“O Demetra, dea veneranda, apportatrice di
messi, dai venerandi doni, tu con tua figlia, la stupenda Persefone, benigne
premiate il mio canto con la prosperità che rallegra il cuore. E io mi
ricorderò di te, e di un altro ancora”.
Omero
“Durante la messa in terzo, accosto alle
colonne della navata centrale, sulla linea tra uomini e donne, in corna
Evangelii, sovrastano raccolti in piccola selva, i farinacei trofei che, nel
sacro ambiente, pare fungano anch'essi da lanternoni e nifie”.
. Prof. Don. Giuseppe Scafoglio
Nel suo lungo
peregrinare alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade e diventata
regina degli inferi, Demetra, grata per l’ospitalità ricevuta degli abitanti di
Eleusi, insegnò l’arte dell’agricoltura al principe Trittolemo donando agli
uomini la capacità di trasformare ed addomesticare la natura, caratteristica
fondante di ogni antica civiltà che si esprime nel rapporto tra cultura ed
agricoltura e che funge da pilastro fondamentale nello sviluppo dell’umanità.
Madre Terra; portatrice di stagioni e artefice del ciclo della vita, Demetra Dea della fertilità, della Natura e delle messi riceveva, in antichità, grandi onori per i benefici da essa concessi; nel corso dei secoli il suo mito fu inglobato dal rito ecclesiastico e la sua celebrazione pagana accompagna, ormai, la processione dei Santi, in una delle tante commistioni tra sacro e profano, che pone le sue radici nella notte dei tempi.
Madre Terra; portatrice di stagioni e artefice del ciclo della vita, Demetra Dea della fertilità, della Natura e delle messi riceveva, in antichità, grandi onori per i benefici da essa concessi; nel corso dei secoli il suo mito fu inglobato dal rito ecclesiastico e la sua celebrazione pagana accompagna, ormai, la processione dei Santi, in una delle tante commistioni tra sacro e profano, che pone le sue radici nella notte dei tempi.
Così è ancora a
Bocchigliero, piccolo paese della Sila Greca calabrese, dove l’adorazione della
Dea è trasposta nella celebrazione di San Rocco, Santo molto venerato nel borgo, e
della Madonna di Jesu, protettrice del Borgo, e si esprime nel dono del Maio: rito arboreo di cui Don
Giuseppe Scafoglio ci dà una precisa descrizione.
Così è a Bocchigliero, ma sembra ancora per poco, visto il grave processo di spopolamento che ha colpito il paese negli ultimi decenni, determinando la quasi scomparsa della coltura del grano, della vite e dell’ulivo che, insieme all’allevamento di bovini, caprini e ovini, ha rappresentato, nel corso dei secoli, il principale sostentamento per la popolazione che oltre a vedersi diminuita di numero va perdendo le proprie radici, la propria cultura, la propria identità.
In contrapposizione a
quello che pare essere, oggi, lo spirito del tempo, la neo-nata Così è a Bocchigliero, ma sembra ancora per poco, visto il grave processo di spopolamento che ha colpito il paese negli ultimi decenni, determinando la quasi scomparsa della coltura del grano, della vite e dell’ulivo che, insieme all’allevamento di bovini, caprini e ovini, ha rappresentato, nel corso dei secoli, il principale sostentamento per la popolazione che oltre a vedersi diminuita di numero va perdendo le proprie radici, la propria cultura, la propria identità.
Associazione
Socio Culturale Vucchigliari vuole porsi l’obiettivo di far rivivere i miti fondanti della nostra comunità, per riscoprire, attraverso tradizioni dimenticate, le nostre radici, la condivisione dei valori che ci hanno da sempre contraddistinto, e da essi dar vita ad una nuova progettualità che spinga verso il futuro con la forza di un passato e di un’identità Comune. Quest’anno accanto a San Rocco in processione, sfilava un piccolo Maio, atto simbolico di un progetto ambizioso che ha bisogno di una comunità unità, pronta a mettere in campo le proprie capacità con entusiasmo, perché possa prendere forma. In questo senso va riconosciuto l’impegno profuso col giusto entusiasmo dai membri dell’Associazione Vucchigliari e la totale disponibilità delle Istituzioni Comunali ed Ecclesiastiche, affinché tutto andasse a buon fine. Come da tradizione, il Maio, donato alla Chiesa, è andato agli incanti, nella chiusura delle celebrazioni per S. Rocco, e come da tradizione i “Viscuatti”, che andavano a comporlo, sono stati donati, dal fortunato vincitore, alla Comunità in festa; momento di Solidarietà e Condivisione che fa la forza di una Comunità,
ponendosi in linea con lo spirito che la nostra neo-nata Associazione ha messo come pilastro fondante ed imprescindibile.
Quest'anno forse non si sarebbe potuto ammirare uno spettacolare "Trofeo" ex-voto, che sino a qualche anno addietro era sempre presente in processione; sia il giorno della Madonna di Jesu, che il giorno di S. Rocco.
Queste, le processioni, erano le uniche processioni in cui era presente il Maio.
L'Associazione Vucchigliari, nata da appena due mesi, ha voluto fortemente preparare un Maio, perchè ha voluto ridare vigore, ad un rito che probabilmente tanti non conoscevano, ma il motivo che ci ha spinto fortemente in questa ancestrale ritualità, fatta di Condivisione, Ringraziamento alla Madre terra e Convivialità è stata la ricerca che un esperto ha voluto fare; Dott. Pasquale Faenza che è rimasto entusiasta e convinto che il futuro del Borgo possa, per tante ragioni, partire dal Maio.
Ass. Socio Culturale Vucchigliari
Grazie al Presidente e a tutti i componenti il Direttivo dell'Associazione Vucchigliari
per aver scelto il ns Blog per il Post.
Resp. Blog
P. Benincasa





