giovedì 30 agosto 2018

Farinacei Trofei: Il Maio.





“O Demetra, dea veneranda, apportatrice di messi, dai venerandi doni, tu con tua figlia, la stupenda Persefone, benigne premiate il mio canto con la prosperità che rallegra il cuore. E io mi ricorderò di te, e di un altro ancora”.
                                                                                                                                                     Omero


“Durante la messa in terzo, accosto alle colonne della navata centrale, sulla linea tra uomini e donne, in corna Evangelii, sovrastano raccolti in piccola selva, i farinacei trofei che, nel sacro ambiente, pare fungano anch'essi da lanternoni e nifie”.
                                                                                                                            
. Prof. Don. Giuseppe Scafoglio


Nel suo lungo peregrinare alla ricerca della figlia Persefone, rapita da Ade e diventata regina degli inferi, Demetra, grata per l’ospitalità ricevuta degli abitanti di Eleusi, insegnò l’arte dell’agricoltura al principe Trittolemo donando agli uomini la capacità di trasformare ed addomesticare la natura, caratteristica fondante di ogni antica civiltà che si esprime nel rapporto tra cultura ed agricoltura e che funge da pilastro fondamentale nello sviluppo dell’umanità. 
Madre Terra; portatrice di stagioni e artefice del ciclo della vita, Demetra Dea della fertilità, della Natura e delle messi riceveva, in antichità, grandi onori per i benefici da essa concessi; nel corso dei secoli il suo mito fu inglobato dal rito ecclesiastico e la sua celebrazione pagana accompagna, ormai, la processione dei Santi, in una delle tante commistioni tra sacro e profano, che pone le sue radici nella notte dei tempi.
Così è ancora a Bocchigliero, piccolo paese della Sila Greca calabrese, dove l’adorazione della Dea è trasposta nella celebrazione di San Rocco, Santo molto venerato nel borgo, e della Madonna di Jesu, protettrice del Borgo, e si esprime nel dono del Maio: rito arboreo di cui Don Giuseppe Scafoglio ci dà una precisa descrizione. 
Così è a Bocchigliero, ma sembra ancora per poco, visto il grave processo di spopolamento che ha colpito il paese negli ultimi decenni, determinando la quasi scomparsa della coltura del grano, della vite e dell’ulivo che, insieme all’allevamento di bovini, caprini e ovini, ha rappresentato, nel corso dei secoli, il principale sostentamento per la popolazione che oltre a vedersi diminuita di numero va perdendo le proprie radici, la propria cultura, la propria identità.




In contrapposizione a quello che pare essere, oggi, lo spirito del tempo, la neo-nata 
Associazione
 Socio Culturale Vucchigliari vuole porsi l’obiettivo di far rivivere i miti fondanti della nostra comunità, per riscoprire, attraverso tradizioni dimenticate, le nostre radici, la condivisione dei valori che ci hanno da sempre contraddistinto, e da essi dar vita ad una nuova progettualità che spinga verso il futuro con la forza di un passato e di un’identità Comune. Quest’anno accanto a San Rocco in processione, sfilava un piccolo Maio, atto simbolico di un progetto ambizioso che ha bisogno di una comunità unità, pronta a mettere in campo le proprie capacità con entusiasmo, perché possa prendere forma. In questo senso va riconosciuto l’impegno profuso col giusto entusiasmo dai membri dell’Associazione Vucchigliari e la totale disponibilità delle Istituzioni Comunali ed Ecclesiastiche, affinché tutto andasse a buon fine. Come da tradizione, il Maio, donato alla Chiesa, è andato agli incanti, nella chiusura delle celebrazioni per S. Rocco, e come da tradizione i “Viscuatti”, che andavano a comporlo, sono stati donati, dal fortunato vincitore, alla Comunità in festa; momento di Solidarietà e Condivisione che fa la forza di una Comunità,
ponendosi in linea con lo spirito che la nostra neo-nata Associazione ha messo come pilastro fondante ed imprescindibile.






Quest'anno forse non si sarebbe potuto ammirare uno spettacolare "Trofeo" ex-voto, che sino a qualche anno addietro era sempre presente  in processione; sia il giorno della Madonna di Jesu, che il giorno di S. Rocco.
Queste, le processioni, erano le uniche processioni in cui era presente il Maio.
L'Associazione Vucchigliari, nata da appena due mesi, ha voluto fortemente preparare un Maio, perchè ha voluto ridare vigore, ad un rito che probabilmente tanti non conoscevano, ma il motivo che ci ha spinto fortemente in questa ancestrale ritualità, fatta di Condivisione, Ringraziamento alla Madre terra e Convivialità è stata la ricerca che un esperto ha voluto fare; Dott. Pasquale Faenza che è rimasto entusiasta e convinto che il futuro del Borgo possa, per tante ragioni, partire dal Maio.

                                                                                                 Ass. Socio Culturale Vucchigliari


Grazie al Presidente e a tutti i componenti il Direttivo dell'Associazione Vucchigliari
per aver scelto il ns Blog per il Post.

Resp. Blog
P. Benincasa



domenica 19 agosto 2018

Ben venuti! Tra Storia e Mito.






In tanti ritornano, il mese di Agosto, nel Borgo natio, che rischia seriamente lo spopolamento, visto l'esigue nascite e nulla si prova a fare per fermare questo abbandono di centri montani che non hanno risorse per poter sopravvivere, pochi cercano una inversione di tendenza.
Ma al di là delle risorse manca la capacità di partorire idee e progetti che mirino a frenare questo triste abbandono di luoghi che hanno visto: Amare, Odiare, Crescere e Morire intere generazioni.
Luoghi intrisi di Storia, Tradizioni, Cultura e non ultimo luogo delle radici di tanti, che non possono e non devono essere dimenticate.
Qualcosa si sta muovendo, forse un po' in ritardo, tante cose bollano in pentola e tanti piccoli ma concreti progetti stanno per essere avviati, anche con la partecipazione dell'Amministrazione e di Associazioni no-profit presenti sul territorio.
Questo post vuole essere un accorato, sentito e forse ultimo grido di aiuto a quanti hanno a cuore le sorti del nostro amato, bistrattato e morente Borgo; Bocchigliero.
Appello che consiste nel chiedervi di partecipare, di contribuire alla rinascita di un luogo che non può morire, non deve morire.
Abbiamo contribuito alla nascita dell'Associazione Vucchigliari, ritenendo questo  uno strumento per poter avviare un percorso di crescita e di confronto, che possa far nascere idee e progetti che rivitalizzino il Borgo.
Senza confronto, senza incontro e scontro non si va da nessuna parte.
Crediamo fermamente che questo, con una crescita culturale, possa dare nuova e rinnovata e concreta linfa a tutti.

Vogliamo ricordarvi una tradizione che è quasi scomparsa, ma non del tutto: I Mai di Bocchigliero.
Abbiamo avuto la fortuna di reperire un interessante articolo proprio sui Mai, articolo datato 1931, scritto su: "Il Folklore Italiano", rivista trimestrale diretta da un illustre calabrese; Raffaele Corso di Nicotera (vv).


L'articolo è stato scritto da Don Giuseppe Scafoglio, Bocchigliero 1882--1936, che state conoscendo piano piano, grazie all'impegno di pochi per tutti.



                                                                     I fiori nei proverbi calabresi
                                                                                  di Bocchigliero
                                                                                            I MAI


II) I mai sono ex voto che però, non s'offrono alle chiese.
Sono madornali trofei della devozione del popolino la cui parte ornamentale e galante,come in un sacrificio antico, si mancia dopo l'onore al Santo di averlo accompagnato, con essi mai, durante la processione. Sono sacrifici volontari nell'arresto delle fatiche giornaliere che tengono in continuo loro calappio le instancabili braccia dei lavoratori della terra; e sono più dure astinenze dello stomaco cui si sottrae una rilevante quantità del prezioso frumento, giacchè per un maio ordinario occorrono 60 chili di grano.
Essi non sono particolari di questo Santo o di quella Madonna: ma la raccolta delle messi à finito con eleggere come successori di Cerere, quei soli Beati che si celebrano immediatamente dopo la trebbiatura, quando i recipienti granari, se non sono del tutto pieni, nemmeno lasciano scoprire il fondo.
Processioni annuali fisse a Bocchigliero, sette, distribuite tra la primavera e l'estate. Le apre il gran taumaturgo regionale, S. Francesco, e le chiude S. Leonardo del Limosino nel settembre, sebbene del mese d'Ognisanti. ma non sono le sole:  altre sette processioni o poco più, intercalandosi alle precedenti o susseguendole, fluttuano tra una dozzina di santi e madonne di rango minore, disorienteranno probabilmente i 4 mila fedeli nel non sapere- vorremmo dire a rovescio- a qual santo vie più raccomandarsi.
E il contrafforte silano da essi popolato, con più espressiva denominazione, potrebbe far parte di quei borghi che si chiamano Santiquattro, dieci, quaranta. Non per altro, decenni addietro, nacque a Bocchigliero e tristamente finì, una setta religiosa, per la solitudine, forse, che pone detto paese nella condizione di oasi nel deserto, e per l'azzurro carico che sulle dorsali sue pare abbassato.
feste immediate alla trebbiatura son dunque, quella della Madonna, di Gesù o della N ai 5 agosto, e di S.Rocco, per agevolazioni agricole, trasportata al 21.

                                                                                      &&&&&&&&&&               
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Vediamo ora i mai più da vicino. Il pio agricoltore inizia il voto suo o della consorte, con un piccolo furto in una pineta. Adocchiatevi da lunga mano, un pino giovanetto dell'altezza di 4 metri circa, lo abbatte e monda della corteccia, dopo di che l'alberello scopre il suo piacevole legno bianco e levigato. Con inversa direzione poi,  piega a cerchio i rami.
Fin qui l'uomo: subentrano poi le femmine sapute, cura delle quali sarà di mutare i tre ordini di cerchi dei più ampi verticilli in altrettante imperfetti globi a diametro scalante verso l'alto.
Esse cominceranno col condurre l'accia da un cerchio all'altro fino a chiudere tutti quelli di un piano entro una rete. Su dette trame di fili saranno dopo, fermati i biscotti.
I biscotti son composti di fior di farina con acqua e semi d'anice silvestre e locale. L'impasto si spiana e affina a bastoncelli e si completa in ciambelline a larghi anelli le più, essendovene con filetti lungo l'orlo esterno, a incipienti volute e simili, nell'incrocio delle estremità. Al momento del lievito son tuffate nell'acqua bollente e, presto a galla, passate nel forno.
Sottili, bianchi, lindi, lucidi e dalle forme armoniose i biscotti dei signori. Più grossi e grossolanamente lavorati e nella più agevole forma di ciambella, quelli del popolo; ma croccanti, con cavernette allungate interne, conservabili per un certo tempo come gallette, benchè col sale, gli uni e gli altri che, per la doppia cottura, pigliano il nome.
Così disposti e bucherellati , i globi sembrano agli spiedi: spiedoni di legno pari ad antenne; ma somigliano di più a canocchie dal manico gigantesco, per donne degne di Polifemo, dotate però di sei mani.
Ogni globo di maio è detta cunòkkia per il rigonfiamento che l'assomiglia a quello della rocca.
Durante la messa in terzo, accosto alle colonne della navata centrale, sulla linea tra uomini e donne, in corna Evangelii, sovrastano raccolti in piccola selva, i farinacei trofei che, nel sacro ambiente, pare fungano anch'essi da lanternoni e nifie.
Altro e più lieto aspetto acquistano all'uscita sotto lo sfolgorio quasi meridiano del sole, mentre son portati a semicerchio o a coppie in uno non spiacevole disordine, e fanno più bel vedere se, in cima, i brevi rami del più corto verticillo  - quarto della serie-  racchiudono, oltre ai mazzetti di fiori e più di basilico che ogni "casalinga vergine" coltiva, svolazzo di nastri in giù, e un gallo in su che, aprendo indarno le ali alla libertà, fa ricordare allo studioso le folle militari di Roma antica con le insegne delle aste verticalmente cariche di globi, corone e medaglioni del sovrano in soglio, --- là dove i mai sostituiscono umili stampe del Santo a colori --- e in cima, delle aquile nell'armata imperiale, e della vittoria alata tra le armi vittoriose.
Nella sfilata dei costumi regionali per le nozze del Principe mancò un numero dei più attraenti: un gruppo di una quindicina di mai coi trenta portatori, quanti se ne sogliono vedere in una processione a Bocchigliero, senza contare i meno appariscenti ex-voto detti nìmule.
Le nìmule sono strumenti costruiti da guardiani di vacche i quali foggiano in tanti jocarìalli o giocattoli pendenti dagli arcolai, il prodotto solido della vacca meridionale che giornalmente si esplica nei caciocavalli che paiono usciti di tornio, in provoloni sferoidi e pesanti come vesciche di sugna e nelle mozzarelle che s'approssimano alla forma dell'uovo
Le poche e nanerottole nìmule ora si accostano ai mai, fratelli maggiori, ora son portate a parte e più basse, con gioia dei bambini i quali ànno un motivo di più per benedire ai Santi della gola.
Lìapparato delle nìmule suol finire in riffa. Dei mai, chi li allestisce, ne mangia i biscotti e ne distribuisce ai parenti e anche al vicinato, per una savia e gentile usanza, essendo quest'ultimo, un'appendice della famiglia che va "stimata" nelle fauste ricorrenze in quanto che, a prescindere dal bene e dal male di cui è capace un vicino, la ruga si sdebiterà nei giorni neri del lutto, venendo, come meglio può, in soccorso e mettendo anch'esso la cravatta e la pezzuola del dolore per un certo numero di giorni.
Ma, alle volte, il maio o parte delle sue cunòkkìe fu offerto al Santo a beneficio della banda musicale; sì che questa, prima delle sacre funzioni, muove a prelevare dalle abitazioni alla chiesa, tutti i mai sui quali vanta un diritto, a suon di bellicosi ottoni, come se si trattasse di personaggi o del Santo medesimo; e, se, lungo una stessa via, ne trova due o tre da accompagnare, meglio, perchè fa, come si dice, 'na via e due serbìzie.
Cert mai, quando sul finire della processione, arrivano là dove furono allestiti, vi rientrano anche dalle finestre, se ne offrono il destro prima dell'uscio, senza pià un riguardo al santo simulacro e alla folla dei fedeli, con l'egoistico intento di far le porzioni nell'assenza degl'indesiderati, attratti allora dalla processione, rispettando, però, i diritti acquisiti dal gruppo assente sopracennato.
Concludendo, i biscotti e simili, in ex-voto, sono peculiari a Bocchigliero e dintorni; ma risvegliano alla mente i mai degl'innamorati, a calendimaggio, di altre regioni italiane, e non più tramandate focacce della vicina grande isola, a pudende parti femminili, continuazione di quell'altre contraddistinte dal sesano e dal miele in onore delle dee nelle Tesmoforie, grasso nutrimento  --  dice Marziale-- della mala femmina la quale, "siligineis cunnis, pinquescit".

Rimini, marzo 1931.

                                                                                                                Giuseppe Scafoglio.



Resp. Blog
 P. Benincasa










martedì 31 luglio 2018

Cronaca di una ricerca sul campo.


Piero Benincasa e Dott. Chiara Cappellaro
Come ormai tutti saprete, di fatto, il comune di Bocchigliero ha iniziato una collaborazione con la Dott.ssa Chiara Cappellaro (http://www.torch.ox.ac.uk/Linguistic-fieldwork), linguista e ricercatrice della Oxford University, per la creazione di una ‘Mnemoteca’ a Bocchigliero ispirata alle Mnemoteche realizzate nella regione Campania tra il 2007 e il 2013 con il sostegno del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR). La Mnemoteca bocchiglierese sarà dedicara a Giuseppe Scafoglio e sarà un contenitore di materiali (oggetti, lettere, fotografie, video) per rivalutare e preservare la cultura, il dialetto e la storia del paese.​







Ebbene, sono lieto di raccontarvi questi quattro giorni di ricerca sul campo della Dott.ssa Chiara Cappellaro che hanno avuto come protagonisti anche la popolazione di Bocchigliero, il Comune, un appassionato ed entusiasta autodidatta, Piero Benincasa, che ha fatto da cicerone alla ricercatrice, e una dinamica e pirotecnica associazione socio-culturale dal nome inequivocabilmente dedicato alla lingua madre, "Vucchigliari", con il suo presidente Dott. Francesco Tucci.​

Andiamo con ordine, l'arrivo, nel Borgo, della Cappellaro come programmato è stato Mercoledì 25 Luglio.​ Subito al lavoro, Chiara Cappellaro si è incontrata con il Sindaco del Borgo, Giuseppe Santoro, per fare il punto della situazione e programmare una tabella di marcia.​

Giovedì, di buon mattino, sono iniziate le interviste a persone che hanno raccontato, naturalmente in dialetto, riti, episodi accaduti realmente e anche leggende paesane.​

Anche Venerdì e Sabato mattina si sono fatte interviste e raccolta materiale, audio e video, per poter creare contenuti per la Mnemoteca e per l'Archivio Sociolinguistico.​



La Dott.ssa Cappellaro, sabato pomeriggio, ha fortemente voluto incontrare i Bocchiglieresi, per ringraziarli e per chiedere partecipazione nel donare materiale utile al progetto come foto, lettere, oggetti e tutto ciò che può essere utile per arricchire di contenuti materiali che possano aiutare a ricordare e preservare la nostra memoria e la nostra identità dall'oblio.​

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​Sarebbe importante e bello, infatti, se tutti noi bocchiglieresi, vicini e lontani, volessimo dare un contributo.

Ad esempio, avete storie da raccontare? Fotografie da condividere? Oggetti da mostrare che possano avere un significato per la storia e la cultura di Bocchigliero? ​

​Conoscete altri Bocchiglieresi che siano emigrati oltreoceano e potete coinvolgerli?​

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In tal caso, potete mettervi in contatto a questo indirizzo email: memoria.bocchigliero@gmail.com​




Tutto è stato meravigliosamente apprezzato dalla ricercatrice che ci ha salutato con un arrivederci.​

All'incontro hanno partecipato: L'Associazione "Vucchigliari", con il Presidente Dott. Francesco Tucci, lo Storico dell'Arte e Restauratore Dott. Pasquale Faenza, amico di Bocchigliero, il Sindaco del Borgo, Giuseppe Santoro, Piero Benincasa e la Dott. Claudia Zumpano, che ha collaborato alla pubblicazione della copia anastatica dei "Quaderni del Sostantivo", di G. Scafoglio, curati da Piero Benincasa (Luglio 2017).​

Moderatore Avv. Antonio Ciacco, che ha saputo, con inimitabile maestria, farci un quadro esaustivo e limpido dello stato dell'arte. ​

L'incontro è stato propedeutico al cammino che c'è da fare, tutti insieme per far rinascere il Borgo e conservare, non gelosamente, la nostra memoria, continuare per la strada intrapresa e finalizzare il gemellaggio con la città di Bova, capitale della Bovesia e gioiello d'Italia in Calabria.​

La serata si è conclusa a tavola, non smettendo di parlare delle opportunità concrete che il paese può e deve utilizzare per uscire dalla stagnazione e dallo spopolamento.​
Da sinistra: Dott.ssa Claudia Zumpano, Avv. Antonio Ciacco, Dott Pasquale Faenza e Dott Giovanni Benincasa

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Angolo di Bova














Solo con l'aiuto di tutti si riuscirà a realizzare quello che già, in altri borghi calabri, si è realizzato. Bova (rc), era un paese che stava per diventare fantasma, in un tempo relativamente breve si è invertita la tendenza divenendo, Bova, non solo Borgo d'eccellenza, ma laboratorio per dare lavoro alla crescente popolazione.​

venerdì 27 luglio 2018

Ben tornata!

Don Giuseppe Scafoglio





Chi? Ebbene per la terza, e non ultima , torna a Bocchigliero una ricercatrice della Oxford University.
Questa Dott. è venuta la prima volta a conoscere il Borgo, che ha dato i natali al Prof. Dott. Don Giuseppe Scafoglio, nel 2012 iniziando una ricerca comparativa sul dialetto di Bocchigliero, prendendo spunto dai testi (4 quaderni) sul sostantivo bocchiglierese pubblicati da Don Giuseppe Scafoglio tra il 1928 e il 1931.
La ricerca comparativa  è stata apprezzata nel mondo Accademico Internazionale tant'è che, la ricerca della Dott. Chiara Cappellaro, è stata pubblicata sull'Archivio Glottologico Italiano. Qua pagina campione .
La Dott. Cappellaro è una linguista presso la British Accademy Research Fellow. St John's College, University of Oxford, tra le più importanti Università del mondo per le lingue antiche romanze e dialetti. Qui info .
Ma la ricercatrice è tornata esattamente un anno addietro, perchè è stata presentata una ristampa anastatica dei quattro quaderni di Don Giuseppe Scafoglio, in più per lanciare il progetto della Mnemoteca ( luogo della  conservazione della memoria), questa non statica ma in continuo dinamismo, intitolata a Don Giuseppe Scafoglio.
Inoltre esattamente un anno addietro ci portò i risultati della ricerca del 2012: Questa è stata pubblicata, come già detto, su una delle più prestigiose ed autorevoli riviste internazionali dei dialetti e delle lingue antiche. 
La ricercatrice ritorna quest'anno, dal 24 al 29 di Luglio per approfondire la ricerca e  per arricchire di contenuti il progetto; con interviste a bocchiglieresi che ancora ricordano in maniera corretta la fonetica e la dizione del dialetto di Bocchigliero.
Tutto questo perchè l'Università di Oxford ha inteso investire nella realizzazione della Mnemoteca a Bocchigliero.
Noi ci auguriamo che il cammino intrapreso possa fungere da volano per far rinascere il nostro amato Borgo, cogliendo le opportunità migliori dalle quali tranne l'anima, l'identità e la storia del paese che deve essere preservata, arricchita e resa fruibile per le future generazioni.



Sabato 28 Luglio, presso il Teatrino Parrocchiale, la Dott. Chiara Cappellaro saluterà la popolazione di Bocchigliero e in maniera particolare  tutti quelli che hanno contribuito all'arricchimento culturale e mnemonico, per conservare il nostro passato, le nostre radici e l'identità del Borgo.
Grazie a zia Elena, a zia Fortunata, a zio Salvatore e a tutti quelli che hanno accettato di farsi intervistare.
                                    G R A Z I E !









Resp. Blog

P. Benincasa


sabato 7 luglio 2018

Sic et sempliciter





Suggeriamo, a chi non avesse studiato la lingua dei padri, di abbandonare questo Blog.
Sappiamo bene che in tanti, quasi tutti, non conoscono la lingua LATINA, lingua che insieme al Greco hanno creato la nostra Cultura, il passato e forse faranno il nostro Futuro.
Non vogliamo essere selettivi, ma questo post in particolar modo sarà dedicato alla lingua Madre, a quella lingua che viene chiamata: Latino.
Ci fu un periodo della nostra Storia che venne battezzato  "Latinizzazione", questa fase diede una forte battuta d'arresto ai monaci Greci, Bizantini e Italiani, di fatto il Papa Niccolò II, nomina durante il Concilio di Melfi, Roberto il Guiscardo, Duca di Puglia e Calabria, con l'esplicito compito di latinizzare.
Iniziò così l'obbligo di ufficiare i riti cattolici in Latino.
questo modus operandi durò molto tempo, sino ad arrivare allo scorso secolo, ma ancora oggi molte parti dei riti Cristiani e non solo vengono ufficiati in Latino.
Tutto fu impregnato di Latino, anche i nostri Dialetti, ed in maniera particolare i Dialetti dal centro Italia sino ad arrivare in Sicilia.
Furono i Normanni a mettere in atto, al Sud, la Latinizzazione e in Calabria fu proprio Roberto il Guiscardo che stabilì la sua sede in Calabria e per la precisione a S. Marco Argentano in provincia di Cosenza.
Oggi del castello del Duca Roberto D'Altavilla, detto il Guiscardo, non rimane che una torre, ma esiste ed è fruibile la fontana di Sichelgaita, seconda moglie di Roberto il Guiscardo, che era figlia dell'ultimo tiranno Longobardo di Salerno, Guaimario IV..
Il Concilio di Melfi fu un patto di ferro tra i Normanni e la Chiesa di Roma, che culminò con la prima crociata capitanata dal figlio di Roberto il Guiscardo, Boemondo, figlio della prima moglie di Roberto, Alberada.
quindi tornando alla Latinizzazione è necessario comprendere la storia e la forte influenza della Chiesa nelle scelte, spesso obbligate, di imporre il proprio volere.




"Non devo tacere"


Nunc ergo quadragesima agitur generatio: et ideo tempus statutum est in quo clausi  saperiantur sermones.
Quod si non negavit Ill qui dixit esse aperiendos videat qui iudicat de corde et dicit impossibile quod possibile Veritas esse promittit; ne forte si omnes tacet quia non creditur esse datum,inveniat nos repentina dies illa sicut et ceteros et involvat pariter reprobos et electos. Verumtamen etsì aliqui audire nolunt, non ideo tamen tacere debeo ne loquar quod loquendum accepì.
Quin potius quo surdiores sunt aliqui, eo altìus  clamare compellor, ut ìpsì potius quam ego erubescant in fine.

Così scriveva un frate calabrese di spirito profetico dotato, Dante lo cita nel Paradiso appunto Come:
"E lucemi dallato/ il calavrese abate Giovacchino/ di spirito profetico dotato"
( Paradiso, XII, 134- 141)
 Giocchino da Fiore nacque a Celico (cs) intorno al 1130, quando i padroni del Sud, Sicilia compresa erano i Normanni d'Altavilla, nella fase in cui si stava per concludere la fase di latinizzazione.Questo post è dedicato al passato,  perchè un popolo che non cosce il proprio passato non può ritenersi popolo e non avrà mai un futuro.

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P.Benincasa

venerdì 1 giugno 2018

Popolo Sovrano.


Il Governo del Cambiamento




Questa volta nessuno ne poteva fare a meno, ci hanno provato tutti; Istituzioni, Giornalisti e mezzi di informazione varia, tutti hanno provato a fermare la nascita di questo Governo, Governo voluto dalla maggioranza degli italiani, anche se la coalizione che forma questo  sessantacinquesimo Governo della Repubblica Italiana, non si è presentata unita, ma è stato siglato un Contratto con dei punti da realizzare.
Ci sono stati 90 giorni di scontri Istituzionali, di accuse inutili che hanno fatto perdere, a livello globale, fiducia verso l'Italia.
Nessuno ha calcolato gli effetti delle mosse fatte: da parte di garanti delle Istituzioni Democratiche, da parte dei Partiti Politici e da parte di Giornalisti che hanno fomentato e istigato i grandi investitori, anche Istituzionali (stati membri dell'Unione Europea).
Irresponsabili, inaffidabili e faziosi.
Adesso il Governo del Cambiamento è nato, entusiasmo alle stelle (5), e un Salvini visibilmente emozionato e felice.
Noi siamo per il cambiamento, per il nuovo che avanza e vuole mettere al centro l'interessi degli Italiani e concretamente dare lavoro a chi non ne ha,  modificare o annullare la legge Fornero che ha creato delle figure ibride e senza possibilità alcuna, vedi gli esodati.
Cambiare può fare paura, ma a chi era asservito ai poteri forti, vedi giornalisti e giornali venduti al padrone di turno.
E' necessario modificare il modus operandi,  cercando nella meritocrazia le competenze per risolvere i problemi, legalità e onestà intelletuale possono essere le chiavi di (s)volta per uscire da questa situazione di stagnazione in cui ci troviamo.
Facciamo i piì sinceri e sentiti auguri al nuovo Governo,
insediato alle 18 e 08 di oggi, 1 Giugno 2018.
Possa essere il Governo del Cambiamento e della terza Repubblica.


La Redazione.
Resp.Blog
P.Benincasa
...e la nave va!


domenica 27 maggio 2018

Giù la testa.



In questi ottanta e più giorni, dopo le votazioni politiche del 4 Marzo, ne abbiamo sentite e viste così tante che ci vorrebbe un diario gravido di falsità, di illazioni e becere allussioni per intimorire, stimolare e affossare quello che sarebbe stato un Governo voluto e quindi votato dagli italiani, i quali non avevano un Governo eletto dal Popolo, non più sovrano, dal 2011, da quando i poteri forti, in sintonia con la nuova Sinistra liberista e falsa, asservita ai paesi forti dell'Europa, che non ha, cosi come è fatta, nessuna possibilità di sopravvivenza, se continua ad essere gestita solo dalle banche e dai poteri più o meno occulti, lobby affaristiche massoniche, e interessi economici altissimi che si intrecciano con i servizi segreti e le mafie, che cercano il caos per gestire i loro interessi,governano l'Italia, sottomessa a rispettare patti scellerati e linee guida economiche che piacciono ai mercati e alla falsa Europa fondata su valori esclusivamente economici.
E' vero che il premier incaricato Giuseppe Conte non era un politico, ma i ministri, quasi tutti, erano politici.
Il rifiuto di Mattarella, Capo dello Stato, è farina del suo sacco, oppure il suggerimento, o diktat è arrivato dall'Europa, dalla Germania o dalla Francia, o ancora da entrambi le due potenze Europee?.
Ma si è chiesto il Presidente della Repubblica Italiana le conseguenze di questo gesto; rifiutare il ministro dell'economia perchè è sempre stato critico verso l'Europa ritenendo di andare, con autorevolezza, a ricontrattare con i burocrati europei, mai, il "rifiutato" Ministro,  si è espresso per l'uscita dall'Unione Europea.
Chi semina vento raccoglie tempesta, la sua grande saggezza eed equilòibrio che ha dimostrato il Presidente Mattarella sono volati via da un gesto molto discutibile, forse sino all'impeachment, questo è trapelato, e poi confermato da Alessandro di Battista, esponente autorevole del M5S.
Gli ITALIANI sono indignati, allibiti ed esterefatti da questo teatro dell'assurdo, da una politica asservita e sottomessa a interessi Ortodossi Europei, fatta di lobby potentissime e spregiudicate, che mirano solo ed esclusivamente a tenere sotto controllo i conti e i debiti degli stati membri.
La tensione si alza, ma gli italiani ancora una volta non hanno la capacità di reazione e abbasseranno ancora la testa.  Povera Italia.

Resp.Blog
P.Benincasa


lunedì 21 maggio 2018

Habemus Papam!






La Chiesa sino a qualche decennio addietro usava e celebrava messa in latino, anche oggi il nostro Papa parla spesso in latino, la nostra Madre lingua.
Il Latino calza per semplificare e per farsi comprendere senza tentennamenti.
Ma il condizionale è ancora dovuto, come fanno i nostri amati giornalisti asserviti, genuflessi e venduti ai poteri economici politici e spesso mafiosi.
Sono, per i giornalisti, stati quasi 80 giorni di ansia, di cosa inventarsi, di cosa scrivere e cosa ipotizzare, sono falsi lungimiranti, venditori di faziosità e cattiverie gratuite, per fomentare, distruggere e offendere spesso i cittadini Italiani, il Popolo Italiano, che ha liberamente scelto di votare Lega, che non è di Salvini, e M5S (di), che non appartien a Di Maio ( Emme Cinque Esse) così apostrofato da tanti giornalisti falsi e venduti, marionette su un teatrino per il recupero dei ragazzi in età scolare, utilizzimo alla società del futuro ma non appropiato per il Popolo Italiano, per l'Intelligenza di oltre dieci milioni di Italiani, stanchi e orgogliosi di avere scelto il nuovo, per tentare l'ultima carta: Il popolo Sovrano, come recita la Costituzione, la carta che deve illuminarci per avere degne ed appropriate Istituzioni.
Il tempo è arrivato, abbiamo, se il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, lo sceglierà il primo Governo della Terza Repubblica, e forse questa volta affidato al Popolo Sovrano e rispettare, non travisare, i punti cardini della nostra Carta Costituzionale.
Il Nuovo Governo sarà sotto la preventiva e assurda opposizione di un partito, il PD, che non riesce, forse per la prima volta, ad entrare nella regione a statuto autonomo, la Val d'Aosta, prendendo solo il 5,9 %  insufficiente per avere un membro nel Consiglio Regionale Valdostano.
Siamo alle solite, l'opposizione è arrabbiata, lancia messaggi di catastrofe e di DESTRA al potere, con derive pericolose, allarmismi e ipocresie che fomentano la classe telegenicamente attratta, poca, scoraggiata e delusa.
Giudicare prima è da sciocchi e da fomentatori, da faziosi e creatori di focolai alla ricerca di sacche di ignoranza,  che per fortuna sono sempre meno, che non condividono più una Sinistra asservita e serva dei poteri Economici-Massonici-Clericali, la Sinitra ha tradito i fari del Popolo e dei Lavoratori, assumendo sempre più i connotati di una forma di Liberismo a singhiozzo per le opportunità del momento.
La Sinistra Italiana non ha perseguito gli obiettivi che erano ne DNA della storia della Sinistra, ma virando verso l'affare e le logighe di mercato con enormi profitti per alcuni e quindi creando forti tensioni, sfociate nel più grande crollo della Sinistra Italiana, ma toccato il fondo l'unica cosa che si può fare è risalire, questo è un semplice e sincero augurio, perchè la vera e concreta dialettica e lungimiranza prevalga su miseri e inutili interessi di parte.
 

 Resp. blog
   P.Benincasa


lunedì 7 maggio 2018

Governo Neutrale





Come si può considerare di proporre un Governo che sia neutro, a chi?, a cosa?.
C''è necessità di fare delle scelte Politiche, e quindi non può esistere un Governo Neutro, addirittura con una chiara postilla obbligatoria; il Presidente incaricato non potrà candidarsi alle elezioni, che si dovrebbero tenere tra Luglio, non è mai successo che in Italia si è andati a votare a Luglio, e Settembre!!
La Lega è probabilmente la vincitrire di questi due estenuanti mesi di incontri, esclusioni, ammiccamenti e qualche proposta quasi indecente.
Tutti, secondo tanti e anche secondo di chi scrive, hanno fatto la loro parte per perdere del consenso, tutti, nessuno escluso  hanno avuto la capacità che un buon politico dovrebbe avere: la lungimiranza di comprendere che il Popolo Italiano aspetta risposte e chiede umiltà, concordia e assunzione di responsabilità,  esattamente il contrario di tutti i partiti, liste miste, movimenti e comunisti dell'ultima ora.
L'Italia ha imminenti problemi che deve affrontare e decidere cosa fare,l'Europa aspetta l'occasione per tirarci le orecchie e correggergi i conti, e i signiori, delegati dai cittadini giocano, parole di Martina, al gioco dell'oca.
Il Pd, con il suo leader, ha dato chiara dimostrazione di incapacità a decidere per il bene comune, ma per interessi di parte, il Partito Democratico è ormai senza la minima visione della strada da percorrere, senza una linea chiara e condivisa, si accetta l'esternazione pre direzione di Renzi solo per apparire, solo per decidere senza dialettica, senza confronto quindi senza democrazia.
Mattarella è in una situazione quasi fuori dalla Costituzione, dovendo fronteggiare le varie scelte o proposte che fanno acqua da tutte le parti.
Rimarranno due mesi di brutto confronto politico, fatto di strani divieti e di prime donne dell'ultima ora, di presunzioni e colpevolizzazioni, senza prima farsi un sano esame di coscienza,
rimarranno ricordi, di questi due mesi, di incapacità a confrontarsi e cercare compromessi utili al paese, utili al Popolo Italiano e anche alle loro carriere politiche.
Crediamo fermamente che dalle ceneri, dallo squallore e dalle sconfitte si possa maturare un futuro migliore, dove non prevalga l'individualismo ma il gruppo, il confronto e i compromessi che portano futuro, sviluppo e stabilità alla naziole e tranquillità e serenità al Popolo Italiano.

Resp. Blog
P. Benincasa






venerdì 4 maggio 2018

Origini di Bocchigliero

Torre Campanaria






Abbiamo approfondito, molto, sulle origini del borgo di Bocchigliero. Abbiamo letto tutti i libri inerenti questa materia, e qui li citeremo.
Riteniamo molte ipotesi, sulle origini di Bocchigliero, assai fantasiose e soprattutto prive di documenti, solo ipotesi e deduzioni che, potrebbero anche non corrispondere al vero.
La lettura di molti testi, sulle origini del paese, fanno solo supposizioni, solo ipotesi e non ci danno un quadro esaustivo e veritiero sulla reale nascita del borgo.
Le notizie certe e documentate sono poche e, a volte, non molto chiare per comprendere con chiarezza storica-documentale quando Bocchigliero ebbe origini.
Alcune cose certe ci sono, come ad esempio il documento più antico che è stato trovato da Don Giuseppe Scafoglio al grande archivio di Napoli, questo è datato 1344, esattamente il 4 Gennaio 1344, esiste un contratto di permuta, tra il conte Carlo Ruffo da Montalto e Michele Cantone da Messina, ed è quest'ultimo a cedere al conte Ruffo; Bocchigliero, quello era il primo anno di regno di Giovanna, prima regina di Napoli prima di questo documento non abbiamo altri documenti ufficiali del paese, Poi abbiamo le chiese, una in particolare, la chiesa di S.Francesco ubicata  su di una collina detta " 'A colla e i latri" che dominava tutto il vecchio paese, "'A destra", che certamente è il primo insediamento del borgo.
Il primo vero ricercatore sulle origini di Bocchigliero è stato Don Giuseppe Scafoglio, era anche Prof. di storia, latino e geografia.
Egli, lo Scafoglio, esattamente il 1916, pubblicò un librettino sulla Madonna di Gesù, elevato in tempi recenti a Santuario Mariano.
In questo librettino dedica la prima parte alle origini del paese, e nello stesso periodo, il notaio Filippo Pugliesi stava lavorando ad un testo sulle origini del paese. Pubblicato nel 1936;" Ricerca sulla storia di Bocchigliero"
Ma andiamo con ordine, per farci un quadro esaustivo della cronistoria di Bocchigliero, tra ipotesi, storiografia, e storia vera e propria.
Nel 1916, il Prof. Don Giuseppe Scafoglio pubblica questo libricino sulla Madonna di Gesu, o Madonna della Neve, e come dicevamo, la prima parte la dedica alla probabile origine di Bocchigliero.
Egli segnala, in questo librettino con meno di 80 pagine, utilissime notizie e con le poche certezze, riesce ad ipotizzare la nascita del borgo intorno all'anno 1000.
Egli, lo Scafoglio, attraverso le chiese, e alcuni dettagli di esse, riesce a capire che il nucleo abitativo nella "Destra, fu il primo ad essere abitato da diversi "casalini", che si erano creati intorno all'abitato, o al sito che sarebbe divenuto Bocchigliero.
Questi Casalini, nacquero, secondo Scafoglio e Fra Benedetto da Rossano, corista delle Riformate e lettore emerito, da alcuni abitanti di Campana,
Questi, spinti da un desiderio di esplorare terre fertili, si diressero ai confini del terreno di Campana,
Lo Scafoglio, così motivava la nascita dei primi Casalini.


"Doviziosa di territorio, Campana, però,
non trovava forze bastevoli in se stessa per
metterlo tutto in valore, dato l'esiguo nu-
mero dei suoi, i quali, per giunta,
vivevano agglomerati in un sol luogo; ed
il suolo aspro in parte, folto di selve, non
sempre facile ad essere percorso per le piene
dei torrenti.
In tale condizioni di cose, le zone più
lontane del territorio diventavano le meno
visitate e le più neglette."

C'è, a tale proposito, una tradizione orale,
bastava interrogare i vecchi del 1916, dice Scafoglio,
che raccontavano la storia simile al Frate Benedetto da Rossano,
e cioè che Bocchigliero nacque tenuta a battesimo da Campana,
anticamente, detta Kalasarna (o Calaserna e Caliserna) dal gergo popolare
Vero o falso noi non lo sappiamo, ma ci sembra che questa sia , tra quelle che abbiamo letto, la storia più realistica e forse corrisponde al vero, anche perchè, stando sempre alla lettura che da lo Scafoglio, Bocchigliero sarebbe nata intorno all'anno tra 1000/50.
Prova ne è la chiesa di San Francesco, sorta sulla "Colla e i latri"(Collina dei ladri), quasi a voler ascendere e arrivare in cielo, visto la posizione dell'abitato. "'A Destra", posta al riparo dai venti e esposta tra dove il sole nasce e muore.
Certamente, Don Giuseppe Scafoglio, non aveva alcun documento, oltre a quelli citati e, non si avventurò come invece fecero in tanti che hanno scritto sulla storia di Bocchigliero.
Il primo ad ipotizzare che Bocchigliero fosse la vecchia Arento, fu Filippo Pugliesi, di nobile famiglia, che nel suo libro " Ricerca sulla storia di Bocchigliero", fa tre ipotesi, ma si convince, e ne convince tanti, che Bocchigliero era la vecchia Arento, al punto che viene intitolata una piazza proprio ad Arento.
L'attuale P.zza Arento. Tutto ciò, purtroppo, senza una prova che documenti questa opportunità.
Poi è stata la volta del Prof. Rocco Giuseppe Greco, il quale, nel suo testo: BOCCHIGLIERO
"Cronistoria di una comunità calabrese tra brigantaggio e fame di terra", fa tante ipotesi e sminuisce altre ipotesi.
Ebbene su questo non siamo assolutamente d'accordo, non siamo d'accordo che Bocchigliero sia stata fondata dai Bruzi, non abbiamo nulla a tale proposito, ne tanto meno crediamo all'ipotesi che sia stata fondata dai Romani.
Le ragioni sono semplicissime, non abbiamo alcun documento che provi tutto ciò.
I Casalini, è vero, erano per lo più nomi di santi e monti, ma sono stati fondati prima dell'anno 1000, invece Bocchigliero è stato fondato, secondo noi, e i documenti lo dimostrano, intorno all'anno 1000/50, e allora si davano i nomi a seconda di cosa facessero gli abitanti.
Gli abitanti erano antichi costruttori di botti, da qui Bottigliero e quindi  Bocchigliero.
Questo lo afferma il Prof. Don. Giuseppe Scafoglio, che tutti citano, nei loro testi, ma che pochi conoscono veramente.
Altri si sono cementati nella storia di Bocchigliero, come il Prof. Alfonso Bastanzio.
Egli, nel suo testo " Bocchigliero:
Itinerario storico-archeologico-folkloristico", parla prevalentemente di questa città, Arento, una delle tante città nominate da tanti storici, ma mai rinvenuta, come tante altre, citate, e mai ritrovate.
Quando si parla delle origini di Bocchigliero, non si può sempre parlare di Arento, anche se era nel territorio di Bocchigliero, Bocchigliero va assolutamente distinto da Arento, e crediamo che Arento non era nel territorio di Bocchigliero, non abbiamo alcun documento che lo attesti, anzi si fa molta confusione tra gli storici, figurarsi fra amanti delle tradizioni locali.
Il prof. A.Bastanzio è un convinto sostenitore di Arento, ubicata in Basilicò, montagna di rimpetto "alla timpa e a Riforma", dove a più riprese sono emersi pezzi di epoca brettia-romana, e la chiesetta, che rimane ben poco, visto la non lungimiranza di amministratori che non si sono curati di salvaguardare quelle poche cose buone che c'erano,la chiesetta di Basilicò è stata costruita dai monaci Bizantini, i Basiliani.
Ma a noi fare citazioni, o appoggiare questa o quella tesi non ci porta da nessuna parte,
Vorremmo solo capire quali di queste ipotesi e supportata da reali documenti?.
Noi su questo siamo intransigenti.
Nel testo, del Prof. A. Bastanzio, addirittura si ipotizza la greco Arento, la brettia Arento e la romana Arento, tutto ciò supportato da nulla, supposizioni e voli pindarici.
Noi non possiamo accettare che la genesi di Bocchigliero sia Arento.
Vorremmo attraverso questo blog, lanciare un confronto, un dibattito o in semplice convivio, per avere chiarezza su tanti aspetti del nostro amatissimo Borgo.
Siamo ormai quasi al decimo anno di vita del Blog, in buona parte dedicato al Prof. Don Giuseppe Scafoglio, morto il 29 Luglio 1936, e non il 1932, come riporta la lapide al cimitero.(A.Bastanzio)
Anche perchè, Scafoglio, insegnò a Rimini sino al Giugno del 1936.
Ovviamente di ciò che andiamo affermando abbiamo documenti che ne provano la veridicità.
Ma torniamo a questa breve cronistoria documentata di Bocchigliero.
In ordine cronologico abbiamo letto il lavoro fatto a sei mani da; Ciccio Filippelli, Ludovico Aurea e il Dott. Nicola Papparella. Bocchigliero dall'antichità ai giorni nostri tra storia e storiografia.
Nelle due prefazioni, di Carlo Barresi e del Sindaco  del 2010 Luigi De Vincenti,ci ha colpito un participio passato usato da entrambi nella loro prefazione, "documentato", e da questo noi ci aspettavamo che, finalmente, avremmo conosciuto le vere e "documentate" origini del Borgo.
Pregevole il lavoro di raccolta dei documenti, fatta da Ciccio Filippelli e da Ludovico Aurea, i quali,però, quando parlano dell'immagine ritrovata in Basilicò, (pag.271), fanno una confusione enorme, che qui vorremmo chiarire.

1) la colla dei ladri, è la collina di S. Francesco e non l'attuale piazza del Popolo


2) L'attuale chiesa di S. Francesco, era dedicata alla Vergine Immacolata, un tempo chiesa matrice.


3) La chiesa della Concezione è una chiesa di cui non si conoscono le origini.


Ma torniamo alle origini del Borgo, che purtroppo il testo non chiarisce affatto, anzi complica ancora, come se ce ne fosse bisogno, le cose
Quando (pag. 274) si parla della fondazione di Bocchigliero si dice così: "Intorno all'ottocento novecento (non sappiamo cosa vogliono dire) pensiamo (800 A.c. o 900 A.c.)
Attenzione a quando si riportono notizie, perchè abbiamo notato, in tutti quelli che hanno scritto sulle origini di Bocchigliero, regna sovrana una grande confusione.
Ribadiamo la disponibilità di fare un convivio, un dibattito aperto, un confronto e una analisi su questo argomento.




"Quando è stato fondato Bocchigliero?"

Resp. Blog
P.Benincasa


Unica foto di Don G.Scafoglio