-79311351b4fb.shtml


Resp. Blog Piero Benincasa

martedì 14 marzo 2017

Confronto....Verità




Molto tempo addietro avevamo parlato degli ipocriti, di chi fugge al minimo confronto, di chi non ha la capacita o la cultura per confrontarsi serenamente.
Questo si evince da tanti piccoli e concreti messaggi che ci arrivano dalla rete, da chi, dopo essere stato, giustamente, criticato e recensito, si erge a paladino del sapere, e custode di verità che non possono essere svelate, probabilmente queste sono ipocrisie e falsità, ma vogliamo rispondere a questo "laureato" che ancora crede che non si possa essere un amante, un grande appassionato delle tradizioni e del passato del nostro amato e purtroppo spesso bistrattato borgo, senza alcuna specifica laurea.
Chi scrive deve sapere che è sempre sotto la lente di ingrandimento, anche Prof. Universitari che scrivono del territorio della Comunità Montana Sila Greca e fanno passare, in tanti,come Sila Greca, che non esiste da nessuna parte. Chi ancora  parla di accettazione con riserva al periodo brettio, o usa parole come probabilmente, o quasi certamente, è solo folklore, per adombrare le già scarse verità esistenti sul borgo.
Se ho criticato un testo su Bocchigliero non l'ho, certamente, fatto per presunzione o saccenteria, ma per amore del mio paese e per la sua lingua madre e il grande rispetto che merita, i titoli di studio non servono per amare, e siccome nel tuo testo accenni a documenti conservati in case private, ti pregherei di donare al Comune di Bocchigliero la terza puntata (originale) del sostantivo di G. Scafoglio, anche perchè la cultura deve fruire e non rimanere chiusa nelle case, poi la cultura non è avere una laurea, avere titoli accademici, ma la cultura si va a ricercare per passione, per amore, per innata curiosità, le lauree, oggi più di ieri, hanno un significato poco, associabile alla cultura, questa si fa leggendo, studiando e soprattutto appassionandosi con amore ai propri interessi. Noto che, e lo dico con cognizione di causa, parecchi Prof. credono di saper scrivere in dialetto. Nei testi, che sino ad oggi ho letto in dialetto ho trovato incapacità e molta ignoranza dialettale, soprattutto in persone laureate.
Altro suggerimento per chi volesse scrivere in dialetto, bisogna studiarlo, e non servono lauree.
Oppure si crede di trovare un popolo ignorante da non aprire bocca difronte a scempi dialettali come quelli riportati in alcuni testi.
Per esempio, in alcuni testi, abbiamo trovato Padre, scritto in dialetto pathre, nessuno, tanto meno G, Scafoglio riporta questa traduzione. Per continuare ho trovato proverbi completamente depauperati e travisati nella sua traduzione, Esemp. "Alla chjèsia nun ci vaju ca sugnu zùappu, alla cantina vaju chianu chianu" la vera e corretta traduzione in dialetto è: "Alla missa u 'nci vàju ca sugnu zùappu, alla cantina vàju kjànu kjànu " Questo modo di tradurre è fonte di conoscenza dialettale, oltre al già troppo citato G. Scafoglio, voglio ricordare F: Scerbo da Marcellinara e il Prof. Angelo Gentili da S. Fili (cs)
Il sottoscritto fa tutto ciò per amore di verità, per trasmettere, a chi verrà dopo di noi, una semplice cosa la VERITA'.
Infine ma non per ultimo quando si scrivono alcune cose sui social, anche con pochi amici, c'è da assumersi tutte le responsabilità.
A tale proposito voglio ricordarvi che entro fine mese scade la possibilità di votare il progetto della Pro- Loco Bocchigliero dal titolo "Le botti amiche", e non si può accusare i ragazzi della Pro-Loco Bocchigliero, di ignoranza, quando in tempi non tanto remoti, qualche Prof. aveva ipotizzato che Bocchigliero derivasse dal fatto che in paese si costruivano meravigliose botti, e, sempre il Prof., ha dedotto che da botti si potesse arrivare a Bottigliero e quindi a Bocchigliero, ipotesi di prof, che si trovano anche in rete. (G. Valente, Dizionario dei luoghi della Calabria- vol I  ed. Frama's )
Bene se non lo avete ancora fatto votate il progetto che è tra i primi su oltre 1300 progetti, presentati in tutta Italia.
Vota qui!!!


Ultimo suggerimento, non prendete mai per  verità ciò che ci propinano, ma siate curiosi e cercate sempre la verità, che non è mai da una sola parte.


                                                                                                                 
Resp. Blog Piero Benincasa

giovedì 9 marzo 2017

Omaggio al mio Paese!




















U' PAISE MIU


Sta 'ncavarcatu subba 'nu cristune
cumu 'nu viakkju subba 'na sumera
'stu paisiallu dduve sugnu natu
tant'anni arrieri
Arentu si chiamave 'ntiampi antichi
mò, cumu Vucchiglieri è ccanusciutu.
E pini e cerze e dde castagne antiche
ha 'nna curuna.
Cca 'nta 'nu campusantu pittirillu,
guardati e 'nu cipressu giuvaniallu,
dduv'u cardillu cante e ffa lu nidu,
dormanu i miji.
'A gghiazza, ch'è 'ntru 'mmienzu e du
paise è cumu 'nu salottu 'ntra na casa
dduve si parre e stanu sempre 'nzema
picculi e ranni.
Cca si vide ll'amicu ccu ll'amicu.
cca si parre dde caccia e dde pallone,
cca si fanu cuntratti e ssi cunkjiude
e cca... Si campe


Tratta da "Liriche in Vernacolo Calabrese
 di E. Benincasa  Ed. Luigi Pellegrini 1981








lunedì 6 marzo 2017

Bocchigliero la sua storia






In tanti si sono cimentati nel raccontare le origini di Bocchigliero, ma nessuna delle ipotesi fatte è supportata da documenti, ma solo da ragionamenti e supposizione, che storicamente non hanno alcun valore.
Arento, non può essere la primo genitura di Bocchigliero, e questo è supportato da documenti che escludono che l'antica Arintha si trovasse nel territorio di Bocchigliero.
Altri, che si ergono a storici o ricercatori, hanno ipotizzato che Bocchigliero era un villaggio Bruzio, per il semplice motivo che erano pastori, ma chi non era pastore e non viveva di agricoltura e pastorizia? Oppure da guerrieri?, troppo semplice, la vera storia della nascita di Bocchigliero rimane ancora un mistero.
Le certezze sono poche e queste poche certezze di ricerca risalgono agli anni 1911/15. fatte da Don Giuseppe Scafoglio a Napoli, dove ha rintracciato un documento del 1344 che parla del Borgo di Bocchigliero.
Poi dalle chiese, presenti a Bocchigliero, si evincono alcune date, certamente la prima chiesa fu quella oggi denominata di S.Francesco, risalente a dopo l'anno 1000 d.c.
Questi i documenti certi, poi chi vuole ipotizzare che Bocchigliero fosse, prima della romanizzazione, Bruzia, è tutto da dimostrare con documenti che non ci sono.
Abbiamo avuto modo di leggere un libro su Bocchigliero scritto nel 1999 dal compaesano,dirigente scolastico Prof. Rocco Giuseppe Greco, "Cronistoria di una comunità calabrese tra brigantaggio e fame di terra".
Questo il sottotitolo del libro in questione; BOCCHIGLIERO.
Testo che fa una chiara analisi del brigantaggio e della situazione storica del passato, aggiungendo date e fatti circostanziati e documentati. <Di contro, in questo testo, si afferma che il borgo abbia origine Bruzia e po durante la conseguente romanizzazione, il nome fu latinizzato. In alcuni testi in latino si trova Buchiglierus, che secondo il Greco, richiama due parole latine Buculus, che significa giovenco, bue, ed erus che significa padrone, proprietario, possessore.
Unendo i due nomi, continua il Greco, si ha Buculieri, da qui alla forma Buchiglieri il passo è breve.
Per queste cose il Prof. Greco ritiene che sia stato un villaggio di chiara marca bruzia.
Noi non siamo affatto convinti di questo e documentalmente si è trovato una forma diversa, BVCCHIGLIARI, questa la forma trovata su un documento stemma con scritto appunto !TERRA BVCCHIGLIARI"
Abbiamo affrontato e vogliamo aprire un serio e proficuo dibattito su questo tema, poi possiamo scrivere quello che desideriamo.
Una cosa dovrebbe essere chiara a tutti, le ricerche si fanno per cercare documenti e atti che possano dimostrare ciò che si sostiene, non ci si può attaccare a ipotesi o a fantasiose ricostruzioni che rasentano l'ovvio, il fatto scontato.
Se Bocchigliero non era la vecchia Arintha, perchè esiste una piazza, appunto in Bocchigliero, che porta il nome di Arento?
Quasi certamente il nome Arento è stato messo alla piazza dopo la pubblicazione di un testo su Bocchigliero. Il testo, "Ricerche sulla storia di Bocchigliero" Pisa 1936 Puglesi F.(2° Ediz. Fasano Cosenza !973).
Non si deve aspettare lo straniero, come è già successo, per poter scrivere su fatti che riguardano il paese, c'è da chiedersi quali le vere origini di Bocchigliero?
Noi continuiamo a credere che il paese sia sorto intorno all'anno !000 d:c., anche perchè per questo si è supportati da documenti ancora esistenti come la chiesa di S. Francesco.
Per altre ipotesi aspettiamo documenti o fatti eclatanti che possano collocare il borgo nei periodi ipotizzati da tanti, ma dimostrati da nessuno.

                                                                                                         Resp. Blog
                                                                                                  Piero Benincasa

Chiesa di S. Francesco (Bocchigliero (cs) )

martedì 28 febbraio 2017

Carnevale!






Un tempo,per le vie di tanti borghi calabresi si faceva                     "                           " 'A FRASSA"; i bambini, e non solo,
giravano per il paese, bussando alle porte delle persone,
e venivano fatti entrare per recitare le filastrocche carnevalesche, se queste piacevano venivano rifocillati con vino e dolci, a volte anche salsicce, soppressate, olive, pesce salato e tutte le conserve che erano in casa.
Si girava sino a quando, stanchi e brilli, si tornava ognuno nelle proprie case.
Ricordo i preparativi di questi momenti, venivamo aiutati dalle mamme, per vestirci da donna, o da vecchio e vecchia, e poi ci si vestiva da briganti, o brigantesse.
Spesso si era in cinque o sei, con dietro qualche bambino più piccolo, che fatto il giro del rione, lui, il bambino, tornava a casa, e i più grandi continuavano il giro del paese.
Inoltre mentre si recitava, ognuno la sua parte, altri ballavano e suonavano improvvisati e strani strumenti.
C'è stato un periodo in cui si scrivevano frasi, strofe rimate e a volte poesie sui personaggi che vivevano il paese, come insegnanti che venivano da fuori, o persone avare, gelose o altri personaggi caratteristici.
Poi ci fu un periodo che si festeggiava il carnevale in dei piccoli teatri per le scolaresche che recitavano con musica e balli.
Era il carnevale che non c'è più, quello fatto di forti momenti conviviali, allegro e spensierato, Carnevale era anche l'inizio di una nuova stagione; iniziava la primavera e il martedì di carnevale veniva bruciato il carnevale come auspicio di abbondanza e di prosperità per la nuova stagione.

lunedì 27 febbraio 2017

Tecnicismi e politichese!




Zafferano Silano



Ritorniamo su alcuni temi del passato, ci siamo costretti, tanti eventi ci portano a dover riparlare di politichese e tecnicismi.
Il caro Gov. Mario On. Oliverio, ha dato appuntamento, ai rappresentanti della protesta, nei prossimi giorni con i tecnici della Regione Calabria.
Questo servirà a prendere atto dei progetti che ogni comune; Campana, Bocchigliero e Longobucco, vorrà presentare e proporre.
Ci sarà, come si dice, un tavolo tecnico per valutare la bontà e la fattibilità di ogni singolo progetto.
poi si proseguirà sulla strada dei finanziamenti
per i progetti ai singoli Comuni e quindi la messa in opera degli stessi.
Chi crede che non affermiamo il vero può contattarci sulla nostra mail, che è sempre la stessa da ormai piì di 7 anni:                                        gattica@live.it 
Chi crede che non abitando il borgo possiamo non interessarci si sbaglia, perche noi amiamo il luogo delle nostre radici, io amo il luogo dove sono nato.
Forse il rapporto è amore e odio, rabbia, spesso forte tristezza nell'incapacità di chi non riesce a fare nulla, di chi, come le cicale, guarda il sole da dove nasce a dove muore, quasi rifiutandosi di fare!
C'è, ci sarebbe la necessità di comprendere cosa si vuol fare e quali i primi obiettivi, se ci ostiniamo ad aspettare forme,assistenziali, ormai vecchie e che non migliorerebbero lo stato attuale.siamo sulla strada sbagliata, a nostro avviso, se invece si riesce a partorire una serie di progetti che possano fare da apripista per un vero e sostenibile futuro, se mai ci sarà:::e creare una sorta di sinergie tra progetti per avere la massima cooperazione in ogni singolo passo degli stessi.
Si vocifera che le Istituzioni sono pronte a proporre, ai,Tecnici Regionali, validi progetti che porterebbero far uscire fuori dalle sabbie mobili i paesi in questione, sarà vero? Noi non abbiamo certezze, ma  certo è, che alcuni obiettivi concreti, questa protesta, li ha già raggiunti, ottenendo, in breve tempo, un incontro con il Gov.Oliverio, che pare, sia volato addirittura in Australia.
Aprendo, inoltre, un dibattito che può essere allargato e ancor più stimolato, per creare dialogo e far risollevare le sorti del nostro amato e sempre più bistrattato borgo di Bocchigliero da quanti si illudono di amarlo.
Per il politichese approfondiremo meglio nei prossimi post, ma comunque imperterrito, il politichese, ancora impera........





                                                                                                                    Resp. Blog
                                                                                                                     Piero Benincasa


sabato 25 febbraio 2017

Promesse, parole parole parole.


Bocchigliero

Mario On. Oliverio







Ieri, 24 Febbraio 2017, intorno alle 9 e 30, il Governatore della Calabria, Mario On. Oliverio ha ricevuto i rappresentanti dei tre paesi della protesta; Campana, Bocchigliero e Longobucco,
Il Governatore, senza neanche ascoltare le rivendicazioni dei cittadini, o ascoltandoli in parte, ha sentenziato che entro il mese di Aprile, darà circa 250 posti di lavoro,, che verranno equamente suddivisi ai tre paesi.
Bravo, ma sarà mai possibile?, noi continuiamo a non credere alle parole di un Governatore che in passato ha detto un sacco di bugie, facciamo come S. Tommaso, ci crediamo quando vedremo questi posti di lavoro che verranno  dati ai disoccupati dei tre paesi.
Longobucco
Per il momento ci viene in mente una bellissima canzone di Mina che appunto faceva così " Parole, parole, parole soltanto parole, parole per te..."
Campana
Certamente, se questo avverrà, saranno una forma di becero ed inutile assistenzialismo che ancor di più peggiorerà la situazione, ci auguriamo che possa, il Governatore, essere illuminato da  uno scatto di orgoglio e di buona volontà, i cittadini desiderano  la verità, che non è nel clientelismo o nell'accontentare i cittadini solo a fini elettoralistici o per accontentarli per un periodo determinato.
Abbiamo apprezzato infinitamente tutti i commenti che avete fatto, sulla nostra pagina Facebook, hanno un po ragione tutti, ma in particolare Antonio Vulcano, che ha veramente toccato pilastri dai quali partire, non deve mancare la buona volontà dei cittadini e la voglia di fare, svegliamoci e pensiamo con serietà al futuro, scevri da idee di politici e politicanti, che poco bene fanno alle popolazioni, il tutto deve partire dal basso e coinvolgere le Istituzioni, in questo ci auguriamo che i tre comuni,Longobucco, Campana,e Bocchigliero abbiano presentato dei progetti che mirino ad un vero futuro, per conservare, proteggere e tutelare la terra dei padri.

venerdì 24 febbraio 2017

L'altra Politica





E' tempo di non credere più alle favole o alle promesse mai mantenute, è tempo di rinnovare il modo di fare politica, è tempo di riscatto sociale dal basso, con la forza delle idee, con il coraggio di uomini di buona volontà e con la determinazione di uomini forgiati dal tempo.
Illudersi con vane promesse o con appuntamenti cambiati in tarda serata per essere ricevuti, in un luogo diverso, Cosenza, per solo mezz'ora.
L'On.Mario Oliverio oggi doveva, con urgenza volare a Roma, forse perchè i problemi dei paesi isolati e montani non sono urgenti?, forse perchè bisogna dare la carota  a tempo debito o ancora perchè questi incontri fanno parte di un gioco a cui i cittadini non vogliono più giocare!! La menzogna e l'inganno non sono più accettati dai cittadini che hanno ormai l'acqua alla gola.
Quando finirà questo stato di cose è difficile saperlo, ma siamo certi che siamo Noi cittadini consapevoli della realtà, e si cerca di correre ai ripari  quando è troppo tardi, è tardi caro Governatore, è tardi per continuare ad ingannare i cittadini, ingannati e presi in giro troppe volte.
Non è tardi per affrontare con serietà e lungimiranza tutta la questione, il futuro è nelle mani di Noi cittadini, che necessariamente dobbiamo fare ammenda del passato e non commettere gli errori che hanno portato a questo stato di cose.
Chiediamo a tutti di contribuire, con idee, progetti e interventi alla risoluzione di questi problemi, che, devono escludere le forme assistenziali del passato, inevitabilmente portano alla morte sociale, civile e culturale della terra dei padri.


Resp. Blog
 Piero benincasa