domenica 27 maggio 2018

Giù la testa.



In questi ottanta e più giorni, dopo le votazioni politiche del 4 Marzo, ne abbiamo sentite e viste così tante che ci vorrebbe un diario gravido di falsità, di illazioni e becere allussioni per intimorire, stimolare e affossare quello che sarebbe stato un Governo voluto e quindi votato dagli italiani, i quali non avevano un Governo eletto dal Popolo, non più sovrano, dal 2011, da quando i poteri forti, in sintonia con la nuova Sinistra liberista e falsa, asservita ai paesi forti dell'Europa, che non ha, cosi come è fatta, nessuna possibilità di sopravvivenza, se continua ad essere gestita solo dalle banche e dai poteri più o meno occulti, lobby affaristiche massoniche, e interessi economici altissimi che si intrecciano con i servizi segreti e le mafie, che cercano il caos per gestire i loro interessi,governano l'Italia, sottomessa a rispettare patti scellerati e linee guida economiche che piacciono ai mercati e alla falsa Europa fondata su valori esclusivamente economici.
E' vero che il premier incaricato Giuseppe Conte non era un politico, ma i ministri, quasi tutti, erano politici.
Il rifiuto di Mattarella, Capo dello Stato, è farina del suo sacco, oppure il suggerimento, o diktat è arrivato dall'Europa, dalla Germania o dalla Francia, o ancora da entrambi le due potenze Europee?.
Ma si è chiesto il Presidente della Repubblica Italiana le conseguenze di questo gesto; rifiutare il ministro dell'economia perchè è sempre stato critico verso l'Europa ritenendo di andare, con autorevolezza, a ricontrattare con i burocrati europei, mai, il "rifiutato" Ministro,  si è espresso per l'uscita dall'Unione Europea.
Chi semina vento raccoglie tempesta, la sua grande saggezza eed equilòibrio che ha dimostrato il Presidente Mattarella sono volati via da un gesto molto discutibile, forse sino all'impeachment, questo è trapelato, e poi confermato da Alessandro di Battista, esponente autorevole del M5S.
Gli ITALIANI sono indignati, allibiti ed esterefatti da questo teatro dell'assurdo, da una politica asservita e sottomessa a interessi Ortodossi Europei, fatta di lobby potentissime e spregiudicate, che mirano solo ed esclusivamente a tenere sotto controllo i conti e i debiti degli stati membri.
La tensione si alza, ma gli italiani ancora una volta non hanno la capacità di reazione e abbasseranno ancora la testa.  Povera Italia.

Resp.Blog
P.Benincasa


lunedì 21 maggio 2018

Habemus Papam!






La Chiesa sino a qualche decennio addietro usava e celebrava messa in latino, anche oggi il nostro Papa parla spesso in latino, la nostra Madre lingua.
Il Latino calza per semplificare e per farsi comprendere senza tentennamenti.
Ma il condizionale è ancora dovuto, come fanno i nostri amati giornalisti asserviti, genuflessi e venduti ai poteri economici politici e spesso mafiosi.
Sono, per i giornalisti, stati quasi 80 giorni di ansia, di cosa inventarsi, di cosa scrivere e cosa ipotizzare, sono falsi lungimiranti, venditori di faziosità e cattiverie gratuite, per fomentare, distruggere e offendere spesso i cittadini Italiani, il Popolo Italiano, che ha liberamente scelto di votare Lega, che non è di Salvini, e M5S (di), che non appartien a Di Maio ( Emme Cinque Esse) così apostrofato da tanti giornalisti falsi e venduti, marionette su un teatrino per il recupero dei ragazzi in età scolare, utilizzimo alla società del futuro ma non appropiato per il Popolo Italiano, per l'Intelligenza di oltre dieci milioni di Italiani, stanchi e orgogliosi di avere scelto il nuovo, per tentare l'ultima carta: Il popolo Sovrano, come recita la Costituzione, la carta che deve illuminarci per avere degne ed appropriate Istituzioni.
Il tempo è arrivato, abbiamo, se il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, lo sceglierà il primo Governo della Terza Repubblica, e forse questa volta affidato al Popolo Sovrano e rispettare, non travisare, i punti cardini della nostra Carta Costituzionale.
Il Nuovo Governo sarà sotto la preventiva e assurda opposizione di un partito, il PD, che non riesce, forse per la prima volta, ad entrare nella regione a statuto autonomo, la Val d'Aosta, prendendo solo il 5,9 %  insufficiente per avere un membro nel Consiglio Regionale Valdostano.
Siamo alle solite, l'opposizione è arrabbiata, lancia messaggi di catastrofe e di DESTRA al potere, con derive pericolose, allarmismi e ipocresie che fomentano la classe telegenicamente attratta, poca, scoraggiata e delusa.
Giudicare prima è da sciocchi e da fomentatori, da faziosi e creatori di focolai alla ricerca di sacche di ignoranza,  che per fortuna sono sempre meno, che non condividono più una Sinistra asservita e serva dei poteri Economici-Massonici-Clericali, la Sinitra ha tradito i fari del Popolo e dei Lavoratori, assumendo sempre più i connotati di una forma di Liberismo a singhiozzo per le opportunità del momento.
La Sinistra Italiana non ha perseguito gli obiettivi che erano ne DNA della storia della Sinistra, ma virando verso l'affare e le logighe di mercato con enormi profitti per alcuni e quindi creando forti tensioni, sfociate nel più grande crollo della Sinistra Italiana, ma toccato il fondo l'unica cosa che si può fare è risalire, questo è un semplice e sincero augurio, perchè la vera e concreta dialettica e lungimiranza prevalga su miseri e inutili interessi di parte.
 

 Resp. blog
   P.Benincasa


lunedì 7 maggio 2018

Governo Neutrale





Come si può considerare di proporre un Governo che sia neutro, a chi?, a cosa?.
C''è necessità di fare delle scelte Politiche, e quindi non può esistere un Governo Neutro, addirittura con una chiara postilla obbligatoria; il Presidente incaricato non potrà candidarsi alle elezioni, che si dovrebbero tenere tra Luglio, non è mai successo che in Italia si è andati a votare a Luglio, e Settembre!!
La Lega è probabilmente la vincitrire di questi due estenuanti mesi di incontri, esclusioni, ammiccamenti e qualche proposta quasi indecente.
Tutti, secondo tanti e anche secondo di chi scrive, hanno fatto la loro parte per perdere del consenso, tutti, nessuno escluso  hanno avuto la capacità che un buon politico dovrebbe avere: la lungimiranza di comprendere che il Popolo Italiano aspetta risposte e chiede umiltà, concordia e assunzione di responsabilità,  esattamente il contrario di tutti i partiti, liste miste, movimenti e comunisti dell'ultima ora.
L'Italia ha imminenti problemi che deve affrontare e decidere cosa fare,l'Europa aspetta l'occasione per tirarci le orecchie e correggergi i conti, e i signiori, delegati dai cittadini giocano, parole di Martina, al gioco dell'oca.
Il Pd, con il suo leader, ha dato chiara dimostrazione di incapacità a decidere per il bene comune, ma per interessi di parte, il Partito Democratico è ormai senza la minima visione della strada da percorrere, senza una linea chiara e condivisa, si accetta l'esternazione pre direzione di Renzi solo per apparire, solo per decidere senza dialettica, senza confronto quindi senza democrazia.
Mattarella è in una situazione quasi fuori dalla Costituzione, dovendo fronteggiare le varie scelte o proposte che fanno acqua da tutte le parti.
Rimarranno due mesi di brutto confronto politico, fatto di strani divieti e di prime donne dell'ultima ora, di presunzioni e colpevolizzazioni, senza prima farsi un sano esame di coscienza,
rimarranno ricordi, di questi due mesi, di incapacità a confrontarsi e cercare compromessi utili al paese, utili al Popolo Italiano e anche alle loro carriere politiche.
Crediamo fermamente che dalle ceneri, dallo squallore e dalle sconfitte si possa maturare un futuro migliore, dove non prevalga l'individualismo ma il gruppo, il confronto e i compromessi che portano futuro, sviluppo e stabilità alla naziole e tranquillità e serenità al Popolo Italiano.

Resp. Blog
P. Benincasa






venerdì 4 maggio 2018

Origini di Bocchigliero

Torre Campanaria






Abbiamo approfondito, molto, sulle origini del borgo di Bocchigliero. Abbiamo letto tutti i libri inerenti questa materia, e qui li citeremo.
Riteniamo molte ipotesi, sulle origini di Bocchigliero, assai fantasiose e soprattutto prive di documenti, solo ipotesi e deduzioni che, potrebbero anche non corrispondere al vero.
La lettura di molti testi, sulle origini del paese, fanno solo supposizioni, solo ipotesi e non ci danno un quadro esaustivo e veritiero sulla reale nascita del borgo.
Le notizie certe e documentate sono poche e, a volte, non molto chiare per comprendere con chiarezza storica-documentale quando Bocchigliero ebbe origini.
Alcune cose certe ci sono, come ad esempio il documento più antico che è stato trovato da Don Giuseppe Scafoglio al grande archivio di Napoli, questo è datato 1344, esattamente il 4 Gennaio 1344, esiste un contratto di permuta, tra il conte Carlo Ruffo da Montalto e Michele Cantone da Messina, ed è quest'ultimo a cedere al conte Ruffo; Bocchigliero, quello era il primo anno di regno di Giovanna, prima regina di Napoli prima di questo documento non abbiamo altri documenti ufficiali del paese, Poi abbiamo le chiese, una in particolare, la chiesa di S.Francesco ubicata  su di una collina detta " 'A colla e i latri" che dominava tutto il vecchio paese, "'A destra", che certamente è il primo insediamento del borgo.
Il primo vero ricercatore sulle origini di Bocchigliero è stato Don Giuseppe Scafoglio, era anche Prof. di storia, latino e geografia.
Egli, lo Scafoglio, esattamente il 1916, pubblicò un librettino sulla Madonna di Gesù, elevato in tempi recenti a Santuario Mariano.
In questo librettino dedica la prima parte alle origini del paese, e nello stesso periodo, il notaio Filippo Pugliesi stava lavorando ad un testo sulle origini del paese. Pubblicato nel 1936;" Ricerca sulla storia di Bocchigliero"
Ma andiamo con ordine, per farci un quadro esaustivo della cronistoria di Bocchigliero, tra ipotesi, storiografia, e storia vera e propria.
Nel 1916, il Prof. Don Giuseppe Scafoglio pubblica questo libricino sulla Madonna di Gesu, o Madonna della Neve, e come dicevamo, la prima parte la dedica alla probabile origine di Bocchigliero.
Egli segnala, in questo librettino con meno di 80 pagine, utilissime notizie e con le poche certezze, riesce ad ipotizzare la nascita del borgo intorno all'anno 1000.
Egli, lo Scafoglio, attraverso le chiese, e alcuni dettagli di esse, riesce a capire che il nucleo abitativo nella "Destra, fu il primo ad essere abitato da diversi "casalini", che si erano creati intorno all'abitato, o al sito che sarebbe divenuto Bocchigliero.
Questi Casalini, nacquero, secondo Scafoglio e Fra Benedetto da Rossano, corista delle Riformate e lettore emerito, da alcuni abitanti di Campana,
Questi, spinti da un desiderio di esplorare terre fertili, si diressero ai confini del terreno di Campana,
Lo Scafoglio, così motivava la nascita dei primi Casalini.


"Doviziosa di territorio, Campana, però,
non trovava forze bastevoli in se stessa per
metterlo tutto in valore, dato l'esiguo nu-
mero dei suoi, i quali, per giunta,
vivevano agglomerati in un sol luogo; ed
il suolo aspro in parte, folto di selve, non
sempre facile ad essere percorso per le piene
dei torrenti.
In tale condizioni di cose, le zone più
lontane del territorio diventavano le meno
visitate e le più neglette."

C'è, a tale proposito, una tradizione orale,
bastava interrogare i vecchi del 1916, dice Scafoglio,
che raccontavano la storia simile al Frate Benedetto da Rossano,
e cioè che Bocchigliero nacque tenuta a battesimo da Campana,
anticamente, detta Kalasarna (o Calaserna e Caliserna) dal gergo popolare
Vero o falso noi non lo sappiamo, ma ci sembra che questa sia , tra quelle che abbiamo letto, la storia più realistica e forse corrisponde al vero, anche perchè, stando sempre alla lettura che da lo Scafoglio, Bocchigliero sarebbe nata intorno all'anno tra 1000/50.
Prova ne è la chiesa di San Francesco, sorta sulla "Colla e i latri"(Collina dei ladri), quasi a voler ascendere e arrivare in cielo, visto la posizione dell'abitato. "'A Destra", posta al riparo dai venti e esposta tra dove il sole nasce e muore.
Certamente, Don Giuseppe Scafoglio, non aveva alcun documento, oltre a quelli citati e, non si avventurò come invece fecero in tanti che hanno scritto sulla storia di Bocchigliero.
Il primo ad ipotizzare che Bocchigliero fosse la vecchia Arento, fu Filippo Pugliesi, di nobile famiglia, che nel suo libro " Ricerca sulla storia di Bocchigliero", fa tre ipotesi, ma si convince, e ne convince tanti, che Bocchigliero era la vecchia Arento, al punto che viene intitolata una piazza proprio ad Arento.
L'attuale P.zza Arento. Tutto ciò, purtroppo, senza una prova che documenti questa opportunità.
Poi è stata la volta del Prof. Rocco Giuseppe Greco, il quale, nel suo testo: BOCCHIGLIERO
"Cronistoria di una comunità calabrese tra brigantaggio e fame di terra", fa tante ipotesi e sminuisce altre ipotesi.
Ebbene su questo non siamo assolutamente d'accordo, non siamo d'accordo che Bocchigliero sia stata fondata dai Bruzi, non abbiamo nulla a tale proposito, ne tanto meno crediamo all'ipotesi che sia stata fondata dai Romani.
Le ragioni sono semplicissime, non abbiamo alcun documento che provi tutto ciò.
I Casalini, è vero, erano per lo più nomi di santi e monti, ma sono stati fondati prima dell'anno 1000, invece Bocchigliero è stato fondato, secondo noi, e i documenti lo dimostrano, intorno all'anno 1000/50, e allora si davano i nomi a seconda di cosa facessero gli abitanti.
Gli abitanti erano antichi costruttori di botti, da qui Bottigliero e quindi  Bocchigliero.
Questo lo afferma il Prof. Don. Giuseppe Scafoglio, che tutti citano, nei loro testi, ma che pochi conoscono veramente.
Altri si sono cementati nella storia di Bocchigliero, come il Prof. Alfonso Bastanzio.
Egli, nel suo testo " Bocchigliero:
Itinerario storico-archeologico-folkloristico", parla prevalentemente di questa città, Arento, una delle tante città nominate da tanti storici, ma mai rinvenuta, come tante altre, citate, e mai ritrovate.
Quando si parla delle origini di Bocchigliero, non si può sempre parlare di Arento, anche se era nel territorio di Bocchigliero, Bocchigliero va assolutamente distinto da Arento, e crediamo che Arento non era nel territorio di Bocchigliero, non abbiamo alcun documento che lo attesti, anzi si fa molta confusione tra gli storici, figurarsi fra amanti delle tradizioni locali.
Il prof. A.Bastanzio è un convinto sostenitore di Arento, ubicata in Basilicò, montagna di rimpetto "alla timpa e a Riforma", dove a più riprese sono emersi pezzi di epoca brettia-romana, e la chiesetta, che rimane ben poco, visto la non lungimiranza di amministratori che non si sono curati di salvaguardare quelle poche cose buone che c'erano,la chiesetta di Basilicò è stata costruita dai monaci Bizantini, i Basiliani.
Ma a noi fare citazioni, o appoggiare questa o quella tesi non ci porta da nessuna parte,
Vorremmo solo capire quali di queste ipotesi e supportata da reali documenti?.
Noi su questo siamo intransigenti.
Nel testo, del Prof. A. Bastanzio, addirittura si ipotizza la greco Arento, la brettia Arento e la romana Arento, tutto ciò supportato da nulla, supposizioni e voli pindarici.
Noi non possiamo accettare che la genesi di Bocchigliero sia Arento.
Vorremmo attraverso questo blog, lanciare un confronto, un dibattito o in semplice convivio, per avere chiarezza su tanti aspetti del nostro amatissimo Borgo.
Siamo ormai quasi al decimo anno di vita del Blog, in buona parte dedicato al Prof. Don Giuseppe Scafoglio, morto il 29 Luglio 1936, e non il 1932, come riporta la lapide al cimitero.(A.Bastanzio)
Anche perchè, Scafoglio, insegnò a Rimini sino al Giugno del 1936.
Ovviamente di ciò che andiamo affermando abbiamo documenti che ne provano la veridicità.
Ma torniamo a questa breve cronistoria documentata di Bocchigliero.
In ordine cronologico abbiamo letto il lavoro fatto a sei mani da; Ciccio Filippelli, Ludovico Aurea e il Dott. Nicola Papparella. Bocchigliero dall'antichità ai giorni nostri tra storia e storiografia.
Nelle due prefazioni, di Carlo Barresi e del Sindaco  del 2010 Luigi De Vincenti,ci ha colpito un participio passato usato da entrambi nella loro prefazione, "documentato", e da questo noi ci aspettavamo che, finalmente, avremmo conosciuto le vere e "documentate" origini del Borgo.
Pregevole il lavoro di raccolta dei documenti, fatta da Ciccio Filippelli e da Ludovico Aurea, i quali,però, quando parlano dell'immagine ritrovata in Basilicò, (pag.271), fanno una confusione enorme, che qui vorremmo chiarire.

1) la colla dei ladri, è la collina di S. Francesco e non l'attuale piazza del Popolo


2) L'attuale chiesa di S. Francesco, era dedicata alla Vergine Immacolata, un tempo chiesa matrice.


3) La chiesa della Concezione è una chiesa di cui non si conoscono le origini.


Ma torniamo alle origini del Borgo, che purtroppo il testo non chiarisce affatto, anzi complica ancora, come se ce ne fosse bisogno, le cose
Quando (pag. 274) si parla della fondazione di Bocchigliero si dice così: "Intorno all'ottocento novecento (non sappiamo cosa vogliono dire) pensiamo (800 A.c. o 900 A.c.)
Attenzione a quando si riportono notizie, perchè abbiamo notato, in tutti quelli che hanno scritto sulle origini di Bocchigliero, regna sovrana una grande confusione.
Ribadiamo la disponibilità di fare un convivio, un dibattito aperto, un confronto e una analisi su questo argomento.




"Quando è stato fondato Bocchigliero?"

Resp. Blog
P.Benincasa


Unica foto di Don G.Scafoglio

mercoledì 25 aprile 2018

Conoscienza e Mediocrità




Elargire conoscenza non è sempre corretto; è importante sapere chi sono quelli che ricevono le informazioni, con quale occhio guardano le cose, quali le loro mire, con quale spirito ci si approccia a conoscere?.
Ma la nostra vera e motivata paura è la mediocrità di tanti, che sguazzano, come anguille nere, nel mare dell'ignoranza; torbido, nauseabondo e irresistibilmente insopportabile.
Abbiamo sentore che molta gente vive frustata da una vita non più loro, ma nelle mani di altri, si lasciano facilmente abbindolare dal pifferaio magico di turno, si armano, insieme ad altri, e poi loro non partono.
Rimangono, i mediocri, ad avvitarsi su loro stessi e si auto gratificano prendendosela con altri.
Loro, i mediocri, non aggiustano le cose, giustificandosi che non è colpa loro,noi vorremmo dirgli che, se lo stato di cose permane. è solo colpa Loro...dei mediocri.
Non vorremmo, qui, suscitare dubbi, noi parliamo per letteratura, casistica, percentuali e null'altro,.Chiaro!!
Nessuno, per favore, si senta chiamato in causa.
C'è tanta gente che spera di trovare la felicità nello stare al centro del ring, sul palcoscenico, al centro, come protagonista, oppure raccontare bugie, senza alcuna prova, e già!.
Quando si scrive di storia, il tutto, per essere credibile, deve essere supportato da documenti che ne dimostrino la veridicità di ciò che si afferma.
Piccole cose
La felicità è nelle piccole cose, forse cose che stanno al margine, su di un'isola lontana.oppure come non notare che tutti nasciamo felici, basta osservare un neonato/ per rendersi conto che i "cuccioli", sono felici con pochissimo, e sono felici sempre.
Quindi, per non annoiarvi troppo, ci avviamo a concludere questo post, ricordandovi che ...la felicità è dentro di voi, basta saperla cercare ed ascoltare......e non Oltre.
Quello che non paga è la medriocrità, le bugie e l'Io imperante.


Red. Blog
R. Alimena


Colori e forme di Madre Natura


sabato 21 aprile 2018

Tempo...Immortali


Piromalli, Luigi e Walter Pellegrini


La riflessione che vi proponiamo è semplice, ma importante per comprendere bene le cose, si scrive, spesso, per cercare di comprendere come la pensiamo, cosa vorremmo realmente e quali strade sciegliere in questo marasma di confusione, di bugie e di falsità che ci propinano.
Il tempo, in tutto questo, gioca un ruolo importante, anche se viviamo in un periodo che nessuno di noi ha tempo, tutti corriamo e non ci fermiamo per pensare, per leggere, per appofondire e avere una conoscenza non superficiale delle cose, ci fidiamo dei titoli o degli articoli di giornali e telegiornali, e poi non parliamo di quello che c'è in rete, circa il 40% sono delle falsità.
Provincialismo e superficialità sono imperanti, luoghi comuni e ovvietà sono sulla bocca dei più.
Società superficiale e alla ricerca del nulla, il tempo come qualcosa da bruciare per essere sempre sul pezzo, sulle mode e su ciò che in quel momento è condiviso dalla masse.
Ma la vera e forse unica motivazione per cui siamo sulla terra è quella  dell'immortalità, che consciamente, volutamente o inconsciamente tutti aspiriamo.


Siamo certi, e io in maniera assoluta, che ci ha lasciato un uomo che si è consegnato all'immortalità, Don Luigi Pellegrini ci ha lasciato, il suo percorso terreno si è compiuto, lasciando segni e traccie indelebili, marcate e immortali.
Ho avuto la grande fortuna e l'onore di conoscere l'Editore pioniere, il coraggioso, il curioso e sempre giovane Luigi Pellegrini, ero molto giovane quando, insieme a mio padre, lo conobbi tra noi ci fu subito quel filing e quell'empatia che ti attrae e ti coinvolge, che riesce a portarti lontano dove arrivano i sogni.
L'era degli ulltimi intelletuali cosentini si chiude con Don Luigi Pellegrini, capace di volare oltre lo spazio e il tempo, di creare crogioli e fucine intelletuali che erano da troppo tempo sopite, rischiando, a volte, di sbagliare, anche se l'errore e fortemente motivo di sprone per fare sempre meglio.
Grazie Don Luigi, ci hai regalato mondi che non avremmo mai conosciuto, pubblicando opere sconosciute e incomprensibili per i più, hai voluto sempre metterti i gioco, sperimentare e regalare perle immortali, sensazioni maestose e invisibili solo per  chi ha l'animo sensibile e curioso.
Grazie per i suggerimenti e il coraggio che ci hai trasmesso, per la volontà e la perseveranza che hai avuto sino ad arrivare a ciò che desideravi: confronto, rischio e amore per tutto quello che hai fatto.
Domani, nel tuo ultimo viaggio, ci saranno insieme a te tutti quelli che ti hanno voluto bene, i tuoi famigliari, i tuoi nipoti, la gente comune, eri un uomo del popolo, conosciuto e apprezzato da tutta la tua terra; la Calabria, Madre e Matrigna, donna fatale alla quale solo gli schiocchi possono rinunciare.
Una ennesima stella si è già accesa, e farà compagnia a chi ti ha preceduto, a chi è già stella e ti era amico.

Resp. Blog
P.Benincasa
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mercoledì 11 aprile 2018

A N A L I S I





La psicologia e spesso la psichiatra, sono poco considerate dalla massa, dai più, anche perchè sono ritenute branchie che spesso sono nascoste e difficilmente gestite in modo corretto.
Tanta la produzione cartacea sull'argomento, tante le tesi e le scuole per poter fare diagnosi e quindi cure corrette, pochi gli investimenti in ricerca e sperimentazioni nei campi.
Ma tanti gli ammalati, coscienti e ignari, consapevoli e in tanti, forse volutamente,  non prendono realmente coscienza del proprio stato.
Quasi tutti soffriamo di stati ansiogeni o depressivi, alcuni hanno una visione falsata della realtà, si "derealizzano", " depersonalizzandosi".
Questi termini, che sembrano moderni, in verità vengono da molto lontano, anche se solo in tempi recenti (1935) viene ufficializzato e riconosciuto sia l'uno che l'altro termine.
In questi giorni è stato presentato  un libro, che in maniera chiara ed esaustiva risponde a chiari segnali di inadeguatezza quotidiana. Il libro è di Nicola Ghezzani:
 La Vita è un Sogno.
Derealizzazione, depersonalizzazione e attacchi di panico.
Editore Franco Angeli

In realtà, il disturbo da depersonalizzazione e derealizzazione si presenta con frequenza in un ampio ventaglio di stati patologici lievi: ansia generalizzata e attacchi di panico, fobia sociale e delle emozioni, pensieri ossessivi e depressione. Nonostante sia ancora in parte misconosciuto, secondo Nicola Ghezzani il disturbo da depersonalizzazione e derealizzazione si avvia a essere uno dei disturbi più diffusi del mondo contemporaneo, afflitto da ansia nei rapporti umani, abuso di droghe e di psicofarmaci e da vite sempre più isolate e virtuali. La previsione dell'autore è che nei prossimi anni depersonalizzazione e derealizzazione saranno diagnosticate sempre di più perché i soggetti che ne soffrono aumenteranno in modo esponenziale e i professionisti del settore saranno finalmente in grado di riconoscerle. In tal senso, questo libro costituisce un unicum nella letteratura internazionale sull'argomento. Scritto da un ex derealizzato, guarito con la psicoterapia e divenuto egli stesso psicoterapeuta e teorico di un nuovo modello clinico, "La vita è un sogno" è un'occasione che si offre allo psicoterapeuta e al paziente per identificare il disturbo e per delineare un percorso terapeutico.
Tratta da:


https://www.ibs.it/vita-sogno-derealizzazione-depersonalizzazione-attacchi-libro-nicola-ghezzani/e/9788891762368?inventoryI


Red. Blog
D. Imbardelli



giovedì 5 aprile 2018

Consultandosi




Oggi le consultazioni, quasi sicuramente, non arriveranno a nulla, quindi ci sarà, probabilmente, un nuovo giro di consultazioni per fare il punto della situazione.
Certamente la legge elettorale con cui si è andati a votare non consente a nessuno di governare.
Quindi quali le probabili opzioni per partorire un governo degno di questo nome?
Certamente non tante; o i grillini si alleano con la Lega, e questo, a detta di Salvini, non sarà possibile, oppure una alleanza M5S e Pd, senza Renzi, e anche questa proposta grillina, di Di Maio, è stata rimandata al mittente.
Io credo che l'unica cosa vera, rispetto alla legge elettorale, sia quella di incaricare la coalizione che ha preso più voti di un mandato esplorativo, che possa consentire di racimolare quei voti parlamentari che mancano per avere una maggioranza.
Forse il M5S esagera quando chiede che  Di Maio faccia il premier, oppure si ritorna al voto, c'è anche qui necessità di essere realisti e diplomatici, cercando di fare un governo che realizzi parte dei punti chiave.
Oppure, Mattarella, il Presidente decide di fare un governo di scopo: 1) modificare la legge elettorale e2) Approvare la manovra entro Aprile, chi vivrà vedrà, certamente la legge elettorale, che non prevede premi di maggioranza, è una legge fatta quasi appositamente perchè nessuno governi.
E' una matassa alquanto ingarbugliata che si trova elle mani del capo dello stato, e non è semplice venirne a capo.
Nessuno ha diritto di avanzare prime geniture, nessuno può imporre veti e soprattutto i grillini hanno necessità di riflettere e contribuire fattivamente ad un governo forte e con chiari punti da affrontare.
La Lega, il partito più votato della coalizione di centro destra, ha il diritto di avere un mandato esplorativo e aggregare nuove forze ed energie per fare le cose.
Crediamo fermamente che altre opzioni non esistono, e che solo la volontà e la lungimiranza debbano prevalere.

Red. Blog
I.Caputo


martedì 3 aprile 2018

P O T E R E





Chi crede di potersi servire del potere per soddisfare mire personali oggi si sbaglia, chi, in passato, lo ha fatto, oggi, viene fantasticamente a galla.
Premessa indispensabile per tentare di fare un ragionamento sulla forza, sulla capacità e sulla penetrazione del Potere, che riesce a  penetrare nei meandri della nostra quotidianità.
Le scuole di politica e di filosofia greche spiegavano bene questi concetti, mettendo in guardia da abusi di Potere e uso personale del Potere.
Eppure oltre 2000 anni addietro l'esercito romano decise di non entrare nelle diatribe religiose, negli usi e nei costumi, per non fare diventare il popolo conquistato il primo nemico. Così Ponzio Pilato decise di lavarsene le mani; del sangue e del corpo di quell'uomo che era Gesù.
Il Potere, saputo esercitare, sortisce risultati straordinari e all'avanguardia, chi non riesce a capire questo presto finisce per isolarsi e rimanere solo.
Platone vide nei filosofi i veri e forse gli unici candidati all'esercizio del potere, perchè questi non avevano alcun interesse personale e materiale nel farlo e quindi erano liberi di applicare l'idea del bene alla politica.
Aristotele ebbe una concezione del potere politico basato su regole ben precise, una delle regole era la turnazione delle cariche politiche e quindi del Potere, anche per lui è centrale la legge che deve essere mantenuta e tramandata, con una precisa educazione.
Per tutti era indispensabile il rispetto delle leggi, dei regolamenti e di tutte le norme statutarie.
Abbiamo smarrito il senso delle regole, il rispetto per l'altro, e chi ha il potere considera il Popolo semplicemente un suddito da sottomettere e da ricattare.
I Sofisti,Anassagora in particolare,  credevano che Zeus avesse distribuiti i talenti, diversi, a tutti, ma la dote, o virtù Politica esiste in tutti gli uomini.
Virtù politica è la capacità di aggregarsi e non combattersi tra di noi.
Platone fu innovativo e nei suoi trattati sottolinea l'importanza del sapere e della conoscenza, doti indispensabili per governare.
Ma cosa veramente legittima il potere, per Platone è la scienza e il sapere.
Questa tesi fu nuova e dettagliatamente spiegata, e fece della scuola filosofica politica greca l'apripista e le fondamenta della Politica.
Ma la capacità di comando e capacità gestionali è legata ad una tecnica del comando con valori universali.
L'iperbole di uomini che fanno politica spesso è costellata da illegalità palesi e uso non cosciente del Potere, qualcuno considera il Potere arma più potente del denaro, altri si arricchiscono con il Potere riuscendo a smuovere tante cose che vengono pagate profumatamente.
La corruzione, l'abuso di Potere sono sempre più frequenti, dovuto semplicemente all'incapacità di fare con serietà e lungimiranza il Bene Comune, che è la regola prima della Politica.
Il Potere deve essere legittimato dal popolo, che dovrebbe essere l'unico vero artefice della legittimazione democratica, ma anche questo, negli ultimi anni, è stato superato, riuscendo a guidare, pilotare e manovrare flussi di voti che legittimano gente senza scrupolo e mezze cartucce.
Molti studi scientifici hanno dimostrato che il Potere altera il comportamento celebrale umano.


Resp. Blog
P.Beincasa
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Artico tratto dal web.

Dacher Keltner, uno psicologo dell’Università di Berkeley, secondo cui gli effetti del potere sul cervello possono essere paragonati a quelli di una ferita. Keltner è giunto a questa conclusione osservando i comportamenti delle persone con un ruolo di potere, ma la sua teoria è sostenuta anche da analisi fatte direttamente sul cervello.
Sukhvinder Obhi, un neuroscienziato dell’Università McMaster dell’Ontario, ha confrontato i cervelli di persone con qualche forma di potere e persone senza, usando la tecnica della stimolazione magnetica transcranica (TMS), che permette di studiare il funzionamento dei circuiti e delle connessioni neuronali in modo poco invasivo: così ha scoperto che il potere danneggia il funzionamento dei neuroni specchio, quelli che si attivano sia quando si compie un’azione che quando la si vede fare da qualcun altro. Si pensa che i neuroni specchio siano la cosa che ci rende empatici, cioè capaci di capire i problemi altrui: per questa ragione i potenti avrebbero più difficoltà a mettersi nei panni dei loro sottoposti.
Gli studiosi si sono inventati vari modi per testare l’empatia delle persone. In uno studio del 2006 ai partecipanti era stato chiesto di disegnare la lettera E sulla propria fronte in modo che fosse leggibile ad altre persone. Per farlo in modo efficace è necessario scriverla al contrario rispetto a quanto si farebbe per leggerla dalla propria prospettiva, come il simbolo matematico di esistenza ∃, per intenderci. I partecipanti allo studio che si percepivano come potenti sbagliavano a scrivere la E tre volte più spesso degli altri. Questo studio ha fatto pensare a Jerry Useem, l’autore dell’articolo dell’Atlantic, a quella volta in cui, durante le Olimpiadi del 2008, l’allora presidente degli Stati Uniti George W. Bush tenne in mano la bandiera americana al contrario.
Altri esperimenti hanno mostrato che le persone potenti sono meno brave a capire cosa stia provando chi sta loro di fronte oppure a indovinare come un collega possa interpretare un’osservazione, e tendono a non ridere quando ridono gli altri. Queste incapacità possono essere controproducenti non solo per avere dei buoni rapporti con gli altri esseri umani, ma anche nell’esercizio del potere stesso. Per questo Keltner ha coniato l’espressione “paradosso del potere” per indicare che il potere toglie alle persone che lo esercitano alcune delle capacità che le hanno aiutate a ottenerlo.
In uno di questi studi sull’empatia Obhi e i suoi colleghi mostrarono a un gruppo di persone un video in cui si vede una mano che stringe una palla di gomma. Nei cervelli delle persone non potenti si attivarono gli stessi processi neurali che si sarebbero attivati se le persone avessero effettivamente stretto una palla con le loro mani. L’effetto era molto meno presente nei cervelli delle persone “potenti”, anche se in quel caso si trattava di semplici studenti a cui prima del test era stato chiesto di raccontare un’esperienza passata in cui avevano dovuto dare ordini agli altri. La tesi dei neuroscienziati è che l’effetto anestetico del potere sul funzionamento dei neuroni specchio sarebbe scomparso non appena avessero smesso di sentirsi potenti in virtù del ricordo evocato. Più importante però è la tesi secondo cui l’essere “esposti al potere” per molto tempo potrebbe causare dei cambiamenti di lunga durata nel cervello.
I risultati dell’esperimento non cambiarono nemmeno quando fu spiegato ai partecipanti il funzionamento dei neuroni specchio e lo scopo dello studio: i partecipanti potenti ebbero di nuovo una risposta minore al video con la palla di gomma. Questo dimostrò che i risultati della prima parte dello studio non dipendevano dall’impegno messo dai partecipanti “potenti”, ma da una vera incapacità.
Useem spiega che comunque i cambiamenti che avvengono nel comportamento di una persona a causa del potere non sono necessariamente dannosi per l’esercizio del potere stesso, lo sono solo in certi casi. Ad esempio, la diminuzione dell’empatia sembra legata all’esclusione da parte del cervello di tutte le informazioni secondarie, cosa che normalmente aiuta a essere più efficienti. Susan Fiske, una psicologa dell’Università di Princeton, sostiene che avere il potere renda inutile sviluppare la capacità di capire in fretta le altre persone: chi è potente non deve convincere nessuno, basta che dia ordini su quello che gli altri devono fare. Tuttavia l’empatia è utile per riuscire a mantenere il potere.
Gli psicologi hanno elaborato anche dei consigli per le persone potenti interessate a non perdere le loro capacità empatiche. Il primo è cercare di non sentirsi potenti, dato che in realtà il potere è prima di tutto uno stato mentale. Secondo uno studio pubblicato lo scorso febbraio sulla rivista Journal of Finance, gli amministratori delegati che da bambini hanno avuto esperienza di un disastro naturale nel quale sono morte molte persone sono molto meno portati a rischiare rispetto a quelli che invece non hanno avuto esperienze di questo tipo; quelli che invece hanno sperimentato un disastro naturale in cui non è morto nessuno, sono ancora più spericolati. Si pensa che il ricordo della propria impotenza, o viceversa quello della propria supposta invulnerabilità, abbia un ruolo nel modo in cui le persone si sentono più o meno potenti.
Useem cita un aneddoto raccontato spesso da Indra Nooyi, presidente e amministratrice delegata di Pepsi: quando nel 2001 tornò a casa piena di soddisfazione e orgoglio dopo essere stata nominata presidente, sua madre le chiese di andare a comprare il latte prima di darle le sue «grandi notizie». Nooyi lo fece, ma se la prese con sua madre che le disse: «Lascia la tua stupida corona nel garage». Questa storia è utile a Nooyi per il fatto che lei stessa la racconta: ricordarsi degli obblighi a cui tutte le persone sono sottoposte, lei compresa, la aiuta a essere obiettiva su sé stessa e considerare gli altri. Nell’aneddoto il ruolo della madre di Nooyi è quello del consigliere che tiene il potente ancorato a terra. Molti statisti del passato avevano una figura del genere: per il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt era il consigliere Louis Howe, che non smise mai di chiamarlo per nome invece che «presidente»; per il primo ministro britannico Winston Churchill era sua moglie Clementine, che gli consigliava di essere più gentile con i suoi sottoposti.




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lunedì 26 marzo 2018

Culture sommerse



Quando ti rechi in in luogo, e non per la prima volta, un motivo o più motivi ci saranno.
Infatti è il secondo anno che la redazione del Blog si reca ad una manifestazione, un rito che, tra sacro e profano, da quasi vent'anni viene riscoperto, riproposto e migliorato per dare profonde e importanti radici e forse anima ad un luogo che era spopolato, come tanti, ma che sta assaporando e con esso i suoi Pionieri, una inversione di tendenza.
Tentando, attraverso la cultura, di sperimentare e guardare al domani, al reale, al bello, all'arte e ai Sincretismi che creano le giuste e naturali Sinergie tra Enti preposti a farlo.
Le Pupazze di Bova, ancestrale e pagano rito, sposato dalla chiesa solo in parte, riesce a creare "Il Mito", attorno al quale gira il futuro di un luogo che sta riacquistando la propria storia, le proprie radici e forse la propria anima.
Tra sacro e profano
Ma la sorpresa è stata la conferenza tecnica, o tavolo di tecnici, alcuni già a lavoro, che abbiamo incontrato, e avuto l'onere e l'onore di ascoltare, in una delle meravigliose chiese di Bova; la chiesa dello Spirito Santo, e non a caso questa si è  tenuta proprio il giorno delle Palme o delle "Pupazze, molto sentita a Bova."
La conferenza tecnica dal titolo "Sincretismi della Calabria Greca Segni Tracce Parole".
Parter di alto livello, proposizioni concrete e opportunità di concrete sinergie tra Enti preposti ad operare per il bene e la crescita comune.
Crescita che delega  gli stessi abitati a fare un percorso di impegno e crescita culturale, che possa ridare al Borgo nuova vita, attraverso la fruizione e l'accrescimento individuale e collettivo.
Nominare tutti gli ospiti al tavolo è riduttivo e non sarebbe sufficiente un semplice post di un Blog, allora vorremmo solo sottolinearvi quali i temi affrontati per valorizzare ed arricchire il lavoro sin qua già fatto, quello del museo dedicato ad un personaggio che ha consentito di far conoscere al mondo la lingua Greco-Calabra; Gerhald Rohlfs,
L'Arte per coinvolgere ed essere apprezzata da tutti, compito ambizioso e lungimirante che guarda al futuro con l'Arte Contemporanea.
Per questo sono stati interpellati, presenti, tre artisti che già conoscono Bova e forse non hanno ancora  completato il lavoro iniziato. Gli artisti sono: Angela Pellicanò, Antoio Pujia Veneziano e Roberto Lucifero.
Tra le idee e analisi più attente sono state espresse dal Presidente del Parco Nazionale d'Aspromonte, Giuseppe Bombino, che ha senza dubbio colto gli scogli, i muri e le carenze culturali per continuare un cammino insieme, per una crescita globale e duratura.
Ma i temi cardini per un miglioramento e ampliamento del Museo sono:La Biblioteca Franco Mosino, il Borgo dei Mestieri e la Giudecca.
Pareri convergenti da parte delle figure Istituzionali presenti, che faranno ciò che è nelle loro competenze, ognuno per la propria parte e puntare a obiettivi comuni.
Se il tutto viene intriso di accoglienza, spazi di interventi e lungimiranza allora questo può essere il luogo deputato a far Risorgere non solo l'aria Grecanica o Bovesia, ma l'intera Calabria.


Resp.Blog
P. Benincasa