giovedì 8 marzo 2018

Aspettando il Governo.




Abbiamo votato, gli italiani hanno fatto le loro scelte, punendo chi li ha illusi e premiando chi da speranza e futuro.
Ma in questa tornata elettorale non ha vinto, per l'attuale legge elettorale, nessuno, anche se ci sono dei vincitori e dei vinti, anche se, soprattutto al Sud, c'è stato un radicale cambiamento, anche se la coalizione vincente ha preso il 37% e più dei voti, anche se il primo partito in Italia è il M5S, 32% e oltre, non si ha chiaro chi e soprattutto come andrà ad avere la maggioranza nei due rami del Parlamento.
Tante le ipotesi di neo statisti improvvisati o giornalisti di parte, che sperano in un Governo tra chi ha perso, PD, e chi gli consentirebbe di avere i numeri in parlamento.
Altri ipotizzano scenari inimmaginabili e ancora chi potrebbe approfittare della crisi del PD, per racimolare, tra i delusi, quei seggi che mancano per essere maggioranza.
Altri ipotizzano un periodo di transizione per dar vita ad una nuova legge elettorale e quindi tornare alle urne.
C'è, come si evince da queste supposizioni, molta incertezza, tanta confusione e i cittadini non comprendono a pieno cosa succede nel sottobosco della Politica, fatta di compromessi e poltrone, di accordi e convergenze sui programmi.
Crediamo fermamente che l'attuane situazione di stallo farà solo male al paese, ma di questo, il primo firmatario della legge elettorale, Rosato, ne era pienamente consapevole, certo che questa legge non dava la stabilità tanto agognata dall'Europa.
Ma quindi perchè si è fatta una legge così?, forse è stata fatta a proposito, per continuare ad avere un Governo non eletto, non voluto dalla maggioranza degli italiani, come è stato negli ultimi cinque anni.
Gli italiani non ci stanno più a scendere a compromessi o ad accettare passivamente le decisioni di chi non ha i numeri per governare, gli italiani sono maturi per un vero e concreto cambiamento radicale del sistema, che fa acqua da tutte le parti, forse siamo pronti per un modus operandi che guardi al domani, che guarda gli interessi degli italiani e faccia crescere quella cultura della solidarietà, del dialogo e dello sguardo al futuro.
Non crediamo pìù ai partiti ideologici, ma a chi ha in programma il Bene Comune.
Ma in questo momento tremano i dirigenti di Aziende Statali, il sotto bosco della Politica, molti giornalisti di parte e tremano coloro i quali sono stati messi in posti importanti dalla politica affaristica e clientelare, quella politica che ha ridotto l'Italia a fanalino di coda di un carrozzone sgangherato che è questa Europa gestita da gruppi bancari, da faccendieri, da massoni senza scrupoli e da uomini senza coscienza.
Ci auguriamo e crediamo in un gesto di buona volontà da parte di questi nuovi politici, che possano far risorgere l'Italia e renderle il posto che merita in Europa.
Quello che ci preme, ancor di più, è la nostra martoriata e bistrattata Calabria, possa la nuova onda di consensi mandare a casa questo Governo Regionale che non ha mantenuto le promesse e ha pensato solo al proprio tornaconto.
La Calabria è sempre l'ultima, o quasi, d'Italia anche, e soprattutto, perchè non ha avuto la forza e il coraggio, sino ad oggi, di cambiare radicalmente.
Bene, continuiamo a dare chiari segnali a questa obsoleta e marcia classe dirigente, che merita solo di essere spazzata via dal vento nuovo di cambiamento che si respira in ogni angolo della Terra Calabra

Red. Blog
Ivan Caputo

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