martedì 17 marzo 2020

Covid-19











Non è semplice affrontare l'argomento, ma noi ci proviamo.
Siamo in un clima che, nell'intero globo, non si era mai visto, non si era mai visto in Italia.
Ma andiamo con ordine, iniziamo dall'inizio, anzi  iniziamo da oggi che è stata una giornata funesta, tra le più brutte dall'avvento di questo virus; 14 Marzo 2020, che tanti apostrofano Corona Virus e associano a pandemie del passato.
A nostro modesto parere non è uguale a nessuno, non si può essere superficiali credendosi coraggiosi, in questi giorni, ormai tanti, i mezzi di comunicazione stanno dicendo di tutto e di più, ci stanno bombardando di notizie anacronistiche e di appelli che neanche chi li trasforma in Decreti Legge ne è completamente convinto, anche perché ci si affida ad esperienze che non fanno testo, che non sono scientificamente provate.
Quindi? quindi c'è necessità di cautela, di pazienza e avere la capacità psichica di stare, il più possibile, nelle proprie case, anche perché l'unica verità è che questo Signor Virus riesce a propagarsi in maniera esageratamente veloce.
Tanti dicono è una battaglia, ma le armi a nostra disposizione sono poche e spesso incerte, di certo non bisogna stare in gruppo, non bisogna stare vicino, almeno un metro, ma meglio se due.
Le città sembrano sotto carnevale, tanti indossano le "mascherine" , qualcuno anche i guanti.
Questo periodo tante sono le crisi dentro la Pandemia, ma una vogliamo ricordarla, ci sono tantissimi ragazzi che per seri problemi avevano le maestre di sostegno e un pasto nutriente e sufficiente.
Chi si preoccupa di questi ragazzi se non la famiglia, a volte senza competenze e senza reddito.
Ma  di tutto questo dramma nel dramma, non ci si può occupare, come non ci si può occupare dei tanti padri di famiglia che lavoravano senza tutele, a nero,  senza alcuna tutela prevista nei decreti, sia ben chiaro nessuno vuole criticare o attaccare le scelte del nostro Governo, ma le misure sono totalmente insufficienti.
gli ospedali sono al collasso, non abbiamo attrezzature per far fronte a questa crisi che diventa dramma nel dramma, paura che si trasforma in panico e poi in depressione.
Non c'è da sottovalutare l'aspetto emotivo che tocca la nostra fragile psiche, noi uomini e donne di questo secolo nuovo e tecnologicamente il più avanzato di sempre, siamo deboli e incapaci di reazioni che possano essere di speranza e di fiducia per i nostri figli e per il futuro delle nuove generazioni che hanno bisogno del nostro coraggio di uomini e donne italici, che hanno vinto battaglie e guerre anche più dure, abbiamo bisogno di rifugiarci nel Popolo Italiano, nell'Orgoglio Italico, che ha sempre risposto alle tragedie con grande Dignità e Solidarietà che nessuno riuscirà ad eguagliarci.
Siamo un Popolo che ha Radici e Storia, Arte e Ingegno dimostrato in millenni di Storia, Noi ITALIANI siamo la storia dell'umanità, siamo l'esempio dell'Arte e della Bellezza, Noi siamo forti, flessibile e capaci di superare marosi e soprusi di gente incapace di essere rappresentati del Popolo Italiano.



Resp. Blog
P.B.





giovedì 13 febbraio 2020

Settima, e non ultima, Giornata Nazionale dei Dialetti




Si è tenuta, anche quest'anno, la giornata Nazionale che celebra e trasmette la tradizione della lingua madre: il DIALETTO.
Bocchigliero è da ben sette anni che, il 17 Gennaio, onora la giornata dei Dialetti d'Italia.
Voluta, con perseveranza e costanza da Piero Benincasa, il sottoscritto. Questa giornata è stata voluta dall'UNPLI,   Approfondisci , questo per valorizzare, conoscere e trasmettere la lingua dei nostri padri, che trasmettevano i valori attraverso il Dialetto, la nostra prima lingua, anche se i tempi cambiano, il mondo si trasforma la forza dell'uomo rimane nelle proprie radici e nelle tradizioni del passato, che restano i pilastri del nostro presente e del futuro.
Quest'anno senza alcuna partecipazione; ne Istituzionale e ne Associativa, ma per volontà di pochi, ma buoni, che nel noto locare "Noi I Greco", si è celebrata la VII, e non ultima, Giornata Nazionale dei Dialetti.
C'è da sottolineare che negli anni passati la Giornata è stata più partecipata, con la presenza delle Istituzioni; il Comune, le Associazioni, i Cittadini e senza alcun vanto e rancore la presenza Accademica, l'Università, tra le più prestigiose al mondo, che studia e ricerca sulle Romanze, i Dialetti e le Lingue Antiche: Oxford University , con la presenza epistolare della ricercatrice Dott. Chiara Cappellaro, Docente della summenzionata Università.
La Dott. Chiara Cappellaro è stata più volte a Bocchigliero, per una ricerca comparativa sul dialetto di Bocchigliero, che è uno dei pochissimi Borghi che ha una base di grammatica dialettale e vari scritti che raccontano in maniera dettagliata e puntuale quello che è stato il nostro passato. L'Università di Oxford, ha voluto investire, finanziando una ricerca anche sulla fonetica  e sulla storia del dialetto "Vucchiglierise.
Questo, tutto questo, è accaduto grazie ad un nostro paesano che, molti anni addietro, pubblicò sin dal 1928 quattro quaderni sul sostantivo bocchiglierese, l'ultimo il 1932.
I Quaderni del sostantivo, qualche hanno addietro, sono stati raccolti in un unico testo:
 "Quaderni sostantivo calabrese". raccolti da Piero Benincasa, il sottoscritto, con alcune promesse da parte dell'Amministrazione Comunale, mai mantenute. Le prefazioni ai "Quaderni", sono della ricercatrice della Oxford University, Dott.Chiara Cappellaro e del Prof. Domenico Scafoglio, docente di Antropologia Culturale a Fisciano (SA).
Ma torniamo alla VII Giornata Nazionale dei Dialetti, che quest'anno ha avuto come tema alcuni punti cardine che hanno animato l'incontro.

                                                                              RADICI


Una delle principali motivazioni che ci spingono a non far disperdere o morire la lingua dei nostri padri e delle nostre madri, che vivevano proverbiando e non conoscendo l'italiano parlavano solo in dialetto, attraverso il quale si facevano portatori di valori; rispetto dell'altro e della natura. Le radici sono anche il ricordo del passato, dell'infanzia che ci ha fornito e dato le fondamenta di ciò che siamo oggi.

                                                                  RICORDI


I ricordi sono un pezzo fondante del nostro essere, sono, i ricordi, ciò che abbiamo vissuto, quella che è stata la nostra infanzia, sono il nostro vissuto, solo la fonte dove ci dissetiamo e dove andiamo per decidere, dove non andiamo per avere ma per essere, i ricordi sono ciò che abbiamo vissuto, i ricordi sono i reconditi pensieri che ci seguono senza mai lasciarci.
Senza ricordi non avremmo nulla, non avremmo neanche presente e futuro.






                                                                CULTURA


La base del dialetto nasce dalla cultura Araba, Magno Greca, Bizantina, Normanna ma anche Spagnola e Francese.
Senza una base Culturale non si può scrivere in Dialetto, anche perché chi ha scritto e scrive in Dialetto ha necessariamente bisogno di una buona Cultura, latina ma anche greca e araba.




Non si può pensare di inventarsi Antropologo o Storico senza conoscenza della Cultura classica, che è la base di ogni scritto.
Abbiamo in questa settima edizione spaziato per dare un quadro esaustivo ma non completo della nostra lingua Madre.
Un sincero e sentito ringraziamento va a chi ha partecipato e a chi crede che il dialetto è squisitamente fonte inesauribile di Cultura. Ricordi e Radici.



Resp. Blog

P. Benincasa



















lunedì 6 gennaio 2020

Lettera aperta! A tutti i bocchiglieresi e non solo





Egr. Signor Sindaco, massima espressione Istituzionale del Comune, emerita giunta, voglio, ma soprattutto Vogliamo chiedervi alcune cose in merito alle vostre promesse fatte in campagna elettorale ed  enunciate nel vostro nutrito programma elettorale.
Vorremmo conoscere il crono programma, perché a noi sta molto a cuore.
Questo perché non rimangano vane promesse sterili o enunciazioni di facciata.
La prima cosa che vi chiediamo riguarda il luogo, i tempi e i modi di realizzazione di un luogo che volete dedicare alla  memoria di chi ci ha preceduto, o Mnemoteca, anche perché questo era un nostro progetto, e senza chiederci nulla lo avete inserito nel vostro programma.
Inoltre vorremmo, umilmente, sapere cosa avete intenzione di fare del nostro Borgo, che sta per scomparire.
Davanti a tanta evidenza, chiarezza e sincerità non si può essere sordi, aspetto, aspettiamo una risposta a tutto questo, le future generazioni prima si creano, creando attrattori e stimoli che possano ripopolare un luogo in via di totale desertificazione: Umana, Morale, Culturale e che venga costruita su pragmatici, anche se lunghi, progetti di reale sviluppo del territorio, di reale "Sviluppo Sostenibile"

Certamente non può, il nostro amato e bistrattato Borgo, risollevarsi con una Sagra dei sapori autunnali, dei meravigliosi colori che l'Autunno ci regala, o la presentazione di libri lontani da progetti atti ad un vero sviluppo sinergico del territorio.
C'è necessità di cercare: Diagnosi, che tanti conoscono, ma soprattutto Cure che pochissimi hanno in mente e che quasi nessuno comprende.
Inoltre non possono, le Associazioni, essere asservite al potere di turno, perché questo annulla il confronto, la dialettica e la capacità di confrontarsi, anche perché questa è la Democrazia, e non l'ipocrisia e la formalità trita e ritrita incontri clientelari, di facciata e bugiardi.
"La festa del Grano e della Cuccia"...Queste cose non si fanno per rispetto delle persone, come il sottoscritto, che ancora crede in valori immutabili nel tempo.
Quali sono le vostre IDEE, che avete, per poter rivitalizzare questo lembo di Calabria, che Voi state contribuendo a far scomparire?
Egr. Sindaco Pro tempore, sappi che solo con l'aiuto di tutti si può tentare di far rinascere un Borgo che ormai, se si continua così, è solo destinato a morire, molte persone vogliono che questo non avvenga, sono attivo e propositivo, ma mi sento di aggiungere che sono quasi odiato e bistrattato da tanti, anche da te caro Sindaco Alfonso Benevento, e ti chiamo in causa perché ho certezza e contezza di quello che dico.
Non voglio essere cattivo o arrogante, ma stimolante e costruttivo, pacato, franco e soprattutto onesto; continuerò a venire al Mio paese, Bocchigliero, e non verrò per i bocchiglieresi o per le Istituzioni, anche perché non hanno orecchie e cuore per ascoltarmi, non hanno la voglia ma sopra ogni cosa, non hanno  la sensibilità di leggere i suggerimenti e la vera e franca storia del nostro Borgo, non hanno neanche voglia di conoscere, anche se pubblicamente lo affermano, le nostre radici, i nostri padri.
Bocchigliero avrebbe delle grandissime opportunità, che colui, coloro che hanno l'ambizione di essere alla guida del luogo dovrebbero avere Idee, progetti e sogni da realizzare per poter risollevare, rivitalizzare e far crescere un luogo, una storia e soprattutto RADICI che stanno scomparendo.
Certamente questo non può succedere con una "Sagra", che forse non è la strada giusta, non è quello che pensa veramente alle future generazioni,  se si dovesse continuare in questa direzione, le future generazioni non ci saranno.
Egr. Signor Sindaco, Pro Tempore, sappi che abbiamo sempre bisogno dell'altro per crescere, per comprendere e confrontarsi attorno ad un Borgo; morente, in agonia il quale ha bisogno di Uomini e Donne di buona volontà e scevri da condizionamenti di sorta.
Non avresti bisogno di questi suggerimenti se veramente, Tu e la tua giunta, pensaste sinceramente a rivitalizzare e far rinascere Bocchigliero, poi, nel tuo discorso formale, davanti alla statua del milite ignoto, hai veramente dato concreta prova che non hai e non avete idee, chiedendo alle nuove generazioni di risollevare le sorti del Borgo con idee e progetti. Non risolvi il problema con: "Un Natale con i fiocchi". Oppure credere di stare con il clero ad ogni occasione per essere ciò che si vorrebbe essere.
Ma un disinteressato e franco suggerimento voglio darlo a te e alla Tua giunta: Non abbiate paura, il tempo per redimersi è sempre quello giusto, il tempo per crederci, o far finta, è sempre quello sbagliato.
Buone Feste a chi ancora crede!


Resp. Blog
P.Benincasa







giovedì 3 ottobre 2019

ESTATE.. senza tregua!




L'estate sta finendo, così il titolo di una canzone del 1985 dei Righeira, pezzo che divenne il tormentone di quella lontana Estate.
Di solito quando si giunge al termine di un percorso, si fanno i bilanci, si tirano le somme e si valuta come è andata.
A voler fare un bilancio di questa estate, che volge al termine, certamente è stata una fantastica estate, dove, almeno al sud dell'Italia, non ci siamo fatti mancare nulla; bel tempo, serate al chiaro di luna mangiando di tutto e di più, dove si sono rivisti vecchi amici d'infanzia, dove sono nati fragili amori e dove tutti, soprattutto gli Amministratori di Comuni turistici, hanno cercato di attrarre più turisti possibili.
Tanti però sono andati fuori dalle regole, autorizzando fruibilità in locali non idonei, non a norma e senza agibilità, mettendo a serio rischio chi ha visitato questi luoghi.
Ma torniamo all'Estate che ormai è andata e ci si prepara alla stagione in cui; luce, colori e clima mutano per dare vita all'Autunno.
L'Autunno che, senza volere essere retorici, è un Autunno caldo, fatto di vertenze sindacali, di scioperi, di preparazione alla prossima tornata elettorale; le votazioni regionali, che in Calabria avranno luogo in Novembre.
Tanti sono attratti da candidature, o di avvicinarsi a candidati forti e vincenti, per avere punti di riferimento da cui tranne benefici.
Non possiamo dimenticare quello che è successo a livello nazionale; dimissioni di Salvini e caduta del governo Giallo-Verde, ennesima beffa per il popolo italiano, con nuovo governo formato da PD e M5S, quindi nasce il governo Giallo- Rosso, ma il segretario, PD, alcuni mesi addietro, Febbraio, in sede di congresso gridava "Mai con il Movimento 5 Stelle.
In politica però si sfruttano le opportunità per occupare posti chiave, poltrone e consenso clientelare.
La politica è suddita dei poteri economici forti, che manovrano e indirizzano il popolo che non è più sovrano, il popolo è sottomesso e suddito dei poteri politico-economici, che ormai da anni gestiscono la res pubblica.

Noi non riusciamo a ribellarci a questo stato di cose perchè ci accontentiamo delle briciole e dei corsettini falsi di formazione, dove pochi si arricchiscono e tanti si prendono i resti.
Ma anche in questo ramo ci sarebbe tanto da approfondire e da denunciare irregolarità palesi che spesso sono anche penali, ma il popolo tace, e con questo è colpevole, forse ancora di più di chi è in alto.

Resp. Blog
P.B.

mercoledì 5 giugno 2019

Campagna Elettorale Continua!









Non si sono ancora festeggiate le vittorie di Sindaci, Governatori ed eletti al Parlamento Europeo che si ritorna a fare campagna elettorale. Anche se la prossima domenica ancora si vota per chi è andato al ballottaggio, nelle città superiore a quindici mila abitanti.
Anche in Calabria, in autunno inoltrato, si andrà al voto per rinnovare il Consiglio Regionale, ed eleggere il nuovo Governatore con la sua squadra e la campagna elettorale è già iniziata.
Certamente, l'uscente Governatore, Mario Oliverio, non vuole mollare, anche senza il consenso del suo partito; il PD, e minaccia di candidarsi con liste civiche perché, Lui, ci tiene a raccogliere i frutti di questi anni di duro lavoro, la solita, nauseabonda ed anacronistica storia, che puntualmente si ripropone ad ogni campagna elettorale dagli uscenti.
Ma tante cose sono successe in questi lunghi e bui anni alla Regione Calabria; dalla sanità, sul baratro o collasso, alle varie indagini a componenti la giunta Oliverio e anche allo stesso Governatore Mario Oliverio, che deve rispondere di reati non troppo leggeri, inoltre, sempre il Nostro è stato con obbligo di dimora nel suo amato paese: San Giovanni in Fiore, grosso centro che sorge su una delle ultime propaggini della Sila Grande, e annovera una importante Fondazione dedicata all'abate Gioacchino da Fiore, anche se questo è nato a Celico (cs).
Ma a guardare tra le pieghe di questa prossima campagna elettorale, per il rinnovo del Consiglio Regionale, non ci sarà da meravigliarsi se ci saranno delle cordate per appoggiare questo o quel candidato, per accordi presi prima delle Amministrative di Maggio nei Comuni.
Infatti in tanti Comuni della Calabria, tra cui Bocchigliero, si è votato per i rinnovi dei consigli Comunali, e in tanti hanno compreso che poco cambia per i cittadini, poco cambia da parte di tanti che si sono affidati a chiunque pur di riuscire a vincere, riuscire a sedersi sulla sedia di Sindaco, che è, o dovrebbe essere, l'Istituzione più vicina ai Cittadini, quella che dovrebbe avere la lungimiranza di guardare al futuro, quella che si occupa del presente e anche del passato, delle tradizioni, della storia e delle Radici.
Quindi se la società vuole evolversi, maturare e mutare lo sguardo verso rotte sostenibili, i Sindaci hanno una grande responsabilità verso la propria comunità e verso Tutti i cittadini, anzi dovrebbe, un Sindaco, ascoltare chi non lo ha votato, per capire come poter confrontarsi e, attraverso mediazioni, anche compromessi, arrivare ad un fine comune, che rimane il " Bene Comune", cercare forme che possano creare visibilità, ma non solo, cercare opportunità che possano, per primo trattenere giovani, e poi pensare di far ritornare sia i nativi, gli oriundi e persone in cerca di peculiarità climatiche, di qualità della vita e attraverso percorsi naturalistici- paesaggistici, storico e culturale
riuscire a creare attrattori di sviluppo sostenibile, virtuoso e concreto.
Le analisi si sprecano, le idee vanno adattate ai luoghi e gli uomini vanno pesati per le tracce che lasciano.


Resp. Blog
P.Benincasa


mercoledì 29 maggio 2019

VITTORIA!




Ha vinto la Continuità e il Rinnovamento, complimenti e soprattutto buon lavoro, ci auguriamo, e soprattutto mi auguro che  la continuità e il rinnovamento siano, per la Nuova Amministrazione, due fari che mai andranno persi di vista, possa, in particolare, Rinnovarsi e Cambiare Rotta, verso strade maestre che possano traghettare il Borgo verso una Rinascita Culturale, Sociale e quindi anche Demografica, perché il vero nodo rimane: trattenere e attrarre, uomini e donne disposte a ritornare o a vivere a Bocchigliero, per far risorgere un luogo che ormai è verso il fine vita.
Si è sentito, in questa campagna elettorale appena conclusa, di tutto e di più, ma nessuno ha parlato di Attrattori, di cose o progetti che possono attrarre gente, attrattori che fungano da vero volano per una rinascita demografica, sociale, culturale e che guardi a tante esperienze di altri paesi, anche calabresi, che stanno riuscendo a crescere in tutti i sensi, ora che la campagna elettorale si è conclusa e il Borgo ha un nuovo Sindaco e una nuova squadra, devono solo pensare al bene comune, alle opportunità da creare e soprattutto a far crescere le coscienze di un luogo che ancora ha una genesi complessa e pervasa dal tarlo della cattiveria.
Questo tarlo è da anni che sguazza nell'ignoranza e nello scontro personale: uno contro l'altro, costi quel che costi.
Certamente il percorso non sarà facile; con insidie, difficoltà e tempi spesso dilatati dalla burocrazia, e da difficoltà oggettive. Ma se concretamente esiste la volontà di fare, niente può essere un'ostacolo, tutto può essere fatto per il Bene Comune, ed è indispensabile essere il Sindaco di tutti, quindi essere attenti a chi veramente vuole il progresso e il bene Comune.
Vorremmo un paese migliore,dove non si guarda all'altro come un nemico da abbattere, ma riuscire a collaborare e concretizzare occasioni e opportunità per far crescere il nostro Borgo.
il tempo è veramente poco, ma si può ancora crederci che si possa volare alti, e concretizzare Attrattori che possano fungere da volano: Abbiamo grandi opportunità naturalistiche, peculiarità di prodotti unici che la nostra terra offre,grazie al nostro meraviglioso micro clima, abbiamo una storia del nostro dialetto rara, pochi paesi posseggono una grammatica e una fonetica come quella di Bocchigliero.



Tutto questo ha necessità di essere visto e sviluppato, certo anche attraverso le Associazioni, anche se il punto di partenza deve essere la prima Istituzione; il Comune, con i rappresentanti del Popolo, eletti Democraticamente.
Possiamo anche rischiare di essere non credibili, ma il tempo molto spesso ci ha dato ragione.
Per concludere, noi, non abbiamo nulla di personale con nessuno, ma consentiteci di criticare e aiutare a crescere il nostro amato Borgo, non è necessario scendere nell'Agorà (Piazza) politica o Amministrativa, si riesce a fare anche dal di fuori, anche prendendosi critiche e offese, ma siamo come il giunco, il quale si piega ma non si spezza.
Sereno lavoro alla nuova Amministrazione e auguri per il cammino che vi e ci aspetta.


Resp. Blog
P. Benincasa






venerdì 24 maggio 2019

Tutto Inutile.




                                                                     


Non siamo di parte, siamo per il bene comune, non votiamo il parente o l'amico, non ci candidiamo per tutelare i nostri interessi, ma votiamo chi ama e crede realmente in una probabile rinascita di questo sperduto Borgo tra le ultime propaggini dell'altopiano silano. Per questo stiamo facendoci una idea dei vari candidati, con le loro liste.
Bocchigliero è tra i paesi calabresi più isolati, lontano da altri centri abitati, lontano dal frastuono e dallo smog cittadino, conserva, ancora, un micro clima ideale per tante conserve e insaccati che solo qui, a Bocchigliero, maturano in maniera unica.
Pare che anche le coscienze stiano cambiando, ma quello che ancora persiste è la grande carenza di idee concrete e sogni da realizzare, abbiamo ascoltato, con attenzione, le presentazioni delle liste che concorrono per il Comune di Bocchigliero, nei cinque anni passati, l'Amministrazione uscente avrebbe risanato il bilancio e messo il Comune in una situazione di pareggio, ma pare che ci siano, ancora debiti da saldare.
Ma se così stanno le cose, e cioè che ci si è dovuti sacrificare e rimanere in posizione di stallo, fermi, senza possibilità di "fare".
Ci chiediamo perché non hanno usato i metodi e i sistemi che in questi casi si dovrebbero usare?
Tante sono le possibilità che vanno dal pre dissesto ad un dissesto e gestione commissariale.
Così recita la legge:

1. Classificazioni basilari

Le statistiche dividono gli enti locali in tre gruppi di sofferenza finanziaria. I comuni deficitari, quelli in pre-dissesto e quelli in dissesto vero e proprio.

Sono deficitari quegli enti che sforano almeno cinque dei dieci parametri stabiliti dal decreto ministeriale del 18 febbraio 2013, per esempio un saldo negativo del risultato contabile di gestione superiore al 5% delle entrate correnti, oppure l’eccessiva quota di residui attivi o passivi in relazione a spese.

Il cosiddetto pre-dissesto è stato introdotto nel 2012. Si tratta di una procedura che i comuni in crisi strutturale possono mettere in atto per evitare il dissesto vero e proprio, e consiste in un piano di riequilibrio pluriennale che può essere assistito dallo Stato, il quale può anticipare risorse attingendo ad uno specifico fondo, il Fondo rotativo. In sostanza l’obiettivo della procedura del pre-dissesto è aumentare le entrate dei Comuni e diminuire le spese: ecco perché solitamente gli enti che scelgono questa opzione vedono impennare la pressione fiscale e talvolta tagliare i propri servizi.

La legge dice che un Comune è in dissesto finanziario quando “non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” oppure quando “esistono nei confronti dell’ente locale crediti di cui non si possa far validamente fronte. In pratica, si tratta a tutti gli effetti di enti che dichiarano il fallimento. Per semplificare, la differenza con il pre-dissesto è la maggiore gravità della situazione. Nel caso del pre-dissesto, i Comuni possono presentare un piano di risanamento alla Corte dei Conti con alcuni margini di manovra. Viceversa, le misure correttive, tipo l’aumento delle aliquote, scattano automaticamente

2. Introduzione dell’istituto

Il dissesto finanziario è stato introdotto per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano con l’articolo 25 del Decreto Legge 2 marzo 1989: in seguito questo istituto si è modificato, seguendo un’evoluzione che lo ha portato a trovare il maggiore equilibrio possibile fra i diritti dei cittadini e i diritti dei creditori dell’ente.

Il dissesto finanziario di un Comune è una procedura che coinvolge sia la politica che il mondo economico-finanziario. L’art. 244 del Testo Unico D. Lgs. n. 267 del 2000 stabilisce che si ha dissesto finanziario quando il Comune non è più in grado di assolvere alle funzioni ed ai servizi indispensabili oppure quando nei confronti dell’ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del ripristino del riequilibrio di bilancio né con lo strumento del debito fuori bilancio.

 Passaggio da pre-dissesto a dissesto

Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.

Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:

Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;

Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;

Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;

Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.

 Passaggio da pre-dissesto a dissesto

Il «pre-dissesto» è stato promosso come la soluzione soft a quei default comunali dei quali diversi sindaci sono, da tempo, largamente consapevoli. Il Piano di Riequilibrio, anche detto Pre-Dissesto, ha una durata di 10 anni e può prevedere la richiesta di accesso al Fondo di rotazione; fatto questo che comporta una maggiore rigidità nelle conseguenze e nei controlli sull’applicazione delle misure previste.

Quindi, in base agli art. 243 (e seguenti bis, ter, quater), le conseguenze sul piano finanziario saranno le seguenti:

Aliquote o tariffe dei tributi locali nella misura massima consentita;

Copertura integrale del servizio smaltimento rifiuti con i proventi della tariffa;

Copertura del servizio acquedotto con i proventi della tariffa;

Copertura dei costi di gestione dei servizi a domanda individuale.

Nel piano di riequilibrio deve essere dimostrato che gli oneri dei contratti trovano copertura nel bilancio e devono essere consolidate le relative scritture contabili, dimostrando che le somme che le società iscrivono a credito nei confronti dell’ente trovano corrispondente iscrizione fra i debiti di quest’ultimo.

La mancata definizione di un piano di rientro espone dunque un’amministrazione ai tanto temuti interessi passivi sul debito: giorno dopo giorno infatti, anche se non si contraggono nuovi debiti, l’esposizione debitoria aumenta, proprio per effetto degli interessi. I mutui vengono rinegoziati allungando i tempi di pagamento ma aumentando le rate, le finanziarie erogano prestiti ad interessi del 14%; insomma, più o meno ciò che succede a qualsiasi famiglia che abbia bisogno di liquidità.

4. Cosa accade in caso di dissesto finanziario?

Nel momento in cui viene dichiarato il dissesto del comune, sindaco, giunta e consiglio resterebbero in carica ma verrebbero coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni.

La commissione si occuperebbe del disavanzo pregresso, mentre l’amministrazione gestirebbe il bilancio “risanato”. La sola ipotesi di commissariamento del Comune si verificherebbe nel caso in cui l’amministrazione non dovesse approvare il bilancio di previsione.

L’eventuale dichiarazione del dissesto di fatto congelerebbe invece la scadenza del bilancio stesso, mettendo in moto una procedura del tutto diversa per la definizione e l’approvazione del bilancio stesso; le conseguenze maggiori del dissesto finanziario si hanno sotto il profilo contabile.

Viene chiesto all’Ente locale di “contribuire” al risanamento attraverso l’adozione di provvedimenti eccezionali. I provvedimenti da adottare in materia di personale e di tributi locali sono ritenuti così pesanti che gli enti arrivano il più delle volte alla dichiarazione di dissesto solo quando, a seguito delle azioni esecutive dei creditori che pignorano le somme della cassa comunale, non è più possibile pagare neppure gli stipendi al personale dipendente.

Ma si vede che i nostri Amministratori hanno scelto di risanare la situazione debitoria con sacrifici e privazioni, scelte che le Amministrazioni per alcuni versi possono fare.
Scelte che inevitabilmente ricadono sul cittadino suddito.
Quello che ci siamo chiesti, inoltre, come mai il Sindaco, uscente, non sia presente in questa campagna elettorale, come mai il Sindaco e l'Amministrazione non hanno scelto di ricorrere a mezzi che avrebbero potuto salvare i Cittadini?.
Ma ritorniamo alla campagna elettorale che, a me, sembra che non riesca a partorire una IDEA, ma forti contraddizioni, come la lista uscente, che parla di Continuità e Rinnovamento, rinnovarsi si, ma la continuità sarebbe la fine del Borgo: Bocchigliero.
Cari Capolisti, so che vorreste trovare la panacea o l'attacco finale, per vincere, spero che vinca il paese, ma così facendo il paese sta già perdendo, si fanno comizi, uno contro l'altro, rispondendo l'uno all'altro. Ma non solo, ricordando il passato, la situazione trovata appena insediati, le grane ancora "lava ardente". E allora il Sindaco che si era appena insediato , nel Maggio 2014, ma se non ricordo male, il Sindaco non è stato all'opposizione, non doveva conoscere la situazione economica finanziaria del nostro non troppo amato e bistrattato borgo?. Questo, se non avesse preso atto della situazione ha certamente disatteso le parole, promesse ai cittadini: Vigilare, Redarguire e avere costante contatti con i cittadini, unico e vero volano di un Borgo, di una città, di uno Stato e addirittura di una Unione di Stati, come gli Stati uniti d'America o, nel futuro, gli stati Uniti d'Europa.
Ma, Voi, Popolo di Bocchigliero credete che il futuro sia in questi Uomini e Donne candidati nelle tre liste?. Se così fosse, votate chi ritenete giusto per il vostro futuro.
Le liste, pare, abbiano una linea univoca, obiettivi comuni, a sentirli parlare, ma concretamente si sbandierano solo finanziamenti da intercettare, soluzioni da trovare a problemi preesistenti, ma idee, sogni e speranze per il futuro non si vedono lontanamente. Consentitemi di dire che nel Borgo esiste un gene che per poter essere eliminato c'è bisogno ancora di un paio di generazioni e forse ci sarà bisogno di più Tempo, che rimane un gran maestro.
Sento dire cose che non stanno ne in cielo ne in terra,  anche perché l'Amministrazione uscente, e che si ripropone non ha realizzato nulla del programma che ha presentato.
Ma dove sono, caro candidato a Sindaco, gli sportelli che avevate detto di fare, dove sono le cave di pietra, dov'è una sola cosa che avevate enunciato nel programma?, io non ne ho trovato nessuno.
Dici, candidato a sindaco, che hai progetti con l'Università di Oxford, che tra l'altro avrebbe pubblicato una ricerca sul nostro dialetto, questo è vero!. Ma hai omesso di dire o volutamente non citato che è stato pubblicato da  Piero Benincasa, una parte della nostra grammatica; il sostantivo. che tu non hai citato, forse perchè sta antipatico al Sindaco uscente, ma anche a te!
Questo pubblicato da un illustre bocchiglierse, Prof. Don. Giuseppe Scafoglio tra il 1928 e il 1932.
E se mi consenti anche tu hai partecipato ad iniziative importanti, colte con entusiasmo, che poi sono sfumate come neve al sole, come rugiada che sparisce dopo i primi raggi di sole, e infine le promesse fatte non sono state rispettate.. nessuna. Mi dispiace, io non vi voterò perché non avete , con il sottoscritto, rispettato nulla, posso chiaramente definirvi Amministrazione bugiarda e ipocrita.
Non voterò neanche le altre due liste, che non riescono a credere concretamente nelle cose che dicono o promettono; unione e poi attaccano e offendono, no, questo, tutto questo non merita il mio VOTO.
Di cuore mi dispiace affermarlo, ma ancora una volta ha perso Bocchigliero.
Meriterebbe, Bocchigliero, non solo nelle campagne elettorali,sorte diverse, questo bistrattato, abbandonato e stanco Comune che di parole ne ha sentito troppe, adesso basta, non sono più propenso a collaborare con queste false ed ipocrite promesse del Sindaco di turno.
 "Cambiare Rotta", questo sarà do oggi il mio spirito e la mia ricerca del luogo, senza coinvolgere Istituzioni che hanno altro per la testa, hanno l'obiettivo di VINCERE per fare ciò che desiderano e non quello che i Cittadini chiedono., ridotti a sudditi, e chiedono: Lavoro, Servizi, Sviluppo  e Crescita
.Cara lista numero 2 queste sono le domande  dei Cittadini a cui bisogna rispondere, non devi rispondere alla lista n 1, a cui si pongono domande alle quale non c'è risposta.
Nessuno può volermene se anche la lista n 3 vorrebbe innovare, cambiare e rendersi diversa dalle altre, ma forse è caduta nel baratro delle "risposte" e delle offese. personalmente, come Cittadino del Borgo credo, vedendo elementi che sono stati quasi sempre presenti nel dibattito Amministrativo-Politico , nulla potrà cambiare, nulla verrà concretizzato, anche perché i toni della terza lista certo non sono stati, almeno alla fine della campagna elettorale, corretti. prima, una vera Rivoluzione Culturale e forse cambierà le sorti di questo povero e moribondo Comune. Poi ci sono persone che si sentono al centro ma hanno già fallito nella vita e nella vita Amministrativa del paese, oggi si ripropongono e credono di essere il nuovo…… Mea culpa mea
grandissima culpa, deciderò, da qui a breve, di togliermi la residenza, perché:
"Lavare a capu allu ciucciu si cci perde l'acqua e llu sapune.

Resp. Blog
Piero Benincasa.